mercoledì 27 maggio 2020
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NEWS 30 novembre 2016    
La Corte di Cassazione ha deciso che dire «gay» non è denigratorio. Ci voleva un tribunale per stabilirlo?
 
La Cassazione ha stabilito che dare del "gay" a qualcuno non è denigratorio."È da escludere - si legge nella sentenza - che il termine 'omosessuale' abbia conservato nel presente contesto storico un significato intrinsecamente offensivo come, forse, poteva ritenersi in un passato nemmeno tanto remoto".

Nell'annullare senza rinvio una decisione del giudice di pace di Trieste "perchè il fatto non sussiste" (si trattava di una multa per il reato di diffamazione inflitta ad un sessantenne che aveva dato dell''omosessuale ad un altro, ndr), Piazza Cavour spiega che "a differenza di altri appellativi che veicolano il medesimo concetto con chiaro intento denigratorio secondo i canoni del linguaggio corrente, il termine in questione assume un carattere di per sé neutro, limitandosi ad attribuire una qualità personale al soggetto evocato ed è in tal senso entrato nell'uso comune".

Più in generale, la Quinta sezione penale della Cassazione nella sentenza scrive che"è da escludersi che la mera attribuzione della suddetta qualità - attinente alle preferenze sessuali dell'individuo - abbia di per sé un carattere lesivo della reputazione del soggetto passivo e ciò tenendo conto dell'evoluzione della percezione della circostanza da parte della collettività, quale che sia la concezione dell'interesse tutelato che si ritenga da accogliere". La procura di piazza Cavour aveva invece sollecitato la bocciatura del ricorso.

Gay center: "Sentenza ambigua"
"La sentenza della Cassazione - scrive in una nota il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo - lascia adito ad interpretazioni ambigue, si rischia la vittoria del linguaggio della destra. In Italia ancora non c'è una legge contro l'omofobia che condanni anche le ingiurie a sfondo discriminatorio come avviene in altri Paesi". "Questa sentenza potrebbe essere più chiara qualora avessimo questa legge. Oggi significa lasciare senza tutele specialmente i più giovani, ad esempio nelle scuole dove spesso ragazzi gay vengono presi di mira con atti di bullismo, in alcuni casi senza essere garantiti da parte della propria scuola. Se vogliamo essere un paese moderno - osserva Gay Center - che sdogani a tutti gli effetti la parola omosessuale dobbiamo considerare che questa può essere usata come forma di ingiuria e discriminazione".

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