giovedì 21 novembre 2019
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NEWS 13 agosto 2019    di Raffaella Frullone
Un altro colpo alla famiglia: riconosciuto papà single adottivo

Ieri gran parte delle testate italiane hanno dato risalto alla notizia del riconoscimento del “primo papà adottivo single”. E si sa, quando i media mainstream rilanciano festanti la stessa notizia, è il caso di guardarci dentro. Il fatto è questo: il tribunale dei Minori di Roma ha riconosciuto l’adozione monoparentale di due bambini da parte di un papà italiano single, da anni residente a Città del Capo dove insegna italianistica e dove è legalmente padre adottivo dei piccoli Achille e Dario.

Scrive l’Ansa: «Giona Tuccini, 44 anni, della provincia di Pisa, aveva fatto ricorso per vedere riconosciuto in Italia l’adozione dei due bambini, che non sono fratelli biologici. “Sono il primo babbo single ad adottare due bambini, sono orgoglioso – ha detto – dato che in Italia non è permessa l’adozione monoparentale“». E poi il Corriere: «Il tribunale dei Minori italiano ha trascritto per la prima volta la doppia adozione decisa da due giudici sudafricani in nome del «superiore interesse dei due minori». Il Fatto Quotidiano «Anche se in Sud Africa le adozioni da parte di genitori single sono riconosciute legalmente, il professore aveva voluto fare il tentativo di renderle legali anche in Italia. Aveva già portato i figli nel Paese d’origine, ma senza la trascrizione delle sentenze da parte del tribunale dei Minori di Roma i due bambini non avrebbero avuto la doppia cittadinanza come il padre, cosa che avrebbe impedito a Tuccini di considerare l’idea di tornare a vivere in Italia. Ma soprattutto la legge italiana equipara in tutto e per tutto il genitore adottivo a quello naturale, conferendo a Tuccini la piena potestà genitoriale»

Il principio ricorda quello per il riconoscimento dei bimbi nati all’estero con la pratica dell’utero in affitto: un giudice riconosce il rapporto genitore/figlio, creando di fatto un precedente che va a minare il principio per cui un bambino debba essere adottato – proprio nel suo interesse – da un papà e una mamma.

La vicenda è stata resa nota domenica dal quotidiano toscano La Nazione, con un’intervista proprio a Tuccini, il quale, sulla mancata possibilità di adottare in Italia da parte dei single, afferma: «Questa è un’ingiustizia, perché ritengo che in materia d’affetti siano le qualità umane a contare e che a chiunque dovrebbe essere concessa la possibilità di amare e di diventare genitore, a prescindere dallo status civile e dall’orientamento sessuale. È il caso di dire che, così com’è concepita nel nostro Paese, l’adozione è una procedura discriminatoria ad alto livello consumistico».

Per questo, spiegava nel 2007, aveva deciso di andare all’estero: «Sono arrivato in Sudafrica, oltre che per ragioni accademiche, per una ragione privata, intima, la possibilità di diventare padre. Infatti in Italia ad oggi stando alle leggi in vigore non è possibile l’adozione da parte di single, realtà che invece è possibile in questo Paese dal 1994. Una persona sudafricana o con la residenza permanente può adottare a prescindere dal proprio status civile e orientamento sessuale. […] Ci sono famiglie di ogni tipo e ogni schiatta, monogenitoriali, omosessuali, eterosessuali, questa diversità è l’atmosfera in cui loro crescono quindi non credo ci sia molto da spiegare, per il momento».

Chissà. Forse a due mesi dallo scandalo di Bibbiano qualcuno potrebbe chiedere se sia un caso che un giudice abbia riconosciuto l’adozione ad un papà single, o se non sia l’ennesimo tentativo di buttar giù un altro paletto in nome del “love is love”.


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