mercoledì 26 giugno 2019
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Domanda delle domande: qual è il ritardo ammesso perchè la Messa domenicale sia «valida»?

31-05-2016

«... Pertanto se uno arriva in ritardo e prima dell'offertorio, deve cercare di rimediare a quanto gli manca per il nutrimento.Praticamente, se subito dopo inizia un'altra celebrazione della Messa, come capita nella parrocchie più grosse, può partecipare alla liturgia della parola nella Messa seguente...».

Il libro testamento di Robert H. Benson: con Dio anche la solitudine puà trasformarsi in pienezza

31-05-2016

Pubblicato postumo nel 1915, Loneliness? - solitudine - è l'ultimo libro scritto da mons. Robert Hugh Benson, un racconto moderno dalla forte caratura psicologica che ripercorre il tema della rinuncia di sè, uno dei più cari e indagati dall'autore.La giovane cantante Marion Tenderton ritorna a Londra alla ricerca di un contratto dopo mesi trascorsi in Germania per perfezionare le già brillanti doti canore. Quando la ragazza si innamora di Max Merival, la famiglia protestante del rampollo è molto preoccupata sia per la fede cattolica di Marion che per la sua carriera di cantante d'opera, giudicata sconveniente. Il suo confessore le consiglia allora di chiedere a Max di convertirsi al cattolicesimo prima del matrimonio, facendogli promettere di educare nell'antica fede anche i figli. L'uomo, però, non sembra molto convinto e la paura di perderlo fa vacillare Marion. Le difficoltà sono solo all'inizio: qualche tempo dopo, a causa di un incidente in scena, la ragazza danneggia irrimediabilmente la voce, che non ritorna neanche dopo una delicata operazione alle tonsille. Disperata e priva di qualsiasi sostegno, sta quasi per sposare Max con rito anglicano, ma all'ultimo si convince ad abbandonare il proposito e a rompere il fidanzamento. Nella meditazione silenziosa e nella preghiera si realizza finalmente quell'irrinunciabile legame con Cristo che da tempo cercava.Il romanzo di congedo di Benson è una sorta di testamento umano e spirituale in cui riecheggiano le memorie e gli affetti di una vita. Sulle note di Wagner si dipana la storia di una conversione vissuta principalmente attraverso l'allontanamento da tutto, anche dagli effetti più chiari. Aiutata dalla fedele Maggie - un'anziana convertita che ha preso a cuore la sua sorte - Marion vive dapprima il fasto della mondanità per poi perdersi nelle tenebre della commiserazione e dell'errore. Nonostante i limiti, la fedeltà all'ideale cristiano diviene l'appiglio per redimere un'esistenza vissuta incoerentemente e per ridare nuovo lustro alla propria umanità.La solitudine, alla fine, assume un valore inaspettatamente positivo: per la prima volta la ragazza capisce che la parola non implica disperazione, ma può significare la presenza di qualcun altro, come la solitudine di una stella che brilla sullo sfondo scuro della notte.PS Purtroppo il romanzo non è mai stato pubblicato in Italia. L'edizione aggiornata in lingua inglese è facilmente reperibile on-line.

L’arcivescovo di Ferrara Negri sull’«Amoris laetitia»: il Magistero precedente non cambia

31-05-2016

L'arcivescovo di Ferrara è intervenuto il 4 maggio 2016 al teatro Rosetum di Milano: «Nell'esortazione apostolica non c'è obiezione alla tradizione magisteriale precedente. Il Papa non lo si adula e non lo si contesta, lo si segue».

L’anniversario della presa di Costantinopoli e la gloria neo-ottomana di Erdogan

31-05-2016

La preghiera davanti alla basilica, trasformata in museo, guidata da un imam saudita della Mecca. Essi cercano di raccogliere milioni di firme per costringere il governo a riaprirla come moschea. Le celebrazioni della conquista di Costantinopoli iniziarono negli anni '50 con Adnan Menderes, deposto negli anni '60 e impiccato. Erdogan ha ripreso le feste in memoria della conquista pr coronare il suo sogno neo-ottomano.

Le nebbie di «Amoris Laetitia». Analisi dei punti controversi della esortazione apostolica

30-05-2016

A partire da oggi, 30 maggio, il sito Messa in Latino presenta uno studio approfondito a firma di don Alfredo Morselli, che qui riproporremo, su alcuni punti controversi dell'esortazione Amoris laetitia: data l'ampiezza, lo scritto verrà diviso in più post: al termine della pubblicazione sarà possibile scaricare il testo completo in formato PDF.

Il gesto di Putin sul Monte Athos e le proteste contro il «Concilio Vaticano II» dell’ortodossia

30-05-2016

Ho seguito con grande interesse il viaggio del Presidente Putin in Grecia e sull'Athos. Una scelta di certo non usuale per un capo di stato, specialmente in quest'epoca nella quale si fa a gara nell'esibire il proprio ateismo o la propria indifferenza religiosa. Putin ha inteso celebrare ufficialmente i 1000 anni di monachesimo russo, ma questa è la seconda volta in cui visita l'isola della Vergine. Putin ha fatto richiesta ufficiale, come ogni altro pellegrino, alla Chiesa Ellenica e al Patriarcato di Costantinopoli. E' arrivato a Karyès accompagnato dal suono delle campane, un onore mai tributato ad un capo di stato. Qui è stato accolto dagli igoumeni dei monasteri dell'Athos nel Protàton, il primo complesso dell'Athos che ospita la chiesa dedicata alla dormizione della Vergine. I monaci hanno riservato a Putin il «trono» ossia il baldacchino sotto il quale si accomodano - sempre in piedi - i vescovi e un tempo gli imperatori, in un tripudio di inni (dal Xristòs Anèsti all'Ipermàxo stratigò) e quando il presidente russo è sceso dal trono per pronunciare il suo messaggio di saluto, i monaci gli hanno prontamente indicato di tornare sui suoi passi e pronunciarlo dal trono (Putin si è fermato sul primo gradino, evidentemente imbarazzato da tanto onore). Di nuovo scampanii, auguri di salute e protezione divina, omaggi… L'omaggio ufficiale degli athoniti è consistito in una icona del «Cristo in trono», anche questo un onore riservato solo ai vescovi. Il presidente greco Paulopoulos ha rimarcato nel suo messaggio, con un atteggiamento di fraterno paternalismo, che «uno statista prima di prendere decisioni gravi per il suo popolo e la sua nazione ha bisogno di trovare conforto spirituale in questi luoghi», mostrando di comprendere la straordinarietà dell'evento...

La lobby laicista impone il divieto di cantare il Padre Nostro a scuola e gli studenti disobbediscono

30-05-2016

Da 70 anni alla East Liverpool High School, in Ohio, durante la cerimonia della consegna dei diplomi si canta il Padre nostro. Ma quest'anno la tradizione è stata interrotta, dopo che la fondazione atea e agnostica Freedom from Religion Foundation ha minacciato una causa legale. Secondo il gruppo, infatti, la canzone è troppo cristiana per una cerimonia pubblica e offende i non credenti.

Il «marito» di Elton John gli fa le corna e lui spende una fortuna per zittire i media che ne parlano

30-05-2016

Elton John ha lanciato una campagna legale costosa, aggressiva, e fino ad oggi piuttosto efficace, per fare in modo che i media non diano notizia delle attività extra-coniugali del suo partner omosessuale.

«Dory», in Disney debutta una coppia gay. Come previsto, la via Lgbt per i bambini passa dai cartoni

27-05-2016

Sono bastati tre secondi nel nuovo trailer di Alla ricerca di Dory, il sequel del film premio Oscar con protagonista il pesciolino pagliaccio Nemo, per accendere il dibattito: è una famiglia arcobaleno quella che si vede nelle nuove immagini del film di Andrew Stanton e Angus MacLane?Secondo molti osservatori sembrerebbe proprio di sì. Hank, il polipo amico di Dory, al parco si imbatte infatti in una bambina i cui genitori sarebbero due donne. Non più di tre inquadrature, il tweet di Matthew Gottula che si definisce un appassionato di parchi a tema, e in poche ore la notizia fa il giro del mondo.Nessuno per il momento commenta ufficialmente da Disney, neppure Ellen DeGeneres, storica doppiatrice della pesciolina Dory e appassionata sostenitrice delle battaglie LGBT che è stata la prima a condividere il trailer. Se la cosa fosse confermata, sarebbe un passo enorme per la casa di Topolino. Da tempo infatti la comunità sta facendo pressione attraverso i social network perchè Disney mandi un segnale in quel senso...

