venerdì 21 settembre 2018
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NEWS 20 agosto 2018    di Ermes Dovico
«Una subcultura omosessuale sta devastando la Chiesa dall’interno»

«Per troppo tempo abbiamo ridotto la realtà del peccato – abbiamo rifiutato di chiamare peccato un peccato – e abbiamo scusato il peccato nel nome di un’errata nozione di misericordia. Nei nostri tentativi di essere aperti al mondo siamo divenuti troppo disposti ad abbandonare la Via, la Verità e la Vita». Lo scrive lo statunitense Robert Morlino, vescovo di Madison, in una lettera rivolta a tutti i fedeli della sua diocesi in cui affronta con franchezza e carità i problemi che stanno affliggendo la Chiesa, di nuovo nell’occhio del ciclone dopo la pubblicazione del rapporto del Gran giurì della Pennsylvania e la vicenda McCarrick, l’ormai ex cardinale al centro di uno scandalo a sfondo omosessuale. Il vescovo di Madison spiega che la mondanizzazione della Chiesa ha fatto perdere di vista la salutare distinzione tra peccato e peccatore: «Non deve esserci spazio né rifugio per il peccato, né nelle nostre vite, né nelle vite delle nostre comunità. Per essere un rifugio per i peccatori (che è quello che dovremmo essere), la Chiesa deve essere il luogo dove i peccatori possano trasformarsi per essere riconciliati. In questo parlo di tutti i peccati».

Morlino si dice disgustato dalla lettura delle storie di abusi sessuali, esprime tutta la sua vicinanza alle vittime per «quello che continuate a soffrire nella vostra mente e nel vostro cuore» e ricorda schiettamente la causa principale dello scandalo: «In questa specifica situazione, stiamo parlando di atti sessuali devianti – quasi esclusivamente omosessuali – da parte di chierici. Stiamo anche parlando di proposte e abusi omosessuali contro seminaristi e giovani sacerdoti da parte di potenti preti, vescovi e cardinali. Stiamo parlando di atti e azioni che non sono solo in violazione delle promesse sacre fatte da alcuni – in breve, sacrilegio – ma anche in violazione della legge morale naturale [valida] per tutti».

Il vescovo statunitense deplora i tentativi disonesti (fatti da chi rigetta l’insegnamento della Chiesa e cerca di infangarla) di rappresentare lo scandalo come un mero problema di pedofilia: «C’è stato un grande sforzo per mantenere distinti gli atti che cadono sotto la categoria degli atti di omosessualità adesso-culturalmente-accettabile dagli atti di pedofilia pubblicamente-deplorabili. Questo per dire che finora i problemi della Chiesa sono stati dipinti solamente come problemi di pedofilia, nonostante ci siano evidenti prove del contrario», come gli studi del John Jay College hanno dimostrato. Morlino ricorda l’insegnamento sull’intera morale sessuale secondo l’ordine di Dio: «È ora di essere onesti e dire che i problemi sono entrambi e sono di più. Cadere nella trappola di analizzare i problemi secondo ciò che la società potrebbe trovare accettabile o inaccettabile significa ignorare che la Chiesa non ha mai ritenuto NULLA di questo accettabile: né l’abuso dei bambini, né l’uso della sessualità al di fuori del matrimonio, né il peccato di sodomia».

La lettera prosegue poi con la denuncia della lobby gay infiltratasi nella Chiesa, creando scandalo, come McCarrick che ha abusato del suo potere «per interesse della sua soddisfazione omosessuale» con minori, seminaristi e adulti. «È tempo di ammettere che c’è una subcultura omosessuale all’interno della gerarchia della Chiesa Cattolica che sta portando grande devastazione nella vigna del Signore. L’insegnamento della Chiesa è chiaro sul fatto che l’inclinazione omosessuale non è di per sé peccaminosa, ma è intrinsecamente disordinata in un modo che rende ogni uomo stabilmente afflitto da essa inadatto a essere sacerdote». Il vescovo di Madison invita i seminaristi e i sacerdoti a dargli prontamente notizia di eventuali abusi sessuali, coercizioni o immoralità sessuale, chiedendo inoltre ai fedeli laici «di aiutarci a renderci responsabili nei confronti delle autorità civili, dei fedeli nei banchi e di Dio Onnipotente, non solo per proteggere i bambini e i giovani dai predatori sessuali nella Chiesa, ma anche i nostri seminaristi, studenti universitari e tutti i fedeli».

Ai sacerdoti ricorda in particolare la loro vocazione al celibato e la promessa fatta a Dio di «vivere una vita casta cosicché voi possiate completamente donare la vostra vita a Cristo, alla Chiesa e alle persone che Lui vi ha chiamato a servire. Dio vi darà le grazie per farlo».

Morlino, autore di una lettera autenticamente pastorale e che consigliamo di leggere nella sua interezza, chiama poi ognuno alla preghiera – per la propria persona, la propria famiglia e per la Chiesa – ed esorta a cercare con decisione la santità: «Dobbiamo rifiutare di essere silenti di fronte al peccato e al male nelle nostre famiglie e nelle nostre comunità e dobbiamo esigere dai nostri pastori – me compreso – che loro stessi lottino giorno dopo giorno per la santità. Dobbiamo farlo sempre con amorevole rispetto per le persone ma con una chiara comprensione che il vero amore non può mai esistere senza la verità». Infine, il vescovo chiede ai sacerdoti e a tutti i fedeli di unirsi per fare atti di riparazione al Sacro Cuore di Gesù e al Cuore Immacolato di Maria; e invita a offrire il digiuno del 19, 21 e 22 settembre (il digiuno previsto per le Tempora di autunno) in riparazione ai peccati commessi dal clero, richiamando le parole di Gesù: «Certi peccati, come certi demoni, possono essere scacciati solo con la preghiera e il digiuno» (fonte).


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