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NEWS 24 giugno 2014    
Il cardinale Ouellet a Le Barroux: Messa in rito antico per i 25 anni di una «fortezza» benedettina

La storia di dom Gérard Calvet (1927-2008), forse, in altri tempi, sarebbe stata quella non di un fondatore e di un combattente di prima linea come fu, ma quella di un buon monaco benedettino, zelante, pio che vive e muore nel silenzio interiore e nell’oscurità, sia per il mondo che per la Chiesa. Ma le vicende della Chiesa nel XX secolo fecero di lui, al contrario, un esempio e un monito, un anticipatore e un modello di benedettino compiuto e realizzato.

Entrato nell’abbazia di Madiran nel 1950, emise i voti definitivi nel 1954 e fu ordinato sacerdote nel 1957. Nel 1965 si chiuse il Vaticano II e iniziò, col post-Concilio, quella «battaglia nella notte» (Benedetto XVI) che vide un trionfo generalizzato della “teologia moderna”. In pochi lustri (1965-1985) i religiosi che abbandonarono abito, chiostro e voti furono migliaia, lasciando la Chiesa nel dolore e nella costernazione: monasteri chiusi e venduti, scuole gestite da religiosi offerte allo Stato, statue, arredi sacri e perfino reliquie fatti a pezzi con un furore che ricordò quello dell’antica iconoclastia orientale, rinnovata poi da calvinisti e ugonotti.

Nel 1970 il giovane benedettino decise di fare «l’esperienza della solitudine e della Tradizione» e si mise a vivere – subito seguito da vari giovani entusiasti – in un priorato semi-abbandonato a Bédoin, nel sud della Francia. La vita quotidiana fu stabilita secondo i canoni benedettini tradizionali, fissati dalla Regola scritta dal patriarca del monachesimo occidentale, quei modi che per i novatori dovevano essere aboliti per sempre. In pochi anni (1970-1980) il monastero fiorì di vocazioni e attirò un interesse non solo francese, ma europeo se non mondiale, con l’adesione, per esempio, di centinaia di oblati secolari da ogni parte del continente: gli stessi laici che vivono nel mondo, infatti, non vogliono trovare “mondo” anche nei conventi, ma reclamano sacralità, slancio e identità. Seguì ben presto la costruzione della splendida Abbazia del Barroux (1988-2000) e quindi l’erezione canonica della stessa (1989), precedentemente resa impossibile per l’opposizione delle autorità dell’Ordine.

Quando nel 2004, in seguito alla rinuncia di dom Gérard, il nuovo abate dom Louis-Marie ricevette la Benedizione abbaziale dal cardinale Medina, quest’ultimo dichiarò che a Le Barroux, per merito di dom Gérard, era sorta un’abbazia che vive «con grande fedeltà la Regola di san Benedetto».

Venerdì 27 giugno, alle ore 10, nella solennità del Sacro Cuore, il cardinale Marc Ouellet, prefetto della Congregazione per i vescovi, celebrerà presso la chiesa abbaziale dell’Abbazia Sainte-Madeleine di Le Barroux una Messsa pontificale in azione di grazie per il 25mo anniversario del riconoscimento canonico della comunità, l’erezione del monastero in abbazia, la benedizione abbaziale di Dom Gérard Calvet e la dedicazione della chiesa.

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