mercoledì 13 novembre 2019
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NEWS 25 febbraio 2018    di Giulia Tanel
Silenzio! Si mangia (dalle monache)

Nel reatino, a Fara Sabina, si erge un castello alto medievale che, dal 1400 in avanti, fu la dimora di diverse famiglie nobili: Orsini, Farnese, Della Rovere, Savelli, Colonna, Peretti e Barberini.

Dal 1673, tuttavia, il castello è diventato il Monastero delle Clarisse Eremite, che ancora oggi lo abitano e ne hanno preservato la storicità: dalla cucina antica del 1400, al vecchio refettorio, al coro del 1600, fino a una stanza contenente 17 corpi di monache completamente incorrotti e rimasti tali dalla fine del 1700.

Le sorelle conducono una vita all’insegna della povertà, della castità e dell’obbedienza, con una scansione giornaliera che alterna il lavoro e la preghiera, secondo la consuetudine monastica. Ma vivono anche una vita capace di coniugare ore di silenzio – dal momento della Compieta, fino a dopo l’Eucarestia mattutina – e momenti di gioiosa fraternità, secondo il carisma francescano.

Un’esperienza di vita apparentemente riservata e d’altri tempi, questa delle Clarisse Eremite, ma che da qualche mese la comunità di sorelle ha deciso di condividere con il mondo esterno, nell’ottica di dare a chi lo desidera la possibilità di vivere un’occasione per fare spazio, nel proprio animo, alla Parola di Dio e mettere a tacere tante altre voci che affollano la mente nella quotidianità. Come? In maniera molto semplice: dall’agosto del 2017 le sorelle propongono una cena monastica, contraddistinta dall’esperienza del silenzio. «I commensali – scrivono le Clarisse Eremite sulla loro pagina Facebook – sono chiamati a vivere un’esperienza sensoriale e conoscitiva, intellettuale ed emozionale per mezzo dell’udito, della vista, dell’olfatto, del tatto e del gusto. La serata viene curata dalle monache con grande amore e cura per ogni dettaglio: dall’atmosfera decisamente suggestiva, dal leggere a inizio pasto una lettura spirituale sulla quale meditare durante il tempo della cena per nutrire la mente, al menù che propone elaborate pietanze monastiche del periodo medioevale/rinascimentale… Tutti questi dettagli vogliono contribuire a riproporre come mangiavano le monache della primissima comunità religiosa qui insediatasi nel 1673».

Un’esperienza, questa della cena monastica, che sta registrando notevole successo sia a livello di partecipazione (la prossima cena monastica avrà luogo il 17 marzo 2018. Per prenotarsi inviare una mail a clarisse.farasabina@libero.it, oppure telefonare al numero: 0765.277021), sia a livello di frutti spirituali che l’esperienza dona alle persone che la vivono.

Infatti, il silenzio è un atteggiamento di vita saggio e umile, che non solo aiuta a porre attenzione su quanto si comunica agli altri, ma che altresì apre alla presenza di Dio che, come richiama l’antifona del tempo natalizio «Dum medium silentium…»: il Verbo ha fatto il Suo ingresso nel mondo nel silenzio dell’Incarnazione.

E silenzio che trova continui riferimenti nella Bibbia, che ritorna spesso quale atteggiamento di vita di Gesù e di Maria, e che è sempre stata anche una caratteristica della vita monastica (San Benedetto, per esempio, vi ha dedicato il capitolo VI della sua Regola).

Come affermava il regista tedesco Philip Groning nel suo film “Il grande silenzio”, dedicato alla vita in un monastero di monaci certosini francesi: «Solo in completo silenzio si comincia ad ascoltare. Solo quando il linguaggio scompare si comincia a vedere».

 

 


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