Martin Voigt, la «teoria gender» è tutta colpa della vecchia ideologia femminista

27-05-2016

Secondo lo studioso tedesco l'emancipazione è la conseguenza dell'effetto del libero mercato sulla società contemporanea. Che, in nome della competitività, sta distruggendo la famiglia e danneggiando il percorso di crescita delle nuove generazioni

Corte d’Appello di Manhattan, i medici non hanno il diritto di aiutare i malati a morire

27-05-2016

Una sentenza controcorrente, più che opportuna

L’amico di GPII Stanislaw Grygiel su Amoris Laetitia: «C’è da aspettarsi che a breve seguirà  il caos»

26-05-2016

L'esortazione Amoris laetitia sembra svelare il dramma interiore di Papa Francesco. Formato nella tradizione pastorale dei gesuiti, che si orienta secondo il principio 'del discernimento degli spiriti nella situazione concreta' e anche secondo la regola che 'bisogna entrare nella casa dell'altro uomo attraverso la sua porta e uscirne attraverso la propria', il Papa propone una praxis pastorale di questo genere nei confronti degli uomini dal 'cuore indurito' (Mt 19, 8).Questi edificano le loro dimore sulla negazione delle 'Dieci Parole' (Decalogo) 'scritte dal dito di Dio' (Es 31,18) sull'uomo che Dio sta creando nel Suo Figlio 'fino a ora' (Gv 5,17). Le edificano sul loro cogito che dubita che sia vero che Cristo 'non aveva bisogno che qualcuno gli desse testimonianza su un altro', poichè 'sapeva quello che c'è in ogni uomo' (Gv 2,25).Attraverso il cogito, che è anche un pratico volere, s'insinua nella Chiesa il dubbio ariano se Cristo sia davvero Dio e se i sacramenti siano ciò che la fede della Chiesa dice di vedere in essi, ovvero non siano che segni vuoti scritti sotto la spinta emotiva nelle situazioni concrete. Amoris laetitia ci costringe a una profonda riflessione sulla fede, sulla speranza e sull'amore, cioè sul dono della libertà ricevuto da Dio, poichè essa stessa non porta un chiaro messaggio riguardo al 'dono di Dio' che sono la verità, il bene, la libertà e la misericordia...

Nulla sfugge alla Signoria di Cristo, nemmeno il locale contatori di un condominio qualsiasi

26-05-2016

Gesù è il Signore di tutto il creato. Una mano devota, forse un inquilino, forse la signora delle pulizie, magari anche solo uno che passava di lì, ha voluto consacrare a Cristo pure lo spazio più infimo e insolito, persino il locale dei contatori di un condominio di Milano. Succede anche questo nel popolo cristiano che, nonostante tutto, nascosto, nel segreto, ancora tiene.

Atleti di Cristo re e Maria regina. Quando una foto dà  più speranza di mille (inutili) parole

26-05-2016

Foto scattata alla Giornata di consacrazione a Maria della grande famiglia de 'Il Timone', 'Junior T' e 'La nuova Bussola Quotidiana'

Amoris Laetitia, i passaggi dirompenti e la lezione che viene dalla storia con la «linea Maginot»

25-05-2016

«L'Esortazione, dunque, cerca di rendere in qualche modo mainstream nella Chiesa l'idea che la dottrina è inadeguata - per difetto - ad orientare efficacemente la prassi, e, così, tende ad «ufficializzare» la subordinazione della prima alla seconda: facendo propria quella «dislocazione della Divina Monotriade» di cui parlò Romano Amerio, o, almeno, sforzandosi di vanificare gli effetti salutari del magistero di Benedetto XVI, tutto focalizzato sulla centralità della verità.In quest'ottica, il capitolo VIII di Amoris Laetitia è inequivocabilmente dirompente, ben al di là della questione dei divorziati risposati, che, anzi, si appalesa sostanzialmente strumentale, e funzionale ad una prospettiva decisamente più ampia.Si può temere, quindi, che chi concentra i suoi sforzi sulle ambiguità di Amoris Laetitia, e vuole farvi leva per riaffermare la buona dottrina e la buona disciplina sacramentali, si comporti un po' come gli strateghi francesi che progettarono la linea Maginot: un imponente e di per sè efficacissimo sistema difensivo, che si dimostrò del tutto inutile perchè i tedeschi scelsero una tecnica ed una strategia di attacco radicalmente diversa da quella contro cui la Maginot era stata pensata».

«Mamma e catechista, ho lasciato il catechismo». Cronaca di un ordinario fallimento parrocchiale

25-05-2016

Sono una mamma e una catechista e ho abbandonato il catechismo, che tanto amavo, due anni fa per due motivi: il disgusto per la diserzione dal catechismo della Chiesa Cattolica e per non trascurare la famiglia (ho tre bimbi molto piccoli). Evidentemente a Nostro Signore non manca la fantasia per richiamare in riga i suoi figli. Accade che in una mattina come tante, nel tranquillo svolgersi del tran tran quotidiano, suona alla mia porta una mamma della nostra parrocchia; viviamo in un paesino sulle colline della diocesi di Torino, e mi dice che deve parlarmi del catechismo...

Milano, «fascisti di sinistra» contro «Sentinelle in piedi». Il candidato sindaco Sala tra le loro bandiere

25-05-2016

Solita azione di disturbo dei soliti noti che nel frattempo arruolano un testimonial d'eccezione

Ignazio di Antiochia: «E’ bello tramontare al mondo per il Signore e risorgere in lui»

24-05-2016

«Nella Lettera ai Romani di sant'Ignazio di Antiochia è scritta la meravigliosa frase: «E bello tramontare al mondo per il Signore e risorgere in lui» (ii, 2). Il vescovo martire la scrisse durante il viaggio da oriente verso la terra in cui tramonta il sole, l'occidente. Lì, nel tramonto del martirio, sperava di ricevere il sorgere dell'eternità».Joseph Ratzinger, omelia 10 agosto 1978

Il mondo che verrà . il premier Cameron impone quote Lgbt alla BBC. Sarà  cosa anche per la Rai?

24-05-2016

Il 'gay power', ovvero lo strapotere della lobby LGBT, non dovrebbe più essere un mistero per nessuno. Per averne l'ennesima riprova, basta osservare quanto sta accadendo (guarda caso…) nel Regno Unito.Che l'deologia omosessualista e gender sia ormai di casa nella terra della Regina Elisabetta II è notorio. Del resto, il governo conservatore (si fa per dire) di David Cameron ha già legalizzato lo pseudo-matrimonio tra persone dello stesso sesso.Ora però, in un eccesso di zelo, vuole fare di più per la causa LGBT. L'esecutivo ha chiesto infatti alla nota catena televisiva BBC di assumere almeno un 10% di personale omosessuale, bisessuale, transessuale ed intersessuale entro il 2020. Anche perchè la privata Channel4, principale rivale della BBC, sta già seguendo questo tipo di politica 'inclusiva' e si è preposta di raggiungere almeno un 6% di personale LGBT entro il 2020. Cameron dunque vuole che il servizio pubblico del Regno Unito sia, in questo campo, maggiormente competitivo. E' partita così la gara a chi è più gay-friendly.Si tratta, come è palese, di un autentico esempio di affirmative action, ovvero di discriminazione al contrario: per quale motivo, se non per ideologia e sudditanza nei confronti dei potentati gay, bisogna necessariamente assumere dipendenti omosessuali o transessuali? A parità di bravura tra due candidati verrà dunque privilegiato uno solo perchè va a letto con una persona dello stesso sesso o perchè si è fatto operare? Ma questa è una follia. E un'ingiustizia grossa quanto una casa. Oltre che un oltraggio all'onestà intellettuale.Per Cameron questa politica è necessaria per favorire l'uguaglianza e le pari opportunità, punti sui quali il cambiamento è ancora, a suo parere, troppo lento. Il premier ritiene infatti che la tv e la radio non riflettano adeguatamente la società attuale e dunque è urgente favorire la diversità, dandole più spazio sugli schermi.Non sappiamo cosa guardi Cameron in televisione. Certo è che ormai in tutto il mondo occidentale la 'cultura' gay impazza, a scapito della normalità. E infatti, proprio nel Regno Unito, in nome della tolleranza, si perseguita chiunque osi mettere in discussione, seppur pacatamente e con buone ragioni, la lobby LGBT (vedi ad esempio qui, qui e qui).Mala tempora currunt…

L’ennesima follia di Stato, le scuole aperte anche d’estate per sottrarre i bambini alle famiglie

24-05-2016

Estendere la scuola all'estate è come dire che è un sostitutivo della famiglia, fino a dar l'impressione di voler fare equipollenza tra educazione familiare e istruzione di stato, fino a trasformarla in educazione di stato

La Terra è piatta: nel Medioevo non lo hanno mai pensato, ma nel nostro mondo «evoluto» sa

24-05-2016

La NASA - dicono - inganna tutti con le sue false fotorgrafie satellitari

Nuovi ordini religiosi, legate le mani ai vescovi. Non cosa per le cause di nullità  matrimoniale

