martedì 12 novembre 2019
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NEWS 12 aprile 2019    di Giulia Tanel
La preghiera passa per la rete

S’immagini una bella e giovane donna, moglie e mamma di sette figli (l’ultimo è in arrivo), lavoratrice, curatrice del blog One Hail Mary at a Time e… che fa pregare il Santo Rosario tutti i giorni a centinaia di persone utilizzando Instagram. Pura fantasia? Assolutamente no, è tutto realtà. E Kristin, questo il suo nome, non ha i superpoteri: “semplicemente” ha visto com’è cambiata la sua vita e quella della sua famiglia da quando hanno iniziato a recitare quotidianamente il Rosario. «Il Rosario», afferma Kristin ad Aleteia, «è come una scala per il paradiso in terra. Dopo aver pregato, vedi Dio in ogni cosa. È anche un rituale di unione che porta autenticità e comunità. Mi permette anche di abbandonare tutte le preoccupazioni», nella certezza che la Madonna ha cura dei suoi figli.

Da ottobre Kristin ha deciso di non tenere più solo per sé questa abbondanza di Grazia ed ecco quindi che, in parte anche per trovare un aiuto nella perseveranza, è nata l’idea di pregare tutte le mattine il Santo Rosario alle 6.45 utilizzando Instagram (questo il suo profilo, che vanta 34.200 follower), in comunione con gente di tutto il mondo. «La mia missione», afferma ancora la donna, «è quella di incoraggiare la preghiera del Rosario e l’obiettivo è di ottenere 100 milioni di persone che lo pregano, e ho intenzione di sfruttare i social media per onorare la Madonna e il suo grande dono per noi, il Rosario».

Ma proviamo ora a volgere lo sguardo al panorama nazionale che, a ben vedere, offre anch’esso diverse opportunità di “monastero wi-fi”, per dirla con Costanza Miriano, ossia di persone che hanno quale scopo comune «[…] il desiderio di amare e far amare Dio, e di essere insieme in questa avventura, che è un combattimento prima di tutto con noi stessi, e non si è mai visto un esercito composto da un solo soldato».

Accanto a strumenti più “tradizionali”, se così si possono definire, come sono quelli di radio (su tutte, Radio Maria) o canali televisivi, negli ultimi anni anche in Italia i social sono stati impiegati in ottica confessionale. Un esempio potrebbe essere l’esperienza di “Mogli e mamme per vocazione”, che riunisce virtualmente in preghiera tante donne di tutta Italia ogni mattina e ogni sera con un Gloria al Padre alle 18.00, recitato secondo le intenzioni delle partecipanti. A fare da aggregatore principale del gruppo, oltre al sito internet, è Facebook (dove M&M ha una pagina pubblica, ma anche un gruppo chiuso sul quale è possibile confrontarsi su vari temi, oltre a fare richieste di preghiera e creare cordate di rosari per situazioni particolari), tuttavia va registrato anche l’uso di Telegram, con un canale dedicato al gruppo e dove vengono periodicamente proposti altri canali su temi specifici, quali “Love week” per rinforzare la vita di coppia o per mostrare l’amore ai figli, ma anche per pregare assieme delle novene. Un altro esempio, questa volta circolante principalmente su WhatsApp, può poi essere quello de “Il granellino”, una meditazione quotidiana sulla Sacra Scrittura a firma di padre Lorenzo Montecalvo dei Vocazionisti, che offre spunti di riflessione non scontati e raggiunge oramai da anni diverse centinaia di persone.

Altri sono gli esempi che si potrebbero fare. Tuttavia, traendo una conclusione, se è pur vero, come scrive lo psicologo e psicoterapeuta Roberto Marchesini nel suo ultimo libro Le virtù – Il cammino del cavaliere, che è possibile associare ogni social media a uno specifico vizio (per esempio, Facebook fa leva sull’invidia, mentre Twitter è il ricettacolo dell’ira…), è altrettanto vero che è possibile fare un uso buono e utile degli strumenti che la tecnologia oggi ci propone.

 


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