martedì 12 novembre 2019
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NEWS 13 luglio 2019    di Ermes Dovico
Il Corriere e il filosofo che infanga i genitori di Vincent. Senza vergogna (?)

Vincent Lambert era morto da poche ore quando il Corriere della Sera ha pubblicato un’intervista al filosofo Michel Onfray, che ricopre di fango i genitori del quarantaduenne disabile ucciso dallo Stato, colpevoli a suo dire di «deliri famigliari», di una «lotta cattolica integralista» e altre nefandezze simili.

Neanche il tempo del lutto, dunque, e subito è partito l’attacco ai due anziani genitori di Vincent, attraverso appunto la voce di Onfray. Del filosofo francese, ateo, avevamo parlato giusto un paio di mesi fa, sottolineando una sua bella intervista sulla «teoria della dittatura» da lui elaborata e avvertendo, per il resto del suo ampio pensiero (in cui c’è tutto e il contrario di tutto), di fare il dovuto discernimento: ebbene, è singolare che proprio Onfray, davvero lucido nel descrivere le caratteristiche di una dittatura, dalla distruzione della libertà alla manipolazione del linguaggio, non si avveda che essa ha raggiunto il culmine proprio nell’eutanasia imposta a Vincent.

Per Onfray, Vincent era «un morto vivente», «con lo sguardo morto», la cui volontà è stata «sbeffeggiata dai genitori». Ora, premesso che la sua eventuale espressione non giustificherebbe l’eutanasia, questa volontà è stata attuata fino alla morte per fame e per sete meramente sulla base delle parole della moglie: Vincent, un infermiere psichiatrico, quindi con le conoscenze necessarie, non aveva lasciato nessuna disposizione scritta. Inoltre, con le cosiddette Dat si decide oggi quel che potrà avvenire domani, senza tenere conto che la persona può cambiare idea. Onfray dice al Corriere di riconoscere «il diritto di cambiare idea», contraddicendosi: anche se Vincent avesse davvero detto anni prima alla moglie di voler morire in condizioni simili (non prevedibili), perché poi non avrebbe potuto cambiare idea? Scegliendo la vita?

Il punto più basso dell’intervista è quando Onfray accusa di contraddizione «questa famiglia cattolica integralista: ho letto che Lambert era il frutto di un amore adulterino». Lui afferma di non aver nulla da ridire su questo ma non tollera che «poi, senza vergogna, danno lezioni di virtù al mondo». Lezioni di virtù? Viviane e Pierre hanno agito semplicemente da madre e padre, cercando di proteggere la vita di loro figlio da chi glielo voleva ammazzare. Secondo, a proposito di “contraddizione”, Onfray dovrebbe sapere che ci si può convertire.

Dalle colonne del più prestigioso quotidiano italiano il filosofo ci dice ancora che Lambert era conscio di «cos’è la morte cerebrale», condizione grave, ma non irreversibile, in cui Vincent tuttavia non versava affatto: non era nemmeno nella condizione di gravità intermedia, detta strumentalmente di «stato vegetativo» (eppure così ci ha raccontato il grosso del sistema mediatico), bensì in quella di «minima coscienza». Ma nascondere la verità è funzionale a promuovere la causa dell’eutanasia, come questo giornale aveva già sottolineato. E ancora Vincent «è stato preso in ostaggio dalla madre per difendere le idee integraliste»: non era dunque ostaggio dell’ospedale di Reims, che ha impedito il trasferimento in altre strutture pronte ad accogliere Vincent, ma della madre che veniva sottoposta ai più vari controlli per vedere suo figlio… Altre bugie?

Per i particolari dell’esperienza personale di Onfray – che ha fatto uccidere la compagna ammalata di cancro in una clinica svizzera, non sapendo che quella sofferenza avrebbe trovato senso se unita a quella di Cristo – rimandiamo al Corriere. Lui afferma ancora che l’eutanasia bisogna legalizzarla, perché «la legalizzazione non significherebbe aprire le porte a tutti gli eccessi»: e che cos’è, se non un eccesso, l’omicidio di Vincent? Perpetrato avvalendosi di una legge, la Claeys-Leonetti, che l’eutanasia, pur non nominandola (vedi pure le Dat nostrane), già la consente. L’intervista si conclude dicendo che «Belgio [dove la legge c’è e ora si invoca pure l’iniezione letale sui neonati, ndr] e Svizzera indicano la buona strada». Insomma, due genitori sono stati denigrati per dire alla fine che anche da noi bisogna legalizzare-estendere l’eutanasia. Chi è senza vergogna?


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