23-05-2016

Nei giorni scorsi, con un rescritto a firma del Segretario di Stato, cardinale Pietro Parolin, il Papa ha modificato una norma del codice di diritto canonico, il canone 579, a proposito dell'erezione degli Istituti di vita consacrata diocesani.In particolare, a differenza di quanto avveniva da sempre, ora, prima di decretare l'erezione di un Istituto diocesano, il vescovo locale dovrà, 'pena la nullità del decreto di erezione dell'Istituto stesso', consultare la Santa Sede. Cioè la consultazione diventa ora 'necessaria ad validatem'. Il motivo è quello di 'evitare che vengano eretti a livello diocesano dei nuovi Istituti senza il sufficiente discernimento che ne accerti l'originalità del carisma, che definisca i tratti specifici che in essi avrà la consacrazione mediante la professione dei consigli evangelici e che ne individui le reali possibilità di sviluppo'. La segnalazione di questi problemi l'ha sollevata la Congregazione per gli Istituti di Vita Consacrata e le Società di vita apostolica, retta dal cardinale brasiliano Joao Braz de Aviz. Questa congregazione, quindi, 'ha segnalato l'opportunità di meglio determinare la necessità, stabilita dal can. 579 CIC, di richiedere il suo parere prima di procedere alla erezione di un nuovo Istituto diocesano.'Concretamente sembra una riduzione del 'potere' dei vescovi locali a favore del 'controllo' della Curia romana, in controtendenza rispetto a quanto il Papa ha invece più volte sottolineato in tema di maggior sinodalità e 'decentramento'. Basti ricordare il Motu proprio sul rinnovamento dei processi di riconoscimento di nullità matrimoniale, oppure lo stesso criterio del discernimento 'caso per caso' che caratterizza l'approccio della recente esortazione Amoris Laetitia nel caso dell'integrazione delle coppie cosiddette 'irregolari'.Gli Istituti di vita consacrata sono società ecclesiastiche erette, approvate e organizzate dalla Chiesa, per mezzo di una adeguata legislazione (Regole, Costituzioni, Statuti) perchè possa in esse sufficientemente e ufficialmente professarsi lo stato della vita di consacrazione. Gli Istituti di diritto pontificio sono quelli eretti o approvati dalla Santa Sede con decreto formale. Gli Istituti di diritto diocesano sono (erano) quelli eretti direttamente dai Vescovi. L'Annuario Pontificio elenca soltanto gli Istituti di diritto pontificio, quindi è difficile poter avere un dato chiaro su quanti siano nel mondo, e, soprattutto quanti siano quelli eretti negli ultimi anni.Dalle sacre stanze fanno notare che negli ultimissimi decenni la fioritura di Istituti di vita consacrata diocesani si sarebbe caratterizzata soprattutto per un certo carattere 'identitario', cioè particolarmente attento alla tradizione, alla liturgia, all'adorazione eucaristica, alla vita contemplativa, rispetto a quella 'attiva'. Potrebbe quindi sembrare che il rescritto voglia colpire una certa ventata di 'tradizionalismo' ritenuto incontrollato e incontrollabile. I più maliziosi hanno subito ricordato la triste vicenda dei Francescani dell'Immacolata, commissariati ormai tre anni fa e che hanno visto susseguirsi una serie incredibile di vicende. Proprio per alcuni di questi frati un vescovo filippino ha eretto una associazione pubblica di fedeli per accoglierli in diocesi e dare loro una possibilità alternativa. Difficile poter sostenere che il rescritto possa essere stato pensato e voluto esclusivamente per il caso Francescani dell'Immacolata, così come è difficile poter dire che il target sia effettivamente quello di colpire ciò che di buono può esser nato in questi anni nelle varie Chiese locali. Una cosa però rimane, ed è quella che il rescritto va controcorrente rispetto al desiderio di 'decentramento' che Francesco ha così chiaramente espresso fin da Evangelii gaudium, e ha più volte richiamato anche durante il cammino sinodale sulla famiglia. Così, mentre il decentramento sembra procedere a grandi passi per ciò che riguarda la pastorale sul matrimonio e la famiglia, subisce una battuta d'arresto nel campo della vita consacrata.

Gà¤nswein: nel 2005 vi fu una drammatica lotta tra il partito ratzingeriano e la «mafia di San Gallo»

23-05-2016

«[...] Ugualmente brillante e illuminante è l'esposizione approfondita e ben documentata di don Regoli delle diverse fasi del pontificato. Soprattutto dell'inizio di esso nel conclave dell'aprile del 2005, dal quale Joseph Ratzinger, dopo una delle elezioni più brevi della storia della Chiesa, uscì eletto dopo solo quattro scrutini a seguito di una drammatica lotta tra il cosiddetto «Partito del sale della terra» («Salt of Earth Party») intorno ai cardinali López Trujíllo, Ruini, Herranz, Rouco Varela o Medina e il cosiddetto «Gruppo di San Gallo» intorno ai cardinali Danneels, Martini, Silvestrini o Murphy-O'Connor; gruppo che, di recente, lo stesso cardinal Danneels di Bruxelles in modo divertito ha definito come «una specie di mafia-club».L'elezione era certamente l'esito anche di uno scontro, la cui chiave quasi aveva fornito lo stesso Ratzinger da cardinale decano, nella storica omelia del 18 aprile 2005 in San Pietro; e precisamente lì dove a «una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie» aveva contrapposto un'altra misura: «il Figlio di Dio e vero uomo» come «la misura del vero umanesimo». Questa parte dell'intelligente analisi di Regoli oggi si legge quasi come un giallo mozzafiato di non troppo tempo fa; mentre invece la «dittatura del relativismo» da tempo si esprime in modo travolgente attraverso i molti canali dei nuovi mezzi di comunicazione che, nel 2005, a stento si potevano immaginare [...]».

Il regime comunista di Hanoi rilascia don Van Ly, 70enne, icona cattolica dei diritti umani

23-05-2016

Le autorità comuniste hanno rilasciato il sacerdote 70enne, leader della lotta per diritti e libertà religiosa. Gli anni in cella hanno colpito il fisico, ma non hanno segnato lo spirito. A livello spirituale è «brillante e determinato». Per gli attivisti la liberazione è un regalo a Obama alla vigilia del viaggio in Vietnam.

«A reti unificate» contro la Legge Cirinnà . Roberto Marchesini: e adesso cosa dobbiamo fare?

23-05-2016

Siamo arrivati dunque alle unioni civili per le persone omosessuali. Siamo dunque di fronte all'ennesimo gradino verso il baratro della nostra società? Si tratta di un punto di non ritorno, oppure esiste al possibilità di fermare questo processo, e magari addirittura di ricostruire?

Matrimonio: se la legge di Gesù è solo un ideale e quella di Mosè diventa la via della misericordia

21-05-2016

L'inequivocabile insistenza sull'indissolubilità del vincolo matrimoniale ha potuto lasciare perplessi e apparire come un'esigenza irrealizzabile. Tuttavia Gesù non ha caricato gli sposi di un fardello impossibile da portare e troppo gravoso, più pesante della Legge di Mosè. Venendo a ristabilire l'ordine iniziale della creazione sconvolto dal peccato, egli stesso dona la forza e la grazia per vivere il matrimonio nella nuova dimensione del regno di Dio.

«A reti unificate» contro la Legge Cirinnà . Le unioni civili stringono all’angolo la libertà  religiosa

20-05-2016

L'approvazione del disegno di legge Cirinnà sul riconoscimento delle convivenze di fatto e delle unioni civili tra persone dello stesso sesso avrà delle conseguenze negative di rifiuto della libertà di religione e di oppressione per la vita della religione cattolica in particolare. Quando l'autorità politica disciplina una qualche realtà di fatto le conferisce un riconoscimento non solo giuridico ma anche politico. Col riconoscimento giuridico, l'autorità politica dichiara che quella situazione di fatto è buona, apprezzabile ed utile per il bene comune e per questo esprime una serie di diritti delle persone coinvolte che lo Stato deve proteggere e promuovere. Nel caso delle unioni tra persone dello stesso sesso, il riconoscimento giuridico implicitamente afferma che esse sono utili per il bene comune e, quindi, che lo Stato d'ora in avanti proteggerà e promuoverà i diritti personali che ne nascono. Non si tratta di situazioni eccezionali tollerate per motivi particolari. Questo è il passaggio che stanno avendo tutte le questioni cosiddette «etiche», come per esempio l'aborto o, appunto, le unioni tra omosessuali: dallo stato di eccezione alla normalità di diritto.

Genuflessi al mondo e allo spirito dei tempi. «Pannella ci lascia una bella eredità  umana e spirituale»

20-05-2016

Pannella «è una persona che ci lascia una bella eredità dal punto di vista umano e spirituale per la franchezza dei rapporti, la libertà d'espressione e soprattutto per la dedizione totalmente disinteressata alle cause nobili. Aveva un impegno politico e sociale che non cercava il proprio interesse ma era attento ai problemi delle persone più deboli».

il card. Angelo Bagnasco, mons. Nunzio Galantino e quella strana creatura bicefala che è la CEI

20-05-2016

La lucida, severa presa di posizione del Presidente della Cei, Bagnasco, all'Assemblea dei vescovi italiani sulla legge delle Unioni Civili ha messo in evidenza quale strana creatura bicefala sia diventata la Conferenza Episcopale. Un ritorno del collateralismo fra una parte dei vescovi e l'esecutivo?

