mercoledì 11 dicembre 2019
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NEWS 8 agosto 2019    di Redazione
Mogli cattoliche tradizionali, è la volta di una filosofa e bioeticista

Un commento per palati fini, forbito e istruito, si inserisce nella serie “Mogli cattoliche tradizionali cercasi, modello 2019“. Perchè oltre al ferro da stiro c’è di più, ormai è chiaro. E tu cosa intendi per “moglie cattolica tradizionale”? Scrivi a redazionetimone@gmail.com  (no perditempo, massimo 3.000 battute spazi compresi).

La folle e cruenta bellezza riflessa nella sposa, moglie e madre cattolica è una provocazione strabiliante e, agli occhi di molti, estrema. Chiedermi cosa significhi essere, a tutti gli effetti, “moglie cattolica tradizionale” è qualcosa che oltrepassa termini o scadenze particolari, appellandomi allo sviluppo di una chiara formula di senso già nel cammino del fidanzamento, proiettata verso l’edificazione di una nuova famiglia in Cristo. Entrare in quest’ottica, contrariamente a farlocche ideologie tuttora fin troppo in auge, ha fatto germogliare spontaneamente in me un autentico desiderio di devozione sponsale nei confronti di mio marito.

Quello che, erroneamente, viene scambiato per servilismo, in due anime amanti, sostenute dalla grazia del sacramento nuziale, è donazione. Stabilire i doveri rispettivi dei coniugi è un valore essenziale, costante, ma non abbisogna di decreti contrattuali prioritari attinenti “parità di genere”, poiché fa parte di naturali sentimenti di gratuità scaturiti dal rifiuto dell’egotismo (contemplazione di sé) e aderenti alla reciprocità. Mi adopero per lui e lui per me, perché vogliamo il bene l’uno dell’altra anche nella scomodità, andando contro noi stessi o, quantomeno, tentando, entro i limiti della tolleranza scambievole su limiti e difetti propri.

Quando marito e moglie, sposandosi, intraprendono il cammino assieme verso la santità decidono l’unicità di quell’unione, senza alternative e, facendo ciò, accolgono anche la generosità della vocazione totale all’altro. L’incommensurabilità di ciò che nasce e consegue dal matrimonio cristiano travolge di gratitudine, affondando l’individualismo impettito a favore del sacrificio, poiché solo in quest’ultimo maturano fame di abbandono fiducioso e sazietà di Dio. Contemplazione verso il sacramento e verso il coniuge così com’è, così come può essere.

Divenendo famiglia ho assaporato la libertà del sacrificio leggero direzionato a dimensioni molto più elevate dell’orgoglio, della smaniosa ostentazione di perfezione, del possesso; e qual è uno dei nemici più agguerriti, oggi, se non proprio l’indifferenza cinica di anime isolate fra loro? Ecco, la dedizione insegna a spezzare tali forme di avvilimento, esaltando l’altro. Spesso, quando si tocca il tema “moglie cattolica”, rimasugli di arcaiche congetture attualmente evanescenti rappresentano situazioni ideali in cui la figura femminile, in quanto cattolica, viene preclusa alla carriera, alla scelta lavorativa, forzata tra le mura domestiche. Ebbene, associare questo alla fisionomia cristiana della moglie significa non averne capito l’identità: dignità, rispetto, fraternità e uguaglianza propongono, con la loro osservanza, che l’ordine prioritario segua una consapevolezza virtuosa e sapiente, non a discapito della libera espressione personale, ma aprendo ad essa.

Nel mio caso, ad esempio, devo a mio marito la finezza di condurmi entro le decisioni lavorative anche quando non trovo abbastanza grinta ed è lui che alimenta la mia ambizione, sfatando l’ombra dell’inutilità che, come una spada, è capace di annientare l’essere umano. Questo non perché siamo perfetti, semplicemente perché vuole aiutarmi a realizzare me stessa, il mio bene, che in quanto famiglia è comunione e solidarietà. La vita nuziale è maestra d’umiltà, una sfida alla smania di controllo e abile allenamento alla debolezza. Senza una salda palestra cristiana (consapevolmente cristiana) all’accettazione incondizionata della moglie o del marito, senza Dio come garante, quali strumenti impediranno alla famiglia di implodere nelle prove più difficili? In una società dedita alla frammentazione la vita nuziale in Cristo è strategia vincente contro la fallibilità umana!

Giulia Bovassi


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