lunedì 25 maggio 2020
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NEWS 8 aprile 2016    
Lo Stato dell’Indiana (USA) vieta l’aborto selettivo sui bambini affetti da sindrome di Down
Sulle persone disabili vige una grande ipocrisia, si celebrano tante Giornate mondiali, ma poi sono “vite indegne”». A parlare è Germana Lancia, affetta da una grave e progressiva patologia altamente invalidante, umiliata dalla sentenza della Cassazione del dicembre 2015, che ha condannato un ginecologo per aver fatto nascere, senza abortirla, una bambina affetta da sindrome di Down.

Nessuno si è scandalizzato, neanche uno dei grandi vip (come Jovanotti, Carlo Cracco, Giusi Ferreri, Claudio Bisio, Diego Abatantuono e Sharon Stone), che non vedono l’ora di prestare il volto per la Giornata Mondiale della sindrome di Down del 21 marzo, dove si parla tanto di rispetto e inclusione di chi è affetto da questa disabilità, ma ci si guarda bene dal ricordare che la legge permette di abortire selettivamente i bambini anche solo per il sospetto che siano Down. Tanto che i ginecologi vengono costretti a risarcire i familiari nel caso non pratichino l’interruzione di gravidanza.

A guidare la classifica dei Paesi che permettono l’eugenetica verso queste persone c’è la Norvegia,  stato definito leader dei diritti umani e civili. Eppure, chi ha avuto a che fare con queste persone, sa benissimo che la loro vita è degna tanto quella dei giudici della Cassazione, se non di più. Una ricerca del 2011, pubblicata sull’American Journal of Medical Genetics, ha dimostrato che il 99% dei genitori di persone con sindrome di Down ama i propri figli, il 97% ha espresso sentimenti di orgoglio e il 79% sente arricchita la propria vita rapportandosi con loro.

Per fortuna non tutti si limitano a chiacchierare di finto rispetto e di finta inclusione, c’è chi è passato direttamente all’azione concreta. Pochi giorni dopo l’ultima Giornata mondiale per la sindrome di Down del 2016, lo stato dell’Indiana è infatti diventato il secondo paese, dopo il North Dakota, che ha voluto proteggere dall’aborto selettivo i bambini non ancora nati, a cui è stata diagnostica questa disabilità. Il governatore Mike Pence ha infatti firmato questa legge il 25 marzo 2016, vietando l’aborto anche sulla base della razza e del sesso. «Una società va giudicata da come tratta i più vulnerabili, gli anziani, i malati, i disabili e i nascituri», ha dichiarato. «La legge afferma il valore di ogni vita umana, con essa facciamo un passo importante nella tutela del nascituro».

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