A 50 anni dalla morte di Lemaà®tre, il sacerdote innamorato di Dio che scopra il Big Bang

19-05-2016

Nel suo discorso del 27 ottobre (2014 ndr), papa Francesco, riferendosi anche ai lavori della Pontificia Accademia delle Scienze, ha fatto un lungo riferimento alla teoria del Big Bang, riproponendo tra l'altro la perfetta compatibilità filosofica tra di essa e la fede in un Dio Creatore. Il Papa ha detto, tra l'altro: «il Big-Bang, che oggi si pone all'origine del mondo, non contraddice l'intervento creatore divino ma lo esige. L'evoluzione nella natura non contrasta con la nozione di Creazione, perchè l'evoluzione presuppone la creazione degli esseri che si evolvono».Quello che si può aggiungere, al lungo discorso del Pontefice, è una precisazione storica: il grande scienziato che per primo propose l'idea della nascita del cosmo da un «atomo primitivo», e cioè la teoria che sarebbe stata poi chiamata del Big Bang, fu un sacerdote belga, che sarebbe stato per tanti anni presidente proprio della Accademia Pontificia delle Scienze: George Eduard Lemaître. Il suo nome è stato per anni sepolto nell'oblio, per molteplici motivi: la primitiva avversione alla sua teoria da parte di Einstein, e di tanti scienziati che bollavano la sua ipotesi come figlia del suo pensiero cristiano e non di un pensiero scientifico («si vede bene che Lei è un prete», gli disse Einstein, con cui Lemaître aveva un ottimo rapporto, alludendo ad una consonanza tra dottrina della creazione ex nihilo e Big Bang. «Questo è un complotto della Chiesa per far passare la creazione sotto veste scientifica», ripeteva il grande astrofisico britannico Fred Hoyle; l'ostracismo dei fisici materialisti; la sua umiltà, che lo portò per esempio a non rivendicare un'altra primogenitura, l'aver proposto l'espansione delle galassie due anni prima di E. Hubble.Si è arrivati all'assurdo, recentemente, di un libro, Dal Big Bang ai buchi neri. Breve storia del tempo, di S. Hawkins, che è stato un best seller mondiale, e in cui l'astrofisico inglese non nomina neppure una volta il padre dell'argomento di cui il suo libro tratta. In un modo o nell'altro, però, finalmente qualcuno si è ricordato di Lemaître, proprio quest'anno: a luglio, infatti, gli è stato dedicato il satellite ATV-5, e l'Esa (Ente spaziale Europeo) ha riconosciuto in lui il grande pioniere della cosmologia contemporanea, dedicandogli anche un video che l'associazione Libertà e Persona ha sottotitolato 'Il sacerdote del Big Bang' (clicca qui).Vediamo brevemente alcuni momenti fondamentali nella vita dello scienziato belga. Nel 1927, nel suo articolo Un universo omogeneo di massa costante e di raggio crescente, che giustifica la velocità radiale delle nebulose extragalattiche, avanza «per la prima volta, l'ipotesi che le velocità di recessione delle nebulose extragalattiche siano la conseguenza cosmica dell'espansione dell'Universo nell'ambito della relatività generale. Non soltanto, quindi, Georges Lemaître ha trovato (contemporaneamente a Friedmann, ma indipendentemente da lui) l'espansione come soluzione delle equazioni relativistiche, ma è anche il primo ad affermare che si tratta della soluzione corretta, perchè si basa sull'analisi delle osservazioni… Lemaître enuncia così chiaramente la relazione di proporzionalità esistente fra la velocità di recessione e la distanza, la stessa legge che Hubble pubblicherà solamente due anni dopo, riportando numeri praticamente identici» (J.P. Luminet).Nel 1931, nel testo L'espansione dello spazio, Lemaître propone per primo l'ipotesi dell'atomo primitivo, cioè il Big Bang («Possiamo immaginare che lo spazio abbia avuto inizio con l'atomo primitivo e che l'inizio dello spazio abbia segnato anche l'inizio del tempo»). Poi, nel 1933 «è il primo a riconoscere che la superficie del buco nero non è una vera singolarità»; verrà ignorato anche questa volta, e «lo sviluppo della teoria relativistica del buco nero resterà bloccato per trent'anni».Altri sono i contributi cui si potrebbe accennare, ma ci fermiamo qui, rimandando, per un approfondimento storico-filosofico al mio Scienziati dunque credenti, e per un approfondimento scientifico ai testi di un ingegnere, Giovanni Strafellini (Manifesto per scettici in cerca di Dio, Lindau, 2013) e di un fisico, Franco Saporetti (Big Bang: chi ha acceso la miccia?, Pendragon, 2014). Non senza aver ricordato, en passant, cosa affermò il fisico ebreo-tedesco Arno Penzias, allorchè nel 1978 ottenne il Premio Nobel per la scoperta della radiazione di fondo cosmica, che è una delle più forti prove a favore del Big Bang: «I migliori dati in nostro possesso sono esattamente quelli che avrei potuto predire se non avessi avuto altro su cui fondarmi che il Pentateuco, i Salmi, la Bibbia nel suo complesso».Per concludere un cenno alla vita sacerdotale di Lemaître: lo scienziato belga è un innamorato del suo ministero e vuole trasmettere agli altri sacerdoti la sua gioia, il suo stupore per i poteri sovrumani di un semplice uomo che viene trasformato dal sacramento. E necessario, scrive, «conservare in tutta la sua freschezza quel senso di stupore, pieno di gioia e d'incanto, che abbiamo provato il giorno dell'ordinazione» percorrendo la strada scelta non da geni pieni di talenti, ma da un povero curato di campagna: Giovanni Maria Vianney (1786-1859), proclamato santo nel 1925. Lemaître lo propone come esempio di santità sacerdotale in quanto «mirabile per lo zelo pastorale e per l'ardore costante nella preghiera e nella penitenza». Lemaître è, inoltre, un devoto mariano: infatti, nel 1957 dà alle stampe un volumetto nel quale la Vergine Maria viene appellata con un titolo insolito, «Nostra Signora della Carità», ed è proposta come esempio per tutte le anime religiose, invitate a mettersi alla scuola di questa incomparabile maestra. Maestra, che, «come suo figlio Gesù, ancor più di lui in un certo senso - ha parlato così poco - ci insegna soprattutto con l'esempio». Il volume si sofferma sui misteri della vita di Maria e sugli episodi più significativi, dall'Annunciazione al Golgota, avendo come unica guida gli evangelisti e il Magistero della Chiesa; quest'ultimo per quanto riguarda i dogmi dell'Immacolata Concezione (1854) e dell'Assunzione al Cielo (1950) (da: Agnoli, Bartelloni, Scienziati in tonaca. Da Copernico a Lemaître, La Fontana di Siloe, 2013).

Livi: Chiesa allo sbando sul terreno dottrinale, in Amoris Laetitia ambiguità  ricercate e pericolose

19-05-2016

l noto teologo professor monsignor Antonio Livi, curatore dell' autorevole sito Fides et Ratio, «demolisce» l'esortazione apostolica post-sinodale Amoris Laetitia di Papa Francesco con parole chiare e taglienti. Ma lasciamo parlare lui.Professor Livi, che idea si è fatto dell'Amoris Laetitia?«Un documento molto atteso per conoscere le indicazioni della Chiesa dopo i due Sinodi dei vescovi sulla famiglia e la ridda di interpretazioni da parte dei vescovi favorevoli al mantenimento della disciplina attuale (i cardinali Müller, Caffarra, Burke, Salah) e di quelli che chiedevano un cambiamento radicale (i cardinali Schönborn, Marx e Kasper, l'arcivescovo Forte). Ma l'attesa di un chiarimento è stata delusa. Alcune parti del documento papale sono caratterizzate dall'ambiguità, che genera gravissimi equivoci di interpretazione. Lo giudico, dunque, scarsamente lineare e pertanto ha bisogno di successivi chiarimenti. Penso che questa situazione non sia casuale, ma cercata».Perchè?«Prima di tutto, si corre il rischio, anzi già lo abbiamo corso, di mettere a repentaglio la dottrina cristiana circa l' indissolubilità del matrimonio. In quanto alla scarsa chiarezza è vero, come viene detto nel documento, che la dottrina non cambia, ma questo è un dato solo apparente».Che cosa vuole dire? «Che il Papa è stato scaltro. Non ha voluto, nè ha potuto alterare la dottrina, pena l'accusa di eresia, ma ha cambiato la prassi pastorale, suggerendo ai vescovi di decidere liberamente 'caso per caso' e dunque in modo diverso da diocesi a diocesi, da Paese a Paese. Se in vescovi di tutto il mondo facessero come il Papa ha suggerito, perverremmo ad un relativismo di fatto, quello del «caso per caso»: e infatti già qualche vescovo (nelle Filippine, in Germania, ma anche in Italia, a Bergamo) afferma che si può dare la comunione al divorziato risposato civilmente, e sostiene che lo fa già da tempo. In sostanza, dice che ora, grazie a Papa Francesco, tutto cambia, mentre lo stesso Papa Francesco ha scritto che non è cambiato niente. E' una furbata».Da che cosa dipende?«Papa Francesco è riuscito nel suo intento, che è sempre stato molto evidente: basti vedere come erano stati preparati in questa direzione (con la relazione del cardinale Walter Kasper) e poi come sono stati pilotati i due successivi sinodi dei vescovi sulla famiglia. Questo risultato è la dimostrazione di una Chiesa cattolica che sul terreno dottrinale è allo sbando, con il crescente predominio dello storicismo, dell'umanesimo ateo e della teologia della liberazione. Penso al tenore di tanti documenti e al fatto che i consiglieri maggiormente ascoltati sono l'eretico Kasper (un cardinale tedesco) e l'altro eretico Enzo Bianchi (un laico italiano), entrambi favorevoli a un ecumenismo che in pratica è la riabilitazione di Lutero e l'accoglimento delle istanza della sua riforma».E allora?«La Chiesa ha vissuto tante pagine buie, e la storia ecclesiastica narra di diverse epoche di confusione e di scisma, persino di pontefici che con la loro condotta di vita hanno scandalizzato. Papa Francesco certamente non lo fa con la sua condotta personale, ma la dottrina teologica che egli favorisce, questa sì che scandalizza, nel senso biblico del temine, nel senso che è una «pietra di inciampo» per la fede dei semplici e disorienta le coscienze di tanti».Davvero?«Vuole un esempio? Il fatto che oggi si parla poco o niente del peccato, che di fatto è stato sdoganato nel nome di una misericordia senza limiti. E arrivato il momento che qualche voce si levi, i cattolici non possono stare più zitti, devono denunciare. Questa Chiesa parla sempre e solo di misericordia, ma la dissocia dal peccato. Certamente questo rende popolari, perchè il lassismo paga, nel senso che segue lo spirito del mondo, quello che la gente vuol sentirsi dire».Immigrazione, che cosa ne pensa?«Se le autorità politiche europee continueranno a seguire la linea di una accoglienza senza limiti e priva di prudenza, rischiamo la totale islamizzazione del Continente. E' una grave responsabilità dell'Unione europea, che già è nata male, perchè non ha voluto riconoscere ufficialmente nel trattato istitutivo le «radici cristiane ». Ora sembra voler favorire l'islamizzazione del Continente , e questo non può essere certamente favorito dalla Chiesa cattolica. Nemmeno è giusto che le autorità ecclesiastiche critichino le autorità civili se queste ritengono di dover proteggere la popolazione italiana dal terrorismo islamico, magari anche chiudendo i luoghi di culto islamici dove si predica la violenza contro i «crociati», cioè noi cristiani. Bisogna che le organizzazioni ufficialmente cattoliche abbiano l' onestà intellettuale e la serietà pastorale di finirla con il mito del «dialogo con l'«Islam», se con questa formula vogliono intendere l'esaltazione acritica di una religione che considera «infedeli» i cristiani. Oggi si ha la sensazione di una Chiesa cattolica che difende maggiormente gli islamici rispetto ai credenti. La carità è una virtù se - come tutte le virtù - rispetta l'ordine stabilito da Dio. La carità, come insegna la Scrittura, si fa prima di tutto aiutando le persone della propria famiglia e i propri concittadini, che per noi sono gli italiani: altrimenti la carità con i «lontani» rischia di trasformarsi in demagogia ed esibizionismo».

