giovedì 23 maggio 2019
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NEWS 9 luglio 2015    
Ma davvero il celibato dei sacerdoti è scritto nel Vangelo? Certo. Piccolo vademecum di pronto uso

di John Martignoni

 

Domanda: Dove si parla nella Bibbia del celibato sacerdotale? Ho un amico che dice che la Chiesa cattolica va contro la Bibbia richiedendo il celibato per i suoi sacerdoti.


Risposta: Ci sono due passi principali delle Scritture a cui mi riferisco per sostenere l'insegnamento della Chiesa sul celibato sacerdotale. Il primo è Matteo 19, 12: “Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca”.

Quando Gesù dice che ci sono uomini che “si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli”, parla a livello figurato, non letterale. Si riferisce a coloro che vivono una vita di celibato per servire meglio il regno dei cieli. Chi sappiamo che mette in pratica queste parole di Cristo? Chi sappiamo che ha fatto voto di celibato – si è reso eunuco – per il bene del regno dei cieli? I ministri battisti? I ministri evangelici? I sacerdoti episcopali? No, no e no. Senza offesa per i ministri menzionati, i sacerdoti cattolici sono gli unici che conosco a mettere in pratica queste parole particolari di Gesù.

In Matteo 19, 12 vediamo Gesù Cristo dire qualcosa che si applica direttamente ai sacerdoti cattolici, per cui la disciplina del celibato sacerdotale – ed è una disciplina, non una dottrina – è realmente biblica.

L'altro passo della Scrittura che menziono a sostegno del celibato sacerdotale è 1 Corinzi 7, 32-33: “Io vorrei vedervi senza preoccupazioni: chi non è sposato si preoccupa delle cose del Signore, come possa piacere al Signore; chi è sposato invece si preoccupa delle cose del mondo, come possa piacere alla moglie, e si trova diviso!”

Paolo ci sta dicendo che si può servire al meglio il Signore, e il Suo popolo, rimanendo non sposati. Non significa che non si possa servire il Signore se si è sposati, ma piuttosto che si può essere più concentrati nel servire il Signore se non lo si è. È semplicemente una questione di senso comune il fatto che quando una persona è single ha più tempo per occuparsi degli affari del Signore di quanto ne abbia quando è sposata, e sicuramente quando è sposata e ha figli. L'uomo sposato, come dice Paolo, si preoccupa delle cose del mondo e i suoi interessi sono divisi.

Nella prima Lettera ai Corinzi abbiamo quindi un altro passo biblico che sostiene la pratica del celibato sacerdotale. Quanto a chi si oppone alla pratica della Chiesa cattolica a questo proposito dicendo che non è biblica, ciò che fa in realtà è mostrare la propria mancanza di conoscenza circa ciò che dice realmente la Scrittura.

Vale anche la pena di notare che una vita di celibato – sacerdotale o di altro tipo – è un segno che punta all'aldilà. E come si dice in Matteo 22, 30, “alla risurrezione infatti non si prende né moglie né marito, ma si è come angeli nel cielo”. L'esempio di celibato che ci viene dato dai nostri sacerdoti è quindi un presagio della vita che ci attende.

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