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Primo: la questione di Dio PDF Stampa E-mail
Scritto da Marco INVERNIZZI   
22-12-2009 - Di notevole importanza la intervista a La Stampa di oggi, martedì 22 dicembre, del card. Angelo Bagnasco, il Presidente dei vescovi italiani.
Fra le numerose affermazioni del presule, ne segnalo soltanto due. La prima, la più importante in assoluto, consiste nella sua risposta alla domanda su quali temi gli stiano più a cuore: «il problema che viene per primo è la questione di Dio», perché se Dio scompare dall’orizzonte della vita degli uomini allora si oscurano le «più elementari evidenze umane, a cominciare dalla vita stessa minacciata in forme sempre più aggressive». Insomma, secondo il card. Bagnasco, tutti gli altri problemi derivano dalla assenza di Dio nella vita pubblica e in quella individuale delle persone.


L’affermazione non è scontata. Se tutti i vescovi, i parroci e i cattolici italiani prendessero sul serio questa considerazione cambierebbero radicalmente le linee e i programmi pastorali. Se il convegno recentemente organizzato dal card. Camillo Ruini a Roma, che ha messo la questione di Dio al primo posto nella vita culturale della Chiesa e del Paese, venisse imitato dai diversi centri culturali cattolici, sicuramente cambierebbe l’approccio dei cattolici italiani alle grandi tematiche in discussione nel nostro tempo. La solidarietà, la sobrietà, il clima, gli stessi valori morali fondamentali che toccano i principi non negoziabili, verrebbero affrontati con un atteggiamento più profondo.

 

La questione di Dio al centro dei problemi pastorali, dunque. Mi viene spontaneo collegare questa affermazione a un’altra, che papa Benedetto XVI pone da tempo al centro della riflessione teologica: la “teologia della Creazione”, di cui il Papa ha scritto anche, ma non solo, nel suo Messaggio per la Giornata della pace del 2010. Perché come la risposta su Dio, sulla sua esistenza e sulla sua centralità nella vita delle nazioni, è decisiva per il comportamento dei singoli e dei popoli, così l’importanza attribuita alla Creazione è decisiva per la riflessione teologica. Senza di essa, la Redenzione diventa incomprensibile, senza il Padre, lo stesso Gesù diventa un fratello, un amico, il più grande uomo della storia, ma cessa di essere il Figlio, Dio da Dio.

 

La seconda affermazione del card. Bagnasco è certamente meno importante in assoluto della precedente e anche di tante altre affermazioni contenute nell’intervista, ma ha un valore strategico indubbio perché riguarda il futuro della presenza pubblica dei cattolici impegnati in politica nel Paese. «I cattolici, in qualunque area geopolitica si muovano per rendere il loro servizio al Paese, non devono mimetizzarsi per paura di non essere accettati», perché nonostante la necessità di mediazioni politiche, «ci sono principi non negoziabili, senza dei quali si andrebbe contro l’uomo e la stessa convivenza democratica non avrebbe solide basi»: queste la parole del Presidente della Cei.

 

La questione di Dio, l’esistenza di una legge che da Dio viene trasmessa alla natura umana e di un progetto salvifico che (per volontà divina non per necessità) ha bisogno della collaborazione degli uomini, dovrebbero essere portate al centro della vita pubblica e i cattolici impegnati in politica dovrebbero svolgere questo compito. La riflessione è importante, direi decisiva. È esistita una stagione in cui la presenza egemone della Dc ha lasciato credere che i cattolici avessero tutto il potere politico, mentre in realtà il Paese si scristianizzava anche da un punto di vista legislativo. Oggi, in una situazione politica completamente diversa, la voce dei cattolici, o semplicemente dei sostenitori dei principi non negoziabili, sembra troppo debole nei diversi schieramenti. Se hanno bisogno di un sostegno dal capo dei vescovi italiani, questa parola è arrivata, forte e chiara: «La testimonianza di un credente in politica esige di saper andare controcorrente e di essere all’interno del proprio mondo di riferimento un lievito e non del sale scipito» ha detto l’arcivescovo di Genova a chi lo intervistava. Speriamo che succeda qualcosa, i fronti aperti sono molti e molto importanti.

 


 

 

 

Ultimo aggiornamento Martedì 22 Dicembre 2009 12:28
 

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