Unioni civili omosessuali: anche Papa Francesco a favore dell’obiezione di coscienza

19-05-2016

In un'intervista a 'La Croix' il Pontefice ha dichiarato molto apertamente che i funzionari hanno diritto di sollevare obiezione di coscienza alle unioni civili: «Lo Stato deve anche saper accettare le critiche»

Dubbio su Cartesio. Il padre filosofico del dubbio scettico in realtà  afferma la verità  di Dio

19-05-2016

«L'esistenza di Dio, infatti, è la prima e la più eterna di tutte le verità che possono essere e la sola da cui procedano tutte le altre». E' una frase di una delle sue lettere

«A reti unificate» contro la Legge Cirinnà . Scandroglio, l’omosessualità  è diventata un bene giuridico

18-05-2016

Il primo effetto, da cui promanano tutti gli altri, è proprio questo: l'omosessualità e le condotte che la esprimono non sono più rispettivamente una condizione e comportamenti privati scevri di rilievo e interesse pubblico, ma la prima diventa uno status giuridico e le seconde veri e propri diritt

Come i cattolici vennero perseguitati dal comunismo cinese durante la «Rivoluzione culturale»

18-05-2016

La documentazione di quel violento periodo è stata bruciata o è sepolta negli archivi. Solo alcuni sopravvissuti ne parlano. I persecutori tacciono nella paura. I roghi degli oggetti religiosi e arredi nell'Hebei. Vescovi umiliati e arrestati nell'Henan; suore battute e uccise con bastoni, o sepolte vive. La persecuzione «non è ancora finita»; oggi è forse solo più sottile.

Per la castità  interiore: tenere la mente occupata nella contemplazione delle cose divine e nell’orazione

17-05-2016

...Cassiano, che è stato un grande maestro di vita spirituale del V secolo, dice che bisogna «badare alla testa del serpente (Gn 3,16) cioè al primo apparire dei pensieri pericolosi con i quali egli cerca di strisciare dentro la nostra anima. Perchè se noi accogliamo la testa, cioè il primo stimolo del pensiero, finiremo per accogliere il resto del corpo del serpente, cioè consentiremo» (Cassiano, Filocalia, I, p. 130)...

In pellegrinaggio a Lourdes con Unitalsi, una bambina sorda dalla nascita riacquista l’udito

17-05-2016

Era sorda fin dalla nascita ma l'11 maggio scorso, verso le 20.30, si è tolta le protesi e le ha date alla madre dicendole così: «Non mi servono più, ci sento». La piccola era in pellegrinaggio a Lourdes insieme alla mamma, alla nonna e al fratellino. A raccontare a tempi.it la storia di quello che è successo è Giuseppe Secondi, responsabile della sezione Unitalsi di Milano Sud-Ovest, che ha condotto il pellegrinaggio cui la piccola ha partecipato...

Quante bugie sulla donna nella cultura cattolica. Finalmente un nuovo sito Internet fa giustizia

17-05-2016

Si chiama Storia e Chiesa, e lo si trova qui http://www.storiaechiesa.it/

Cina, la verità  ufficiale sulle stragi della Rivoluzione Culturale: colpa degli «altri»

17-05-2016

La sanguinosa campagna lanciata da Mao Zedong ha ucciso quasi 2 milioni di persone e mandato nei lager altri 4 milioni. Ogni cinese è stato segnato dalla paura. Ma oggi, nessuna cerimonia in memoria è stata prevista e non è apparso nessun articolo di giornale. Le lotte interne del Partito e il timore di Xi Jinping di finire come l'Urss. Anche oggi, come allora, in Europa c'è chi tace e osanna il mito della Cina. Molti predicono un ritorno al «grande caos».

Sa, no, non so, fate voi. Quando il supremo magistero diventa liquido e «latitudinario»

16-05-2016

Come funziona il magistero di papa Francesco l'ha spiegato pochi giorni fa un suo pupillo, l'arcivescovo Bruno Forte. Ha raccontato che durante il sinodo sulla famiglia, di cui era segretario speciale, il papa gli ha detto:'Se parliamo esplicitamente di comunione ai divorziati risposati, questi non sai che casino ci combinano. Allora non parliamone in modo diretto, tu fai in modo che ci siano le premesse, poi le conclusioni le trarrò io'.E così, grazie a questo 'saggio' consiglio - ha proseguito Forte - le cose sono andate a 'maturazione' ed è arrivata l'esortazione papale 'Amoris laetitia'. Nella quale i riformisti hanno trovato ciò che volevano.Quella di Forte non è una confidenza carpita a tradimento. L'ha detta dal palco del teatro della città di Vasto, di cui è arcivescovo, davanti a una platea gremita. 'Tipico di un gesuita', ha poi commentato con un sorriso.Perchè Francesco fa proprio così. Non dice mai tutto ciò che ha in mente. Lo fa solo indovinare. E lascia correre le interpretazioni anche più disparate su ciò che dice e scrive.Che in colloqui privati si usi anche questo stile d'approccio, si può capire. Ma Jorge Mario Bergoglio lo esercita sistematicamente in pubblico, nei suoi atti di magistero ufficiale, anche quando tutti si aspettano che tiri le somme e dia una risposta chiara e definitiva.Rispetto al magistero dei papi precedenti, scolpito nella roccia, limato parola per parola, inequivocabile, quella di Francesco è una svolta epocale.'Amoris laetitia' ne è la prova lampante. Al leggerla, il cardinale e teologo tedesco Walter Kasper, che da decenni è il fautore più agguerrito della comunione ai divorziati risposati, non ha avuto dubbi: i riformisti come lui, ha dichiarato esultante, hanno ora 'il vento in poppa per risolvere tali situazioni in un modo umano'.Ma un altro cardinale teologo suo connazionale, Gerhard Müller, vi ha letto il contrario. Ha detto che non c'è niente, nella 'Amoris laetitia', che chiaramente rovesci il magistero della Chiesa di sempre, che quella comunione la vieta. E Müller non è uno qualsiasi, è il prefetto della congregazione per la dottrina della fede, cioè la suprema istanza di controllo della dottrina.Chi crede però che a questo punto Francesco debba dire chiaro da che parte sta, di certo resterà deluso. Perchè intanto il papa ha promosso un terzo cardinale, l'austriaco Christoph Schönborn, a massimo interprete di sua fiducia dell'esortazione postsinodale. Incarico che Schönborn sta svolgendo alla perfezione, con spiegazioni anch'esse in stile Bergoglio, tutte di nuovo da interpretare, sul confine ambiguo tra la dottrina data per immutata e le applicazioni pastorali che devono essere nuove e mutevoli.No alle porte sbarrate, no alle rivoluzioni. Ma la terza via ideata da Francesco non è affatto immobilista. Tutto il contrario.Rimettendo in discussione ciò che prima di lui appariva definitivo ha aperto un processo che dà pari cittadinanza alle opinioni più inconciliabili, e quindi anche ai riformisti più accesi.L'esempio forse insuperato di questa sua invenzione Bergoglio l'ha dato lo scorso febbraio, quando è andato in visita alla chiesa luterana di Roma.Una protestante sposata con un cattolico gli chiese se poteva fare anche lei la comunione, assieme al marito. E lui le rispose con una tale girandola di sì, no e non so da non lasciar capire, alla fine, quale conclusione trarre, se non questa: 'E un problema a cui ognuno deve rispondere'.Inutilmente il cardinale Müller, nei giorni successivi, si affannò a ribadire che la dottrina della Chiesa sul punto non era cambiata. Perchè di certo il papa l'ha resa opinabile, lui per primo, col suo dire, disdire e contraddire.Hanno un bel resistere i vescovi e cardinali dell'Africa, o dell'Europa orientale, o della scuola di Wojtyla e Ratzinger. Il cardinale Kasper ha capito benissimo come ora stanno le cose: 'C'è libertà per tutti. In Germania può essere consentito ciò che in Africa è proibito'.Con papa Bergoglio avanza un nuovo modello di Chiesa, liquida, multiculturale.

