martedì 22 gennaio 2019
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NEWS 9 gennaio 2019    di Maria Rachele Ruiu
Sempre più glamour comperare bambini

Le vacanze di Natale hanno annunciato due nuovi acquisti all’ultima moda: uno per Ricky Martin e il suo compagno Jwan Yosef, uno per Kim Kardashian e suo marito.

Un paio di scarpe? Un oggetto all’ultimo grido, unico e irripetibile? Una villa? (A Kim, sì, il marito ha regalato anche una villa). No.
Un bambino.

Tutto il mainstream ha squittito perché altri due vip hanno sfruttato la barbara pratica dell’utero in affitto. Bambini che saranno pieni di “amore”, di scarpe firmate, di vita glamour. A che prezzo? Semplice: essere strappati dalla propria mamma. Cioè vedersi reciso quel legame ancestrale e profondissimo che si crea con la mamma nei nove mesi di gestazione. E doverne pagare le conseguenze tutta la vita.
Nel caso delle coppie dello stesso sesso, le monete saranno due: il bimbo potrà frequentare i luoghi più “IN” della terra, ma non potrà pronunciare la parola “mamma”, ne gustare della differenza misteriosa e creativa tra l’uomo e la donna.

Ricky Martin e Kim Kardashian, sono solo le ultime star ad aver frequentato la filiera del mercato dei neonati, quello in cui si sfrutta una o due donne più povere, per commissionare e comprare un bambino su misura, come fosse una borsa all’ultima moda.

E dopo aver ascoltato il cinismo di Elton John – «Quando Zack saprà di non avere una mamma, gli si spezzerà il cuore» – ancora dobbiamo sorbirci agghiaccianti rivelazioni: Kim Kardashian rispetto alla prima bimba avuta con questa pratica racconta seraficamente alla stampa che «il passo successivo è stato scegliere l’embrione. È una cosa davvero difficile. Che sesso volete? Ho risposto: “l’embrione più sano?”. Era una femmina». E ancora, rispetto al secondo “acquisto” dove non hanno “utilizzato” la stessa mamma surrogata, ha raccontato che «non è andato a buon fine il primo impianto». Quanti bambini sacrificati a chi sopravvive?

È agghiacciante anche la tranquillità con cui Ricky Martin già nel 2014 raccontava ai giornali le domande profonde dei bambini procurati con l’utero in affitto: «“Papà, io ero nella tua pancia?”». Così ha risposto il cantante: «Tu eri nel mio cuore e ancora sei nel mio cuore. C’era una donna, che adoro con tutto il mio cuore, che mi ha aiutato a farti venire al mondo. È stata lei a prestarmi la sua pancia per permetterti di nascere e appena sei venuto alla luce ti ha messo tra le mie braccia». Allucinante che il bimbo un giorno dovrà fare i conti con la certezza di avere una mamma, perché quella donna è sua madre, che ha scelto fra lui e il denaro. Allucinante che si parli solo dei sentimenti e delle difficoltà degli adulti e mai delle tragedie imposte per contratto ai bambini.

E’ agghiacciante come è sempre più alla moda la faccia tosta di gridare al mondo che è tornata la schiavitù; che è giusto che donne meno abbienti siano affittate dai più ricchi; che è giusto che la persona più debole, indifesa, senza voce, il bambino, sia strappato dal seno della mamma per andare a realizzare il desiderio del più forte; che è giusto creare degli orfani in vitro perché possano essere comprati dai committenti; che è giusto uccidere i fratellini più deboli in virtù di una legge della giungla replicata in laboratorio.

Agghiacciante che nel 2019 sia glamour l’utero in affitto: bambini strappati dal seno della mamma grazie ad un portafoglio pieno.


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