sabato 04 luglio 2020
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NEWS 3 giugno 2016    
Ora di elezioni. Importanti, certo. Senza dimenticare perà che la vera battaglia non è politica

Riceviamo e pubblichiamo:

 

Carissimi amici,

siamo certi che condividete con noi la sensazione di vivere un momento storico di eccezionale gravità per l’Italia e per il mondo intero.

Abbiamo assistito, impotenti, alla promulgazione di atti legislativi inauditi nella storia dell’umanità, atti che vanno a distruggere le radici non tanto della nostra tradizione e della nostra convivenza civile, ma le radici stesse dell’uomo. La vita, la natura, l’identità dell’uomo sono stravolte in spregio al disegno divino. La famiglia, ultimo baluardo dell’umano, è minata nel profondo.

Tutto ciò, crediamo, non può lasciarci indifferenti. Coloro che, come noi, hanno la grazia della fede in Nostro Signore Gesù Cristo, devono, secondo retta coscienza, opporsi con tutti i mezzi disponibili per fermare l’ingiustizia e la menzogna del potere. Ben vengano quindi i comitati per il No al referendum, ben vengano i partiti pro-family e ben venga ogni iniziativa pubblica che politicamente si opponga al male che avanza. Personalmente non intendiamo sottrarci al dovere di provarci.

Detto questo, dobbiamo anche dire con profonda convinzione che sarebbe ingenuo pensare che la battaglia debba essere giocata sul piano esclusivamente politico, non può bastare un attivismo, pur giusto, sul piano politico.

Riteniamo, e credeteci non lo diciamo con rassegnazione, che queste tenebre fittissime che stanno avvolgendo il mondo, questa onda che sembra trascinare ogni difesa, e che sembra anche travolgere molti, troppi, nella nostra Chiesa non passerà tanto presto.

Pensiamo che dobbiamo aspettarci un lungo tempo di tenebra e di menzogna.

Il dott. Marchesini (psicologo) ha usato una bellissima ed efficacissima metafora: rattrista in autunno vedere gli alberi, anche i più maestosi, perdere le foglie. Che cosa possiamo fare per fermare quella che sembra essere un presagio di morte? Possiamo forse provare a riattaccare le foglie? Sarebbe inutile, cadrebbero comunque, prima o poi, durante l’inverno. Quello che possiamo fare è proteggere le radici dell’albero in vista dell’inverno. Possiamo fare in modo che le radici della pianta non secchino affinché all’arrivo della primavera, che prima o poi arriverà, nella pianta scorra ancora un po’ di linfa vitale. Il calore e la luce primaverili basteranno a far tornare le foglie.

Ecco noi pensiamo che la battaglia in corso non sia esclusivamente politica, pensiamo che essa sia ben più ampia, pensiamo che si tratti di una battaglia escatologica.

Per questo oggi occorre primariamente conservare la verità, occorre preservare le radici della fede e della civiltà cristiana con grande speranza, ben sapendo che ci aspetta l’inverno, non sappiamo quanto lungo, ma certamente un inverno rigidissimo, un tempo in cui tutto sembrerà perduto.

Prepariamoci all’inverno, prepariamo il nostro spirito alla tribolazione, alla persecuzione, e finanche al martirio.

Noi crediamo che a conservare le radici dell’albero saranno la nostra fedeltà, la nostra speranza in Colui che ci salva, la nostra fermezza nel non cedere alla menzogna. Forse noi non vedremo mai la primavera, ma dobbiamo resistere nella fede e nella verità per amore di Cristo e per amore dei nostri figli e nipoti.

San Giovanni Paolo II nel 1982 disse “Una fede che non diventa cultura è una fede non pienamente accolta, non interamente pensata, non fedelmente vissuta”. Lavoriamo quindi per fare cultura, lavoriamo per preservare la ragione di fronte alla menzogna. Facciamolo anche a costo di violare le leggi ingiuste, facciamolo così come lo hanno fatto i dissidenti nelle dittature del secolo scorso.

Occorre farlo perché, purtroppo, anche senza che ce ne accorgiamo, siamo anche noi contaminati in un qualche misura dalla menzogna del potere. Siamo tutti, noi compresi, in fondo inclini al relativismo, siamo tutti, noi compresi, disponibili a edulcorare la verità per compiacere il mondo. Siamo davvero certi di avere compreso e di abbracciare pienamente la verità sul matrimonio, la verità sulla sessualità umana, la verità sulla misericordia e sulla tolleranza? Abbiamo il coraggio di affermare e testimoniare pubblicamente la verità che il mondo oggi non ammette?

Occorre tornare alla sapienza divina che sta nel magistero della Chiesa, occorre conoscere, conservare, diffondere e tramandare fedelmente quella sapienza, tutta intera.

Che cosa siamo disposti a perdere per affermare la verità sull’uomo, sulla sessualità, sul matrimonio (unione indissolubile fra un uomo e una donna), sulla vita, sul bene e sul male tutte le volte che possiamo e che siamo chiamati a farlo sia individualmente nella vita quotidiana che collettivamente? In poche parole che cosa siamo disposti a perdere per testimoniare la nostra fede?

Diceva il beato don Jerzy Popieluszko (martire ucciso dalla polizia polacca il 13 Ottobre 1984) “Bisogna aver paura solo di tradire Cristo per i trenta denari di una meschina tranquillità". Oggi il vero rischio che corriamo è quello di tradire il Signore, semplicemente per paura o in nome di un meschino quieto vivere.

Pensiamo, cari amici, che il piano della battaglia vera sia spirituale. Pensiamo che la nostra amicizia debba servire principalmente a rafforzarci nella fede per rispondere da cristiani al male. Pensiamo che dobbiamo aiutarci a essere pronti a qualcosa che mai avremmo pensato di affrontare: la persecuzione a motivo di Cristo.

Pensiamo che questo ci sia chiesto oggi in modo terribile. Eppure noi crediamo anche che tutto ciò sia una grande opportunità di testimoniare la nostra fede e di non vergognarsi di Cristo. “Chi si vergognerà di me e delle mie parole davanti a questa generazione adultera e peccatrice, anche il Figlio dell'uomo si vergognerà di lui, quando verrà nella gloria del Padre suo con gli angeli santi” [Mc 8, 38]

Insomma in gioco c’è ben di più di una battaglia politica, in gioco c’è la nostra anima, la vita eterna.

Per questo, non cadiamo nell’errore di riporre tutte le nostre speranze nella politica, la via della salvezza nostra e del mondo passa dalla preghiera, dalla testimonianza personale e dal conservare la fede.

Un abbraccio,

Giuseppe e Monica

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