martedì 12 novembre 2019
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NEWS 14 febbraio 2018    di Giulia Tanel
La chiesa cattolica non opera cambiamenti di paradigma

Lo scrittore cattolico statunitense George Weigel ha recentemente scritto un interessante articolo sulla rivista First thing dal titolo: The Catholic Church doesn’t do “paradigm shifts”, ossia La Chiesa cattolica non opera un “cambiamento di paradigma”.

Cosa s’intende con “cambiamento di paradigma”? L’espressione è stata coniata da Thomas Kuhn nell’opera La struttura delle rivoluzioni scientifiche (1962) e sta a indicare un radicale cambiamento nel modo di pensare di una persona o di un’organizzazione: «una rottura – afferma Weigel – drammatica, improvvisa e inaspettata» che indica, di fatto, un “nuovo” inizio.

Un “cambiamento di paradigma” è possibile anche nella Chiesa?, si domanda quindi lo scrittore statunitense. La risposta è negativa: «[…] l’evoluzione – scrive infatti – della comprensione della Chiesa del Vangelo nel corso dei secoli non è una questione di “cambiamenti di paradigma”, o di rotture, o d’interruzioni radicali e di nuovi inizi; è una questione di ciò che i teologi chiamano lo “sviluppo della dottrina”. E, come ci ha insegnato il Beato John Henry Newman, l’autentico sviluppo dottrinale è organico e in continuità con “la fede che fu trasmessa ai credenti una volta per tutte” (Giuda 1,3)».

Il cardinale Parolin e Amoris Leatitia

Compreso dunque cosa s’intende con “cambiamento di paradigma”, sorprende l’affermazione del Segretario di Stato card. Pietro Parolin, che si è recentemente riferito all’esortazione apostolica Amoris Laetitia utilizzando proprio tale definizione. Weigel quindi si domanda: cosa intendeva dire il cardinale? Forse non si riferiva all’espressione coniata da Kuhn, oppure voleva semplicemente esortare a una maggiore compassione verso le persone che vivono situazioni irregolari, ma che intendono riavvicinarsi alla Chiesa? Quanto è certo – sottolinea in maniera netta lo scrittore – «il cardinale non può aver voluto dire che Amoris Laetitia è un “cambio di paradigma” nel senso di una rottura radicale con le precedenti intese cattoliche. Perché la Chiesa cattolica non fa “cambiamenti di paradigma” in questo senso del termine».

Amoris Laetitia: un solo testo, tante interpretazioni

Eppure un dato di fatto c’è, ed è innegabile: Amoris Leatitia sta generando grande confusione nelle varie chiese locali, con una ricezione dei suoi contenuti che si caratterizza per una preoccupante difformità e che, in certe zone del mondo, sta assumendo anche le forme di una radicale rottura con il depositum fidei.

«Questa frammentazione – commenta ancora Weigel – non è cattolica. Cattolicesimo significa un solo Signore, una sola fede, un solo battesimo, e l’unità è uno dei quattro segni distintivi della Chiesa. […] Oggi il cattolicesimo è in difficoltà e non sarà sanato dagli appelli ai “cambiamenti di paradigma”. Nei primi secoli cristiani – conclude quindi lo scrittore -, i vescovi si sono confrontati francamente e, quando necessario, si sono corretti a vicenda. Quella pratica è essenziale oggi come lo era ai tempi di Cipriano e Agostino, per non parlare di Pietro e Paolo».

 


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