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NEWS 10 giugno 2016    
Leader nazionalista turco filo-Erdogan: «Nel 1915 fu giusto deportare i cristiani armeni e andrebbe rifatto»

di Marco Tosatti

 

Deportare gli Armeni nel 1915 fu giusto, e dovrebbe essere rifatto se le circostanze lo richiedessero. Nel 1915 il governo turco diede il via ai massacri e alle deportazioni che ebbero come risultato finale l’uccisione di oltre un milione di armeni, in quello che è generalemnte conosciuto come il Genocidio ameno, “Metz Yeghèrn” il Grande Male, in lingua armena. Un genocidio che fu accompagnato dallo sterminio di altre minoranze cristiane, come i greci e gli assiri.

E’ di pochi giorni fa il riconoscimento, da parte del Bundestag, dei massacri come genocidio. Un voto quasi unanime che ha fatto infuriare i turchi, e tanto più significativo perché la Germania ospita una forte minoranza turca. Queste dichiarazioni choccanti (pensate a qualcuno che dicesse oggi che deportare gli ebrei fu una decisione corretta…) sono state pronunciate nel Parlamento turco da Devlet Bahçeli, leader del Partito del Movimento Nazionalista. “La decisione di deportazione nel 1915 fu assolutamente corretta – ha detto -. Dovrebbe essere eseguita di nuove se le circostanze fossero le stesse”.  

Devlet Bahçeli parlava dopo il voto del Bundestag. E ha aggiunto: “Cambiare di posto agli Armeni non aveva lo scopo di annichilirli, ma di proteggere lo Stato, che è assolutamente corretto e halal”. Il leader politico ripeteva uno degli argomenti difensivi presentati da sempre dalla politica ufficiale negazionista del governo turco. Una tesi che la maggioranza degli storici non accetta come credibile, ritenendo che ci fu volontà e piani per distruggere una minoranza cristiana di ostacolo all’idea “un Paese, una religione”.  

Devlet Bahçeli ha detto anche di appoggiare le dichiarazioni di Erdogan sul co-presidente dei verdi tedeschi Cem Özdemir, di origine turca, che ha appoggiato il voto del Bundestag sul Genocidio Armeno. “Dovrebbe essere turco – ha detto Erdogan –. Che turco! Bisognerebbe fare un test di laboratorio sul suo sangue”. “Se dicessimo quello che il presidente Erdogan ha detto, saremmo considerati razzisti. Signor Presidente, non parli di sangue di nuovo perché il sangue di quelli che hanno il sangue marcio non scorre. Non hanno sangue”.

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