Quei pastori che invitano al disarmo anche i pochi rimasti a combattere la Buona Battaglia

16-05-2016

...una volta seppellita la guerra tra la Donna e il serpente di genesiaca memoria (ahimè perduta), spariti dall'orizzonte i nemici di Dio, della Chiesa e della Verità, posto che il problema più grande è la sovrapproduzione di anidride carbonica e non l'allontanamento, il tradimento e financo la perdita totale della fede cattolica - la sola che salva - come si può mettere in pratica il comando di «amare il nemico»? Chi e dove sarebbe costui?...

«A reti unificate» contro la Legge Cirinnà . Kampowski, il matrimonio non è un affare soltanto privato

16-05-2016

Prosegue l'analisi della legge sulle Unioni civili. Questo articolo è stato pubblicato in contemporanea da Corrispondenza Romana, CulturaCattolica.it, il Timone on line, La Croce, La Nuova Bussola Quotidiana, Notizie Provita, Osservatorio Van Thuan. L'iniziativa è promossa dalla piattaforma A reti unificate (www.retiunificate.it), piattaforma su cui è possibile leggere tutti gli articoli finora pubblicati e prendere visione del calendario dei prossimi articoli.

A Parigi una piazza per ricordare i martiri trappisti di Tibherine, poco lontano dal Batalcan

16-05-2016

Sarà nell'XI arrondissement, sfregiato dalla strage del novembre scorso. La cerimonia avverrà il 30 maggio, ventesimo anniversario del macabro ritrovamento delle loro teste

Contro la deriva della Cirinnà , usiamo la ragione. A reti unificate

14-05-2016

L'approvazione della Legge Cirinnà, che dà un riconoscimento giuridico alle unioni civili fra persone dello stesso sesso, rappresenta un altro passaggio decisivo nel processo di dissoluzione del nostro Paese, iniziato con l'introduzione del divorzio. Un svolta epocale che, dopo la lunga battaglia per evitarla, richiede una attenta riflessione per comprenderne appieno la portata e le sfide che si parano avanti. er questo alcune testate e siti cattolici - che hanno combattuto la battaglia per fermare questa deriva - hanno deciso di collaborare proponendo l'uscita contemporanea di una serie di articoli che analizzano la Legge Cirinnà per coglierne tutta la portata distruttiva e per offrire alcune indicazioni sul «dopo».

Il «discernimento» di Satana in confessionale, secondo la testimonianza di Padre Pio

13-05-2016

«Una mattina mentre stavo confessando gli uomini mi si presenta un signore alto, snello, vestito con una certa raffinatezza e dai modi garbati, gentili. Inginocchiatosi questo sconosciuto incomincia a palesare i suoi peccati che erano di ogni genere contro Dio, contro il prossimo, contro la morale: tutti aberranti. Mi colpì una cosa.Per tutte le accuse, anche dopo la mia riprensione, fatta adducendo come prova la parola di Dio, il magistero della Chiesa, la morale dei santi, questo enigmatico penitente controbatteva le mie parole giustificando, con estrema abilità e con ricercatissimo garbo, ogni genere di peccato, svuotandolo di qualsiasi malizia e cercando allo stesso tempo di rendere normali, naturali, umanamente indifferenti tutti gli atti peccaminosi. E questo non solo per i peccati che erano raccapriccianti contro Dio, Gesù, la Madonna, i Santi, che indicava con perifrasi irriverenti senza mai nominarli, ma anche per i peccati che erano moralmente tanto sporchi e rozzi da toccare il fondo della più stomachevole cloaca.Le risposte, che questo enigmatico penitente dava di volta in volta alle mie argomentazioni, con abile sottigliezza e con ovattata malizia, mi impressionavano. Tra me e me, domandandomi, dicevo:'Chi è costui?' Da che mondo viene? Chi sarà mai?'. E cercavo di fissarlo bene in volto per leggere eventualmente qualcosa tra le pieghe del suo viso; e allo stesso tempo aguzzavo le orecchie a ogni sua parola in modo che nessuna di esse mi sfuggisse per soppesarle in tutta la loro portata. A un certo momento, per una luce interiore vivida e fulgida percepii chiaramente chi era colui che mi stava dinanzi. E con tono deciso e imperioso gli dissi:'Di' viva Gesù, viva Maria'. Appena pronunziati questi soavissimi e potentissimi nomi, satana sparisce all'istante in un guizzo di fuoco, lasciando dietro a sè un insopportabile irrespirabile fetore».

«Non avevo più nessuna paura del deserto, perchè Tu eri la». Adulterio e conversione in G. Greene

13-05-2016

Anche Londra può trasformarsi in un deserto, sabbia che tormenta la carne e che incrosta il cuore. La folla, il traffico e il brulichio quotidiano della metropoli diventano improvvisamente un nulla se confrontati alle fitte laceranti di un'anima in pena che non trova requie. I luridi bassifondi mutano natura, diventano un palcoscenico adatto a ospitare l'umana tragedia del quotidiano; perchè Graham Greene è sempre in grado di estorcere al baratro del peccato e dell'abiezione una morale che eleva i miseri protagonisti dei suoi romanzi a figure titaniche, emblemi di statura universale. Al contempo miseri e grandi, lottano strenuamente per ottenere anche solo uno spicchio di felicità in un universo degradante, dove ogni speranza è annichilita dallo strapotere del moderno scetticismo....

13 maggio, Fatima. I nemici attaccano la Chiesa da fuori e da dentro, ma il Signore è più forte

13-05-2016

«Siamo realisti nell'attenderci che sempre il male attacca, attacca dall'interno e dall'esterno, ma che sempre anche le forze del bene sono presenti e che, alla fine, il Signore è più forte del male, e la Madonna per noi è la garanzia visibile, materna della bontà di Dio, che è sempre l'ultima parola nella storia»

L’utopia dello Stato islamico contro il relativismo dell’Occidente. Serve la novità  cristiana

13-05-2016

Bisogno economico e desiderio di vendetta le ragioni che spingono i giovani siriani a unirsi ai jihadisti. Il conflitto sterile fra Oriente arabo e Occidente liberale. I fallimenti delle società e delle Primavere arabe. Contro il jihadismo serve un nuovo modello di civilizzazione e di rapporti internazionali e il contributo degli arabi cristiani.

Passa la legge che, sperano i suoi alfieri, introdurrà  il «matrimonio» LGBT. Ma la CEI dov’era?

12-05-2016

Ieri abbiamo sentito a TV2000 il Segretario Generale della CEI, mons. Nunzio Galantino, esprimersi cosi: «…il governo ha le sue logiche, le sue esigenze, probabilmente avrà anche le sue ragioni, ma il voto di fiducia, non solo per questo governo ma anche per quelli passati, spesso rappresenta una sconfitta per tutti». E poi ha parlato della « necessità di politiche che siano più attente, e che davvero mettano al centro l'importanza della famiglia, fatta di madre, padre, figli». Sentitelo, e ditemi che impressione ne ricavate.

I cristiani iracheni sono ancora martoriati. Un reportage coraggioso racconta la loro tragedia

12-05-2016

La nostra tragedia non fa più notizia. Per questo siamo stati dimenticati anche se ancora vittime di un orribile conflitto. Abbiamo perso tutto e tanti cristiani vivono in miseria». Le parole amare di padre Jalal Yako spiegano perchè Gli occhi della guerra ed il Rotary del distretto 2050 hanno fortemente voluto il reportage sui profughi dimenticati che stiamo realizzando. Per ora vi proponiamo dei brevi video servizi, che danno l'idea del documentario che presenteremo il 7 giugno a Cremona.

