sabato 23 febbraio 2019
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NEWS 27 gennaio 2015    
Nell’Unione Europea non esiste il «diritto di aborto», ma gli eurosocialisti tentano il blitz

di Francesco Belletti *

La relazione al Parlamento europeo sulla parità uomo-donna presentata dall'europarlamentare belga Marc Tarabella, del gruppo socialista, ripropone — con una tenacia ed una continuità degne di miglior causa — una triste modalità di contaminare principi e pronunciamenti virtuosi e condivisibili con l'introduzione di punti consapevolmente controversi, che così vengono "fatti passare", nella loro unilateralità ed ideologia, all'interno di una più ampia riflessione. 

E' il caso della parte di relazione — condivisibile su molti altri punti — in cui si chiede di affermare una sorta di "diritto all'aborto", tema che ha ben poco a che fare con la parità, ma che ovviamente intende introdurre nel dibattito un punto controverso, che peraltro, in più, è esplicitamente al di fuori delle titolarità e delle competenze comunitarie, ma è esplicitamente rinviato alle legislazioni nazionali. 

Non nascondiamoci dietro un dito: il tema dell'aborto è questione dolorosa, in cui a livello europeo e mondiale, e all'interno di ogni contesto nazionale, esistono drammatiche differenze di orientamento, che non interessano solo le élites parlamentari o delle alte Corti di Giustizia, ma piuttosto attraversano il sentire comune delle popolazioni, colpiscono al cuore i valori e le scelte di vita di tutte le persone, dei cittadini, che sono poi i titolari della sovranità. E su un tema così controverso è tempo che le lobbies rispettino le regole, e che smettano di voler condizionare con pronunciamenti normativi approvati a colpi di maggioranza la libertà di scelta delle persone.

Nello specifico, tocca alla legislazione nazionale decidere sull'aborto; noi italiani ne sappiamo qualcosa, e nel nostro Paese è in vigore una dolorosa legge che consente l'interruzione volontaria di gravidanza — e io rimango decisamente contrario a questa legge, che comunque è regolata a livello nazionale, pone alcuni limiti, è esito di un ampio confronto e scontro a livello nazionale, in Parlamento, nel Paese, con un referendum. E adesso l'europarlamentare Tarabella pretende di introdurre, via Europa, nel nostro Paese un mai legittimato "diritto all'aborto", attraverso un pronunciamento  a livello di Parlamento europeo, all'interno di un documento che tratta ben altri temi? In più, all'interno di un Parlamento che ha proprio tra le sue regole fondative di non intervenire sul tema dell'aborto, perché — appunto — spetta alle legislazioni nazionali? 

Non ci sto, e non ci stanno tanti cittadini ed elettori europei, che in pochi giorni hanno inviato, grazie al prezioso lavoro della Fafce (la federazione europea dell'associazionismo familiare cui aderisce anche il Forum italiano delle associazioni familiari)  alle istituzioni europee oltre 50mila firme, per chiedere di non approvare questo specifico punto.

* Presidente del Forum delle Associazioni Familiari

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