martedì 12 novembre 2019
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NEWS 27 marzo 2019    di Giuliano Guzzo
Escalation di atti vandalici contro le chiese in Francia

Sistematicamente ignorato dai grandi media, l’odio anticattolico è un fenomeno in continua crescita. Soprattutto in Francia dove, dall’inizio dell’anno, si è registrata – come sottolineato in questi giorni anche da Newsweekuna vera e propria ondata di atti vandalici contro le chiese. Si sta parlando di un vandalismo che spazia dall’abbattimento e dalla distruzione di statue e tabernacoli, fino a veri e propri incendi. Ne sanno qualcosa i fedeli della chiesa di san Sulpizio di Parigi, incendiata nei giorni scorsi poco dopo la Messa domenicale, mentre a Nimes, nella cattedrale di Notre-Dame des Enfants è stata disegnata una croce con escrementi umani. Non è andata meglio, anzi, a Dijon dove, nella chiesa di Notre-Dame, le ostie consacrate sono state recentemente rimosse dal tabernacolo, sparse a terra e calpestate.

A Lavaur, invece, la parrocchia è stata da poco assalita da giovani uomini in apparente stato di ubriachezza. Il risultato? Il braccio di una statua del Cristo crocifisso è stato “distorto” per fargli fare un gesto osceno. In totale, solo nelle ultime settimane, sono state dunque una dozzina le chiese francesi vandalizzate e profanate. Un fenomeno preoccupante e sociologicamente molto particolare.

Infatti, da quanto è dato capire alla base di questa escalation non vi è alcuna organizzazione in particolare, come attesta anche il fatto che tutti questi atti vandalici non siano stati oggetto di alcuna rivendicazione né risultino firmati con qualsivoglia sigla. Il solo trait d’union di tutte queste profanazioni, è stato notato, un evidente carattere anticristiano, un feroce odio verso il cattolicesimo, agito con chiara finalità offensiva e dissacratoria.

Rispetto a tutto ciò, la Conferenza episcopale francese ha scelto il basso profilo, verosimilmente anche per non soffiare sul fuoco e per non rischiare ulteriori atti vandalici di carattere ritorsivo. Quel che è certo, ad ogni modo, è che purtroppo l’anticattolicesimo non è soltanto qualcosa di francese, come dimostra l’agghiacciante notizia, giunta quattro giorni fa da Montreal, dove un prete canadese, rettore dell’oratorio di Saint Joseph, è stato addirittura accoltellato durante la Messa del mattino, prima d’essere ricoverato in ospedale fortunatamente senza risultare in pericolo di vita.

Ora, come si è potuti arrivare a questi livelli di odio? Viene spontaneo, a questo punto, chiederselo. Verosimilmente, le concause dell’anticattolicesimo odierno sono molteplici. C’è anzitutto una regia, come si diceva poc’anzi, dei mass media, sempre pronti a generalizzare i pregiudizi contro la chiesa ma totalmente assenti quando invece si tratta di denunciare le aggressioni anticristiane.

In secondo luogo, uno stratagemma per far letteralmente sparire l’odio anticristiano dalla cronaca è quello, dinnanzi ad un’aggressione che ha per vittima uno o più cristiani, di puntare il dito sulla poca chiarezza delle dinamiche e delle ragioni di simili atti di violenza. Tizio alza le mani su Caio maledicendolo per la propria fede religiosa? Sempronio imbratta di scritte una chiesa o prende a male parole un sacerdote? Tutto viene minimizzato e ricondotto a caso isolato.

Un terzo modo per sostenere l’odio anticristiano, quando veicolato tramite un film, uno spettacolo teatrale, una scultura, un dipinto, una canzone o una vignetta – come spesso purtroppo capita – è quello di parlare se non apertamente di capolavoro, quanto meno di opera d’arte, facendo finta d’ignorare un’ostilità che poi, alla fine, può sfociare come in Francia, con chiese saccheggiate e profanate. E tanti cari saluti alla libertà di culto.


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