Segreto del confessionale: cos’è e perchè i sacerdoti devono custodirlo fino a dare la vita

11-05-2016

QuesitoCaro Padre Angelo,potrebbe parlarmi del segreto confessionale? Esistono casi in cui può essere violato? Se sì, quali?Ringraziandola anticipatamente per la disponibilità, porgo cordiali salutiMariRisposta del sacerdoteCara Mari,1. il segreto confessionale viene chiamato dalla Chiesa sigillo sacramentale.Con quest'espressione s'intende l'obbligo strettissimo di custodire sotto segreto tutto ciò che il penitente dichiara nella confessione o in ordine ad essa, la cui rivelazione sia capace di manifestare il peccato e il peccatore,Viene detto sigillo in senso metaforico, dal sigillo con cui in antico si segnavano le lettere che dovevano rimanere segrete.2. Quanto il sacerdote viene a sapere in ordine alla confessione (accusa dei peccati ed emendazione della vita) non può essere rivelato a nessuno, per nessun motivo.Al massimo il confessore potrà chiedere consiglio ad un altro confessore su come comportarsi in determinati casi, ma non può mai rivelare il penitente nè i peccati che questi ha accusato.In ogni caso deve cautelarsi che nulla possa trapelare direttamente o indirettamente.Nessuno, nè l'autorità civile nè quella della Chiesa, può chiamare in giudizio il confessore e chiedergli di rivelare quanto ha saputo in confessione o in ordine ad essa.Questi è tenuto al segreto con la disposizione d'animo di dare piuttosto la vita che violare anche solo parzialmente quanto è venuto a sapere.3. I motivi che suffragano questo segreto sono essenzialmente tre.Il primo e più forte, secondo San Tommaso, è il seguente: «Il sacerdote è a conoscenza di quei peccati non come uomo, ma come Dio» (Somma teologica, Suppl., 11, 1, ad 2).Sicchè a chi gli chiede qualche cosa inerente all'accusa dei peccati di una persona deve rispondere che non sa niente. Perchè mentre tutte le altre conoscenze le acquisisce in quanto uomo, qui invece le acquisisce in quanto è ministro di Dio, anzi, in quanto agisce in persona Christi, identificandosi con Cristo Dio.Questo obbligo deriva dalla natura stessa del sacramento e pertanto è di istituzione divina, di diritto divino: «Il precetto di custodire il segreto di confessione è implicito nel sacramento stesso. Perciò come è di legge divina l'obbligo di fare la confessione, e non si può esserne dispensati da nessuna licenza o comando umano, così nessuno può essere obbligato o autorizzato da un uomo a svelare la confessione.Se quindi uno venisse comandato sotto la minaccia della scomunica di dire se è a conoscenza di quel dato peccato, non deve parlare: perchè deve pensare che gli venga comandato sotto la condizione: se ne è a conoscenza come uomo.E anche se venisse espressamente interrogato circa la confessione, non deve parlare. Nè per questo incorrerebbe la scomunica, non essendo egli soggetto al superiore se non come uomo; ora, egli è a conoscenza di quei peccati non come uomo, bensì come Dio» (Ib., ad 2).«Perciò, senza pregiudizio per la coscienza un confessore può giurare di non sapere quello che sa solo come Dio» (Ib., ad 3).4. Il secondo motivo è inerente alla natura di questo sacramento.La parola sacramento significa segno sacro.Ora qui nella confessione il comportamento del sacerdote è segno sacro del comportamento di Dio, di cui è ministro. E come Dio getta dietro le sue spalle i peccati di cui gli domanda perdono, così fa anche il sacerdote.Ecco le parole precise di S. Tommaso: «Nei sacramenti gli atti che si compiono esternamente stanno a significare quelli che si compiono interiormente. Perciò la confessione con la quale uno si sottopone al sacerdote è il segno di quella interiore con la quale si assoggetta a Dio. Ora Dio ricopre il peccato di chi a lui si assoggetta con la penitenza. Quindi ciò va significato nel sacramento della penitenza. Ecco perchè è necessario che la confessione rimanga segreta e perchè pecca come profanatore del sacramento chi rivela la confessione» (Somma teologica, Suppl., 11, 1).5. Il terzo motivo: dal momento che i sacramenti sono stato istituiti a vantaggio degli uomini (sacramenta sun propter homines), proprio perchè c'è il segreto sacramentale «gli uomini vengono attirati maggiormente alla confessione e confessano con maggiore semplicità i loro peccati» (Ib.).6. Desidero ricordare anche che la violazione diretta del segreto sacramentale è peccato gravissimo e non ammette parvità di materia.Vi è annessa per il confessore anche una scomunica riservata al Papa (can. 1388,1).Per farsela togliere è necessario ricorrere al Sommo Pontefice, il quale agisce attraverso il tribunale della Penitenzieria apostolica, presieduto da un cardinale.Ti auguro ogni bene, ti ricordo al Signore e ti benedico.Padre Angelo

Paolo VI: c’è chi vuole limitare la Parola di Dio a cià che è di gradimento ai gusti odierni

11-05-2016

«Bisogna segnatamente vigilare affinchè una scelta arbitraria non coarti il disegno di Dio entro le nostre umane vedute, e non limiti l'annuncio della sua Parola a quel che le nostre orecchie amano ascoltare, escludendo, secondo criteri puramente naturali, quel che non è di gradimento ai gusti odierni. «Ma anche se noi - ci previene l'apostolo Paolo - o anche un angelo del Cielo vi annunciasse un vangelo diverso da quello che noi vi abbiamo annunciato, sia anatema» (Gal. 1,8). Infatti, non siamo noi i giudici della parola di Dio: è essa che ci giudica e che mette in luce il nostro conformismo alla moda del mondo. «Le manchevolezze dei cristiani, anche di coloro che hanno la missione di predicare, non saranno mai nella Chiesa un motivo per attenuare il carattere assoluto della parola. Il filo tagliente della spada (Cfr. Hebr. 4, 12; Apoc. 1, 16; 2, 16) non potrà mai essere smussato. Essa mai potrà parlare della santità, della verginità, della povertà e dell'obbedienza diversamente da Cristo» (Hans Urs Von Balthasar, Das Ganze im Fragment, Einsiedeln, Benziger, 1963, p. 296). Lo ricordiamo di passaggio: se le inchieste sociologiche ci sono utili per meglio conoscere la mentalità dell'ambiente, le preoccupazioni e le necessità di coloro ai quali annunciamo la parola di Dio, come pure le resistenze che le oppone l'umana ragione nell'età moderna, con l'idea largamente diffusa che non esisterebbe, fuori della scienza, alcuna forma legittima di sapere, le conclusioni di tali inchieste non potrebbero costituire di per se stesse un criterio determinante di verità».

«Generazione Voglio Vivere» regala un opuscolo per capire e rifiutare la tragedia dell’eutanasia

11-05-2016

Con questa nuova pubblicazione «Generazione Voglio Vivere» desidera chiarire le idee su un tema, l'eutanasia, il cui iter parlamentare, iniziato nelle scorse settimane, sta preoccupando non poche persone, le quali in questi anni hanno potuto osservare 'esperienze' ben note come quelle belga e olandese. L'opuscolo presenta una breve disanima delle bugie della lobby della morte, di quello che accade nel mondo e le vere alternative a questa pratica che ormai sembra dilagare nelle società completamente secolarizzate.

Cina, nuovi sacerdoti. «Oggi è l’alba di una missione che comprende una pesante croce»

10-05-2016

La diocesi di Wenzhou (Zhejiang) si è arricchita di tre nuovi sacerdoti che focalizzeranno il loro lavoro pastorale soprattutto nel far crescere nuove vocazioni, nell'aiutare la stabilità delle famiglie, nell'avvicinare coloro che non credono. I nuovi sacerdoti sono Cai Zhengyou, Lin Yi, e Song Shanxun.L'ordinazione dei tre giovani preti è avvenuta il 30 aprile scorso, presieduta dall'anziano vescovo mons. Zhu Weifang, e vi hanno partecipato più di 4mila fedeli e rappresentanti della diocesi. Mons. Zhu e i suoi sacerdoti si sono spesso espressi contro la campagna di distruzione delle croci e delle chiese nel Zhejiang.P. Ma Xianshi, il vicario generale, e p. Lin Shenli hanno assistito il vescovo nella liturgia, concelebrata da almeno 35 sacerdoti. Lo scorso 23 marzo, mons. Zhu, 90 anni, aveva annunciato il suo ritiro e delegato a p. Ma gli affari della Chiesa.I nuovi sacerdoti hanno avuto un percorso travagliato nella loro formazione. Essi hanno iniziato gli studi a Tailaiqiao, alla periferia di Shanghai e poi erano entrati nel seminario regionale di Sheshan. Ma dopo l'ordinazione di mons. Taddeo Ma Daqin e il suo dimettersi dall'Associazione patriottica, il seminario di Sheshan è stato chiuso, senza una probabile data di riapertura. Per questo, i giovani hanno continuato i loro studi nel seminario dell'Hebei fino al 2015. Il loro percorso di formazione è durato 11 anni.Alla fine della messa di ordinazione, il neo-ordinato p. Song ha detto: «Oggi è un giorno di gloria ed è l'alba di una missione che comprende una pesante croce». Egli ha domandato ai fedeli di pregare per loro e di offrire cura e sostegno nel loro cammino pastorale.Il p. Lin ha espresso il suo desiderio di impegnarsi soprattutto con le famiglie, che affrontano grandi sfide nella società contemporanea, e rafforzerà l'aiuto alle coppie che vogliono sposarsi, accompagnandole al matrimonio e nella vita famigliare.P. Cai ha detto di voler servire soprattutto le persone anziane e malate, aiutando le famiglie che vengono colpite dalla morte dei loro cari, soprattutto i membri non cattolici delle famiglie, per sostenerle in questi difficili momenti.I tre sacerdoti hanno espresso anche la loro cura verso le vocazioni al sacerdozio. Tutti e tre vengono da famiglie cattoliche da lungo tempo, la cui fede è stata trasmessa loro genitori e antenati. Grazie alla loro guida fin dall'infanzia, i semi della vocazione sono stati seminati nei loro cuori fin dalla tenera età.Alla liturgia di ordinazione hanno partecipato il loro direttore spirituale di Wenzhou, i loro ex insegnanti di Sheshan e quelli del seminario dell'Hebei, esprimendo gioia per l'ordinazione dei loro studenti.

