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NEWS 19 agosto 2019    di Redazione
Mogli cattoliche tradizionali, la “colla” speciale di Alessandra

Perché oltre al ferro da stiro c’è di più… E tu cosa intendi per “moglie cattolica tradizionale”? Scrivi a redazionetimone@gmail.com (no perditempo, massimo 3.000 battute spazi compresi)

Mi chiamo Alessandra e ho quasi 38 anni. Sono sposata da 12 anni e sono mamma di sei bambini. Ho difficoltà a scrivere perché dopo aver letto le tante testimonianze veramente bellissime, non mi sembra poter aggiungere nulla.

Tuttavia, voglio scrivere semplicemente la mia esperienza, e se Dio vuole dare un po’ di speranza a chi l’ha persa come accadde a me.

La mia infanzia è stata marcata da molte sofferenze che proprio la mia famiglia di origine mi causava; da piccola nei momenti più disperati mi rifugiavo nella preghiera (grazie alla fede che mi aveva trasmesso mia nonna, che fu davvero moglie cattolica tradizionale).

Nell’adolescenza abbandonai piano piano la fede, e tutti i problemi che vivevo a casa stavano diventando un peso che mi schiacciava sempre di più. Mia nonna intanto morì, e cominciò la sua intercessione dal cielo perché sua nipote non si perdesse.

Nell’agosto del 1997 partecipai alle giornate mondiali della gioventù a Parigi, e là rimasi colpita dal coraggio e dalla fiducia che San Giovanni Paolo II voleva trasmettere a noi giovani; mi sembrava di ritrovare un po’ di speranza, e così a 17 anni ritornai nella Chiesa grazie al Cammino Neocatecumenale di cui attualmente faccio parte.

Malgrado ciò le ferite che portavo nel cuore mi portarono a fare tante scelte sbagliate, e vivevo purtroppo solo pensando a me stessa; ero chiusa in un egoismo cosmico che mi faceva cambiare un fidanzato dietro l’altro… infatti cercavo nella persona che avevo accanto la felicità, ma non la potevo trovare perché la felicità me la poteva dare solo il Signore che in tutta la mia travagliata esistenza mi seguiva e aspettava solo che volgessi lo sguardo verso di Lui, affinché potesse ricolmarmi delle sue grazie e fare di me una donna cristiana.

Avvenne così che giunsi ad un livello di disperazione tale che solo un miracolo poteva salvarmi; il miracolo fu che finalmente volsi lo sguardo verso Cristo e Lui senza farmi aspettare tese la sua mano e mi prese; mi ridiede speranza e anche un fidanzamento cristiano, nella castità, nella preghiera. Il Signore ha curato nel tempo la mia inclinazione a cercare nelle creature la mia realizzazione; questo è successo anche nel matrimonio. L’errore ricorrente che si fa infatti è sposarsi per essere felici; in questi dodici anni tra le varie crisi ho scoperto invece che posso essere felice e realizzata solo non ricercando la mia felicità nell’altro, ma perdendo la vita per l’altro. Questo però non è possibile se non si è “incollati” a Gesù Cristo. I sacramenti, il rosario quotidiano e il cercare ogni giorno la Sua volontà sono la mia “colla”.

Non si può essere delle mogli cattoliche, se non amiamo prima Cristo; prima Cristo e poi lo sposo e i figli. Ma al primo posto ci deve essere Lui, e allora è possibile rinunciare al lavoro e alla carriera, vivere nella precarietà, stare aperti alla vita avendo tutti contro, deludere i genitori che non volevano che la loro figlia laureata con il massimo dei voti passasse la vita tra la cucina e l’asse da stiro…(in realtà pratico sport regolarmente, leggo molto e devo aggiornarmi su tutto per aiutare i miei figli a scuola, vado a cena fuori con mio marito e ascolto con lui gli U2 e le colonne sonore dei film che ci piacciono).

Non sono diventata un gigante della Finanza come tutti si aspettavano ma SONO FELICE! Sono Felice con la F maiuscola perché Cristo mi ama e ha dato la sua vita per me, così che anch’io la potessi donare alle creature che mi ha affidato ( mio marito e i miei figli), e non solo a loro ma a tutti quelli che vedendo la nostra vita possono incontrarsi con Lui.

Grazie per avermi dato la possibilità di rendere Gloria a Dio di tutte le meraviglie che ha compiuto nella mia vita.

Alessandra


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