domenica 31 maggio 2020
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NEWS 23 maggio 2016    
Il regime comunista di Hanoi rilascia don Van Ly, 70enne, icona cattolica dei diritti umani

Le autorità comuniste di Hanoi hanno liberato Nguyen Van Ly, 70enne sacerdote cattolico leader di primo piano della lotta per la libertà religiosa e i diritti civili nel Paese. Secondo quanto riferiscono alcune fonti, la decisione rappresenterebbe un gesto di “buona volontà” in vista della visita ufficiale del presidente statunitense Barack Obama dal 23 al 25 maggio. In queste ore diverse organizzazioni e attivisti pro-diritti umani lanciano un appello al capo della Casa Bianca, perché sollevi il tema delle persecuzioni e delle libertà - e non solo il commercio di armi - durante gli incontri con i vertici governativi. 

Padre Van Ly (nella foto) è stato condannato il 30 marzo 2007 a otto anni di prigione e cinque di residenza sorvegliata, per aver violato il famigerato articolo 88 del Codice penale. Secondo l’accusa egli avrebbe guidato un movimento per la democrazia, chiamato “Blocco 8406”, sorto nell’aprile 2006, con 2mila aderenti, e sostenuto gruppi illegali quali il Partito progressista del Vietnam.

In precedenza egli aveva già trascorso 14 anni in carcere – tra il 1977 e il 2004 – per le sue battaglie in difesa della libertà di religione e dei diritti umani nel Paese comunista. L’immagine del sacerdote ammanettato davanti ai giudici, con la bocca tappata da un poliziotto, mentre protestava contro le persecuzioni del regime comunista lo hanno reso famoso in tutto il mondo.

Nel 2009 egli è stato colpito da un ictus in prigione, che lo ha semi-paralizzato per un certo tempo.

Ad annunciare il rilascio è stata l’arcidiocesi di Hue. In un’intervista a Radio Free Asia (Rfa), p. Phan Vam Loi riferisce che quasi 20 anni di cella hanno segnato il fisico di p. Van Ly. “La sua salute - afferma il sacerdote - si è deteriorata. Era molto magro e non sembrava in buono stato come prima”. “Non riusciva a stare dritto - aggiunge - e camminava tutto ricurvo. Questi sono i risultati degli ultimi otto anni di prigione”. Tuttavia, a livello “spirituale” è ancora “brillante e determinato”. 

Nel rilasciarlo le autorità di Hanoi hanno parlato di “perdono” presidenziale. In risposta, p. Van Ly ha detto che non può essere perdonato per colpe che non ha commesso. Piuttosto la liberazione sarebbe un “regalo” per Obama, atteso in Vietnam la prossima settimana. 

Attivisti, blogger e ong non vedono nel rilascio del sacerdote cattolico un vero “segno di cambiamento”, quanto piuttosto una mossa che nasconde interessi economici, commerciali e strategici. Del resto Vietnam, da tempo ai ferri corti con Pechino nel mar Cinese meridionale, non disdegna un aiuto - anche militare - degli Stati Uniti, il nemico storico di un tempo, per contenere l’espansionismo della Cina nei mari. E Washington potrebbe contare, dopo Manila, su un nuovo alleato di ferro nella regione Asia-Pacifico.

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