sabato 23 febbraio 2019
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NEWS 27 gennaio 2017    
Il «divide et impera» del neopostcomunismo cinese contro la Chiesa Cattolica, una ferita che sanguina

di Lorenzo Bai

 

Mons. Taddeo Ma Daqin, vescovo ausliare di Shanghai, da alcuni giorni è stato reintegrato nell’Associazione patriottica (Ap), l’organismo di controllo della Chiesa in Cina. Mons. Ma, alla sua ordinazione episcopale il 7 luglio del 2012, aveva dichiarato pubblicamente la sua uscita dall’associazione. Per questo egli è stato costretto fino ad ora a vivere agli arresti domiciliari nel seminario di Sheshan. Lo scorso giugno, sul suo blog, erano apparsi alcuni articoli in cui egli esprimeva “dispiacere” per la scelta che aveva fatto.

Da una copia dell’agenda di un incontro fra l’Associazione patriottica di Shanghai e la Commissione per gli affari della Chiesa, avenuto il 20 gennaio, mons. Ma è stato eletto quale “membro supplementare” e come membro del comitato permanente dell’Ottavo comitato dell’Associazione patriottica del municipio di Shanghai. L’agenda definisce mons. Ma come “padre Ma Daqin”.

In effetti, dopo i suoi arresti, nel dicembre 2012, il Consiglio dei vescovi cinesi gli aveva revocato il titolo di vescovo. Egli però rimane vescovo per la Santa Sede.

L’agenda comprende anche una relazione della Nona Assemblea tenuta a Pechino alla fine di dicembre 2016, come pure una relazione sulle attività nel 2016 dell’Ap di Shanghai e della Commissione affari della Chiesa.

Diversi sacerdoti in Cina hanno confermato ad AsiaNews che I fedeli hanno reagito con dolore e sdegno agli articoli in onore dell’Ap, come pure al ritorno del vescovo nell’Ap. Essi dicono che la scelta di mons. Ma servirà a dividere ancora di più la Chiesa in Cina.

Una fonte di AsiaNews a Shanghai afferma che mons. Ma è divenuto membro dell’Ap di Songjiang, un distretto di Shanghai fin dallo scorso settembre.

Un sacerdote dice con rimpianto che la rinuncia all’Ap fatta da mons. Ma alla sua ordinazione e le restrizioni da lui sofferte subito dopo avevano fatto crescere la speranza che i cattolici della comunità ufficiale e quelli della comunità sotterranea avrebbero potuto vivere uniti nella verità.

Altri cattolici in Cina affermano che la Chiesa deve ormai accettare la realtà di dover essere strettamente controllata dal governo. Ad ogni modo essi dicono che mons. Ma è ancora stimato ed influente nella diocesi. Per diversi fedeli egli rimane molto coraggioso. E ancora oggi molti fedeli commentano sul suo blog manifestandogli stima, e domandandosi se gli articoli del giugno 2016 in onore dell’Ap sono stati davvero scritti da lui e se quella era la sua intenzione.

 

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