mercoledì 26 febbraio 2020
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NEWS 23 settembre 2019    di Samuele Pinna
Una mostra multimediale su Bud Spencer a Napoli

Bud Spencer, al secolo Carlo Pedersoli, è stato un uomo buono sul set cinematografico come nella vita. Questo è il messaggio lanciato nel mio libro Spaghetti con Gesù Cristo! La «teologia» di Bud Spencer (Ancora) e ripreso, in fondo, dalla mostra multimediale in suo onore, sapientemente curata da Umberto Croppi e ideata dalla moglie Maria e dai figli Giuseppe, Cristiana e Diamante (“Bud Spencer – Mostra multimediale” è visitabile dal 13 settembre all’8 dicembre, presso la Sala Dorica del Palazzo Reale di Napoli).

Le mostre solitamente mi annoiano, anche se portano, intrinseche in sé, tanti pregi (nella foto a fianco l’autore di questo articolo, don Samuele Pinna, in visita alla mostra, ndr). In uno scambio con Diamante, una delle figlie del popolare attore, mi sono lasciato scappare questo commento verso chi, con profonda gentilezza, mi aveva invitato proprio all’inaugurazione. La pronta risposta mi aveva, d’altro canto, convinto: «Papà era un tipo allegro, la mostra in suo onore non poteva né può che essere tale!». Insomma, per farla breve, la mostra multimediale su Bud Spencer è alla Bud Spencer: allegra, sicuramente, ma anche interessante, piena di spunti, divertente, interattiva e, in una parola – forse semplice e banale, ma vera – soprattutto bella, perché ben costruita fin nei minimi dettagli.

Coloro che l’hanno progettata sono riusciti, infatti, a ricreare il mondo e la vita di Bud. C’è tutto: il successo sportivo e dei lungometraggi western e non, l’amicizia autentica con Terence Hill, i film con la sua Napoli (come non menzionare Piedone, che alla domanda “Sei italiano?”, rispondeva: “No, napoletano”), i premi ricevuti, l’affetto dei fan e altro ancora. C’è, inoltre, la sua filosofia del Mangio ergo sum («Quando io dico mangio ergo sum, intendo solo dire che a pancia vuota non si ha la forza di perdersi in dilemmi filosofici»), e del futteténne («E quando dico “Futteténne”, intendo dire che un po’ di ironia aiuta a sdrammatizzare i problemi e che si deve affrontare le cose con positività»), ma anche quella che personalmente definisco la sua “teologia”, con il richiamo umile e grato a Dio («Io credo perché ho bisogno di credere in Dio e nel “dopo” che c’è oltre la vita»). C’è, infine, il suo ingegno, l’innato senso dell’umorismo e la sua simpatia travolgente.

Questa mostra multimediale di famiglia per le famiglie (unire le famiglie, ha detto il figlio Giuseppe, «è il più grande merito e la più grande medaglia che lui si sarebbe meritato») è imperdibile per chi ha ammirato il gigante buono, il quale ha sempre cercato di essere perbene – come era solito ripetere – nel suo quotidiano, rimanendo umile nonostante il successo. Dal nuoto a personaggio del cinema, da autore di canzoni a inventore (dodici brevetti all’attivo) e, tra le altre cose, scrittore (straordinari i suoi libri redatti a quattro mani con l’amico Lorenzo De Luca) Bud Spencer è riuscito in tutto quello che ha fatto. È stato, inoltre, una persona “fortunata” nel suo privato: avendo trovato la donna della vita, ha saputo costruire (e mantenere!) una splendida famiglia. Mi confidava, infatti, Maria Amato: «Possiamo dire che mai come nella nostra coppia sia vero il detto che gli opposti si attraggono! Con tutte le nostre diversità, però, sia io che Carlo abbiamo sempre creduto nei valori del matrimonio e della famiglia. Carlo era un uomo libero e “leggero”, ma molto borghese quando si trattava della sua famiglia! Se siamo rimasti tanti anni insieme, oltre all’amore che ci legava e pur avendo attraversato momenti difficili, e perché avevamo gli stessi principi… Non nego che c’è voluta tanta fede e fiducia nei primi anni di matrimonio, quando Carlo stava fuori per mesi su set lontani e io a casa con i bambini! Quando poi loro crebbero, cercammo sempre di stare tutti assieme… scuole permettendo! Sicuramente il nostro è stato un matrimonio che ci ha fatto crescere insieme, ci siamo conosciuti e sposati molto giovani e anno dopo anno abbiamo “costruito” il nostro legame, la nostra casa spirituale» (Spaghetti con Gesù Cristo, p. 53). Non so se sia sempre vera la frase attribuita a Virginia Woolf, ma sicuramente lo è in questo caso: Dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna. Del resto, dicevano i latini, dotata animi mulier virum regit (una donna dotata di coraggio sostiene il marito).

A tre anni dalla sua scomparsa, il suo ricordo e l’affetto di molta gente sono ancora straordinariamente vivi e intensi, lui che davanti al pensiero della morte non era angosciato, ma da cattolico provava la curiosità di sbirciare oltre. Ciò gli ha permesso di non vivere nell’attesa o nel timore, bensì di rimanere libero e sereno, ancorato cioè con i piedi ben piantati a terra, lo sguardo verso il cielo e il cuore vicino a Dio: «amava la vita – ha detto la figlia Cristiana – e la vita ha amato lui tantissimo». A conferma di quanto avevo annotato, Bud Spencer ha vissuto così la sua esistenza: un esempio di onestà e franchezza, portatore sano di valori positivi nel cinema e nella vita. Valori tutt’altro che oltrepassati, ma ancora intimamente iscritti nell’animo umano. E alla domanda, “come si giudica come persona?”, poté rispondere senza esitare: «“Glielo dico dopo, quando mi chiama nostro Signore. Cambio di continuo per via delle mie curiosità. L’aldilà è tra queste. E se arrivo lì e non c’è niente… se arrivo lì e non c’è niente allora mi arrabbio”. E con questa schiettezza Bud Spencer ha vissuto la sua fede: davvero un cristiano affamato di Dio» (Spaghetti con Gesù Cristo, p. 142).


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