giovedì 22 agosto 2019
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NEWS 3 febbraio 2018    di Lorenzo Bertocchi
Opzione Benedetto: Dreher risponde alla Civiltà Cattolica

Qual è lo spazio del cristiano in una società post cristiana? Su questo interrogativo la risposta fornita dall’intellettuale americano Rod Dreher è Benedectin option. Come i monaci al declino dell’impero romano salvarono la fede e la cultura e li traghettarono oltre la barbarie, così oggi di fronte a un Occidente culturalmente liquido e agnostico occorre, dice Dreher, “rifermentare la massa” a partire da una «ritirata strategica».

Un po’ come quelle «minoranze creative» su cui lo stesso cardinale Joseph Ratzinger scommetteva per risolvere la crisi della fede nel mondo secolarizzato, realtà non fuori dal mondo, ma capaci di un’autentica ricerca di Dio e quindi di opere (educative, culturali, economiche, caritative, etc.) alimentate dal Vangelo. Si tratta di testimonianza e missionarietà, ma le critiche all’opzione Benedetto ritengono sia una “barricata” alimentata da uno sguardo pessimista.

L’ultima stroncatura a Rod Dreher arriva direttamente dalla rivista dei gesuiti La Civiltà Cattolica, diretta da padre Antonio Spadaro e che non esce senza il visto vaticano. Secondo Andreas Gonçalves Lind SJ, quella di Dreher è una posizione simile a quella degli eretici donatisti, vescovi scismatici del IV secolo seguaci di Donato, e perciò legata «a un peccato ecclesiale contro l’unità e la comunione». Quei fedeli, dice in sostanza la Civiltà Cattolica, che si mettessero a seguire l’opzione Benedetto sarebbero solo dei puristi che non sanno vivere il dialogo con il mondo, incapaci di misericordia e accompagnamento. «Senza, ovviamente, cadere nell’eresia», scrive Gonçalves Lind, «in Dreher si colgono gli echi della voce di Donato».

«Contrapponendo integer a profanus», si legge ancora nella stroncatura a Dreher, «come la principale differenza tra chi apparteneva e chi non apparteneva alla chiesa, i donatisti tendevano ad ammettere soltanto membri irreprensibili». La risposta dell’intellettuale americano è arrivata puntuale. Sul suo blog Dreher ha concluso dicendo che questa «non è in nessun modo una critica in buona fede, ma una calunnia».

L’autore americano ribadisce il suo pessimismo circa la società post cristiana occidentale, né cela il fatto di voler cercare «un nuovo sentiero, fuori dalle rovine del cristianesimo contemporaneo». In un’intervista concessa al quotidiano Il Foglio, Dreher spiega che «molte critiche che mi fanno non sono in realtà ciò che dicono di essere, sono pretesti. Nel caso della Civiltà Cattolica, sono stato attaccato per cose che non ho scritto. Quando questa dinamica si ripete per così tante volte, inizi a domandarti qual è la vera ragione degli attacchi. E la vera ragione è affermare un potere, un dominio su chi dissente. L’idea di fondo che emerge da questa critica è: siamo così misericordiosi che ti puniamo per farti capire quanto siamo misericordiosi».

«Il mio approccio è senza dubbio imperfetto», conclude l’autore sul suo blog, «e accolgo con favore la correzione. Ma preferisco provare qualcosa di serio per resistere alle pie strategie di capitolazione».


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