mercoledì 20 febbraio 2019
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NEWS 5 gennaio 2016    
La nuova Cei non vuole una difesa della famiglia militante e di popolo. Amen. Faremo senza di loro

da Libertà e Persona

 

Da poco eletto alla Presidenza del Forum delle Famiglie, Gigi De Palo ha ritenuto opportuno dire subito come la pensa; identificare il “nemico”, l’errore storico, da mai più ripetere. E sapete qual è l’errore?

Forniamo un indizio. Chi è oggi alla guida, de facto, della Cei? Mons. Nunzio Galantino. E cosa vuole il monsignore dal Forum?

Che prenda le distanze dall’era Ruini, dall’era Benedetto XVI, dal Forum impegnato, come lo fu in passato, anche pubblicamente, a difesa della famiglia.

Galantino non lo ha mai nascosto: l’era Ruini va cancellata; il Family day del 2007 fu un errore; la manifestazione del 20 giugno sul gender non andava fatta.

Ebbene, se il capo vuole così, i laici obbedienti, devono adeguarsi.

Così, forse maliziosamente, viene da pensare, leggendo la dichiarazione di De Palo:

«Il Family day è stato uno dei più grandi fallimenti che abbia visto. Due milioni di famiglie in piazza e il quoziente familiare ancora non c’è…»

Due milioni di persone in piazza sarebbero un grande fallimento? E questo perchè ad oggi non c’è il quoziente familiare? Qualcuno ricorda perchè fu convocato il family day?

Per fermare i Dico. E i Dico furono fermati. Come si può parlare di fallimento, di una inziativa che ottiene l’obiettivo che si era posta?

Non si ottenne il quoziente familiare, certo, ma: 1) non era l’obiettivo primario; 2) se si ragiona così andrebbero messe sotto processo alcune decine di legislature democristiane e non, più che una manifestazione, che, come si sa, non possiede il potere di fare le leggi.

Tanto più che De Paolo, mentre stigmatizza il Family day, non può non ricordare: io allora c’ero.
Allora che senso ha, 8 anni dopo, rinnegare un fatto così lontano? Proprio nei giorni in cui che si discuta in parlamento la nuova versione, molto peggiorata, dei Dico.

È forse un segnale a Galantino, e, come a lui, così alla sua pupilla, Maria Elena Boschi?

Vorremmo aggiungere alcuni dettagli:

1) quando De Palo sostiene che si è trasformata la famiglia «in un concetto astratto, ideologico, identitario», ripete la lezione di Galantino e compagnia (dimenticando non solo di aver partecipato al Family day, ma di aver a tal punto aderito al progetto ruiniano, da divenire presidente di Scienza & Vita Roma 1). Il problema però è mal posto; così mal posto che sino a poco tempo fa anche De Palo parlava diversamente. L’ideologia non è quella di coloro che difendono il matrimonio, ma quella di coloro che lo vogliono distruggere. De Palo non deve aver molto chiaro cosa è la famiglia, benché faccia il presidente del Forum delle Famiglie.

2) Quando De Palo afferma che «il Forum non è l’ennesimo ente che scimmiotta la politica, ma uno strumento nuovo che vuole dare voce al paese reale. Fare lobbying non è il ruolo del forum», vuole forse far dimenticare che sino a ieri le sue manifestazioni pubbliche erano strettamente collegate alla sua azione di politico, assessore con Alemanno e consigliere, nel comune di Roma?

3) Vuole far dimenticare di essere stato il principale promotore, negli stessi giorni della neonata Manif pour Tous Italia, cioè nel luglio 2013, di un flash mob davanti a Montecitorio, contro la legge Scalfarotto sull’omofobia?

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