venerdì 03 luglio 2020
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NEWS 10 giugno 2020    di Giulia Tanel
J. K. Rowling dice che le donne hanno le mestruazioni: transfobica

Ci risiamo. Dopo meno di sei mesi la scrittrice J. K. Rowling ha di nuovo attirato su di sé l’attenzione del mondo Lgbt(…) per aver osato ribadire l’ovvio, ossia che solamente le donne hanno il ciclo mestruale: nessun inchino al mondo transgender da parte dell’ideatrice di Harry Potter, dunque, rispetto alla quale il tentativo di rieducazione a suon di urla e proclami inflittole dal mondo arcobaleno pare evidentemente non essere andato a buon fine: la verità dei fatti ha avuto, e continua ad avere, la meglio.

Sabato scorso, infatti, la Rowling ha ripreso il titolo di un articolo della rivista di beneficenza online Devex.com (Opinione: creare un mondo post-Covid 19 più equo per le persone che hanno le mestruazioni) commentandolo in maniera pungente: «Sono sicura che ci fosse una parola per quelle persone. Qualcuno mi aiuti. Wumben? Wimpund? Woomud?». Eppure, a quanto pare, dire che solo le donne hanno le mestruazioni, ai giorni nostri, è discriminante per chi “si sente donna” ma biologicamente non lo è…

Secondo quanto riporta LifeSiteNews, «un attivista transgender è persino arrivato a suggerire che i bambini non sono al sicuro con l’autrice. Nicola Spurling, un ex candidato canadese al Green Party, ha tolto il tweet calunnioso dopo aver consultato i suoi avvocati».

Come si diceva, ad ogni modo, la Rowling non solo è colpevole di aver osato contraddire i diktat arcobaleno, bensì è pure recidiva: nel dicembre dello scorso anno aveva infatti difeso Maya Forstater (qui un nostro articolo), che non si era vista rinnovare il contratto di lavoro semplicemente in quanto aveva affermato che il sesso è un dato biologico innato e immutabile e che si nasce maschi o femmine e che tali si rimane tutta la vita, a dispetto di qualsivoglia percorso di transizione.

E se alla fine del 2019 la Rowling si era vista etichettare dalla Human Rights Campaign quale fomentatrice di un «dannoso fondamentalismo», in questa occasione è stata accusata dall’American Gay & Lesbian Alliance Against Defamation (GLAAD) di pubblicare tweet «inesatti e crudeli» e, da altri, persino di incentivare una sorta di odio contro le persone Lgbt. Accuse, queste, che la scrittrice rimanda al mittente: «Se il sesso non è reale, non c’è attrazione per lo stesso sesso. Se il sesso non è reale, la realtà vissuta delle donne a livello globale viene cancellata. Conosco e amo le persone trans, ma cancellare il concetto di sesso rimuove la capacità di molti di discutere in modo significativo delle loro vite. Non è odio dire la verità». Una persona portatrice dei cromosomi XX, sostiene ancora la Rowling, «è stata plasmata dall’essere una donna». E «non credo sia fonte di odio il dirlo», ha chiosato.

La vicenda che vede la Rowling combattere contro la corrente mainstream e ribadire la realtà dei fatti, come un salmone che accetta la fatica di risalire il fiume per riprodursi perché sa che in quell’azione risiede il futuro, mette in luce quanto sia oggi sotto attacco la libertà di formulare ed esprimere le proprie opinioni, ovviamente a patto che esse non abbiano in se stesse un effetto diretto di istigazione a commettere delitti. E questo, senza andare troppo lontano, sta accadendo proprio in queste settimane – nel silenzio complice dei più – nel nostro Paese, con la discussione di proposte di leggi-bavaglio in tema di omofobia e transfobia.


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