martedì 26 maggio 2020
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NEWS 22 marzo 2016    
Allarme del vescovo maronita di Damasco: cristiani estinti in Medioriente in dieci anni

di Marco Tosatti

 

Il vescovo maronita di Damasco scrive una lettera a un confratello francese , in vescovo di Evry, e gli prospetta un mutamento epocale: la possibilità che in dieci anni non ci siano più cristiani in Medio Oriente.   

“Davanti allo stallo militare e a una pace sempre lontana, per sfuggire al servizio militare e per fuggire una guerra assurda che è già durata troppo, i giovani prendono massicciamente la testa di quelli che partono…Che avvenire per una Chiesa senza giovani? E’ la fine fata di un cristianesimo apostolico in una Terra biblica diventata ostaggio della violenza e dell’intolleranza in nome di una fede radicale che non sopporta il pluralismo e non ammette la differenza”, scrive Samir Nassar.  

Nota che dal 2003, data della guerra in Iraq, e dal 2011, l’onda delle cosiddette”Primavere arabe”, l’esodo dei cristiani d’Oriente non ha fatto che accentuarsi. “Come partire è il soggetto delle discussioni quotidiane…una famiglia ha appena mandato suo figlio di dodici anni in una carovana di fuggiaschi, un ragazzo di dodici anni non sarà mandato indietro, e dopo potrà invitare la sua famiglia a raggiungerlo”.  

Le alternative per i sacerdoti e i vescovi sono quattro, secondo Nassar. “Seguire i fedeli nei Paesi della diaspora per aiutarli a conservare la fede; stabilire alleanze fra le minoranze per difendere i loro diritti di cittadini di fronte all’egemonia di un islam intollerante; cercare garanzie di protezione presso le Grandi Potenze che offrono protezione. Infine accettare di vivere nell’ombra dell’islam e continuare una testimonianza piena di difficoltà e di sfide”. E conclude: “I cristiani d’Oriente sono di fronte a scelte quasi suicide: la prima la seconda e la terza”.  

In Siria i cristiani sono passati da un milione e mezzo di prima della guerra a circa 500 mila. Ad Aleppo, dove erano 160 mila, adesso non sono più che 40 mila; raggruppati nelle zone controllate dal governo. Queste cifre sono fornite dal vescovo caldeo di Aleppo, mons. Audo, che a Ginevra ha denunciato “la propaganda occidentale” contro Bashar al-Assad, il che non lo esonera da responsabilità. Ma “i gruppi armati non hanno l’appoggio della popolazione”, e “La Siria deve continuare, con o senza Bashar al-Assad”.

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