Papa Innocenzo I: «Qui ciascuno segue non quello che è stato tramandato, ma quello che gli pare»

10-05-2016

La Chiesa ha sempre avuto a che fare con i «novatori». Spesso i desideri di rinnovamento sono passati per il cuore della fede, ovvero la liturgia. Altre volte (come oggi) si cerca di agire per lo più in ambito pastorale, costringendo la Chiesa a virate radicali, con conseguente adeguamento dottrinale. Inutile ribadire come i pontefici più illuminati abbiano tentato di arginare tale deriva (che non raramente è sfociata in vere e proprie eresie).A rispondere a chi sostiene oggi la necessità «di una messa a punto» della Chiesa con i tempi moderni ci ha pensato, addirittura, un papa del quinto secolo, Innocenzo I. Divenuto papa nel 401, Innocenzo dovette affrontare la situazione instabile che l'Impero occidentale, devastato dalle incursioni delle popolazioni barbariche, stava attraversando. Era infatti a capo della Chiesa durante l'assedio e la presa di Roma da parte dei Visigoti di Alarico. Il suo è probabilmente uno dei pontificati, insieme a quello di san Leone Magno, più importanti del quinto secolo, in riferimento soprattutto al consolidamento del primato della sede di Roma e del suo vescovo su tutta la Chiesa.Il suo tentativo di tenere unite le diverse realtà ecclesiali sotto la guida di Roma lo aveva portato ad un intenso rapporto epistolare con differenti sedi episcopali, in riferimento soprattutto alla disciplina ecclesiastica. Interessante, in questo ambito, è la decretale che, il 19 marzo 416, inviò come risposta a Decenzio, vescovo di Gubbio. Decenzio aveva chiesto l'intervento del Sommo Pontefice per dirimere alcune questioni in ambito liturgico. Pare infatti che il vescovo ricusasse certe prassi liturgiche che si erano diffuse nella diocesi dettate da criteri di assoluto libertarismo. Anche nel quinto secolo, insomma, c'erano sacerdoti che si erano lasciati andare alla «creatività» liturgica.Papa Innocenzo I risponde, una per una, a tutte le questioni sottopostegli da Decenzio. La decretale inizia con un forte monito a «mantenere integre le istituzioni della chiesa come ci sono state tramandate dai beati apostoli […]. Ma dal momento che ciascuno ritiene - prosegue Innocenzo - che debba essere seguito non quello che è stato tramandato ma quello che gli pare, ne consegue che (prassi) diverse sono osservate o celebrate in (altrettanto) differenti luoghi o chiese: e così si verifica uno scandalo per il popolo il quale, non sapendo che le tradizioni antiche sono corrotte dalla umana presunzione, crede che le chiese non siano in accordo tra di loro oppure che il disaccordo sia stato introdotto dagli apostoli e dagli stessi seguaci degli apostoli».L'attenzione è posta da papa Innocenzo sulla tradizione apostolica della Chiesa di Roma, in quanto essa e solo essa ha ricevuto da Pietro, principe degli apostoli, l'autorità sulle altre chiese particolari. Per Innocenzo «è necessario che [i vescovi e i sacerdoti] rispettino quello che la chiesa di Roma custodisce, dalla quale non c'è dubbio che essi hanno tratto origine, affinchè, mentre si dedicano a postulati peregrini, non sembrino abbandonare il principio delle istituzioni».Per papa Innocenzo è importante che coloro che deviano dalle istituzioni della chiesa romana siano ammoniti e fermati, oppure senza esitazione segnalati affinchè egli sia «in grado di conoscere chi sono quelli che introducono novità o che ritengono debba essere osservata la consuetudine di un'altra chiesa anzichè quella della chiesa di Roma».L'aspetto giuridico più rilevante delle decretali è che esse, pur riguardando casi particolari, possono essere assunte a criterio generale e di conseguenza avere valore per tutta la Chiesa, tanto da confluire nel Corpus Iuris Canonici, il corpo normativo più antico del diritto canonico. Le parole di Innocenzo I, quindi, dovrebbero valere anche oggi per tutti coloro che, operando in spregio alla Dottrina e alla Tradizione, pensano di aggiornare la Chiesa ai tempi, dimenticando che la sua origine e la sua fondazione non sta nella capacità creativa dell'uomo ma in Gesù Cristo, Verità immutabile.

Aumentano le vocazioni religiose in Pakistan. Il martirio è seme di nuovi cristiani

10-05-2016

Per padre Inayat Bernard, rettore del Seminario minore di Santa Maria, «il terrorismo rafforza la nostra fede, non la intacca»

In North Carolina l’«emancipazionismo» LGBT finisce nel gabinetto. E dove altrimenti?

10-05-2016

Per la Casa Bianca è colpevole lo Stato del Sud che vorrebbe semplicemente che i maschietti usassero il bagno dei maschietti e le femminucce quello delle femminucce

Pakistan. Ucciso Khurram Zaki, il giornalista musulmano che difendeva i cristiani

09-05-2016

Il Pakistan piange oggi un altro attivista per i diritti umani, colpito a morte dalla violenza islamista: qualche ora fa a Karachi è stato ucciso Khurram Zaki, 40 anni, giornalista coraggioso e voce instancabile nel denunciare i danni prodotti dall'estremismo dei talebani. Gli hanno sparato mentre si trovava seduto ai tavolini di un ristorante sulla strada: non c'è stato scampo.La sua morte è l'ennesimo atto di violenza nel Pakistan scosso dalla violenza dei gruppi fondamentalisti, responsabili anche della recente strage di Pasqua a Lahore. E in questo caso la scelta della vittima ha un significato ben preciso: dall'inizio del 2015 Zaki era diventato un punto di riferimento nelle proteste contro l'incitamento all'odio portato avanti nella famigerata Moschea Rossa, luogo simbolo dell'estremismo in Pakistan. Aveva pubblicamente chiesto che l'imam Abdul Aziz fosse incriminato per il suo rifiuto di condannare una strage compiuta in una moschea sciita. Ma il suo impegno guardava ai diritti di tutte le minoranze religiose presenti in Pakistan, cristiani compresi.Tra le sue foto che in queste ore circolano on line ce n'è una molto forte che lo ritrae con un crocifisso in mano insieme a Shaan Taseer, uno dei figli del governatore del Punjab Salman Taseer, ucciso nel 2011 per aver difeso Asia Bibi. Il musulmano Zaki aveva scelto di testimoniare in questo modo ben visibile la sua vicinanza ai cristiani dopo le bombe fatte esplodere già nel dicembre 2014 nelle chiese di Lahore.Khurram Zaki, dunque, come Salman Taseer e tutti gli altri musulmani che rifiutano l'estremismo dei talebani, si batteva in difesa dei diritti di tutti nel proprio Paese. L'ultimo post che aveva scritto su Facebook era sull'elezione a sindaco di Londra di Sadiq Khan, cittadino britannico musulmano originario del Pakistan. «In quest'era di terrorismo wahhabita e islamofobia - commentava - Londra si è sollevata un passo oltre la discriminazione e le visioni bigotte ed è emersa come un grande centro di civiltà offrendo un grande esempio a tutto il mondo. Potremo mai in Pakistan eleggere un ahmadi, un indù o un cristiano? Dimenticatevelo».Parole che lette oggi suonano come un amaro testamento. Voce di un Pakistan che non si rassegna all'odio fondamentalista e che abbiamo il dovere di ricordare.

San Paolo: Quelli che sono di Cristo, crocifiggono la carne con i suoi vizi e le sue cupidigie

09-05-2016

Il piacere non è cattivo in se stesso; Dio lo permette ordinandolo ad un fine superiore, il bene onesto; se annette il piacere a certi atti buoni, lo fa per renderli più facili e attirarci così all'adempimento del dovere. Gustare moderatamente il piacere riferendolo al suo fine che è il bene morale e soprannaturale, non è male; anzi è atto buono, perchè tende a fine buono, che in ultima analisi è Dio. Ma volere il piacere indipendentemente da questo fine che lo giustifica, volerlo quindi come fine in cui uno si ferma, è un disordine, perchè è un andare contro l'ordine sapientissimo stabilito da Dio. E questo disordine ne trae seco un altro: quando si opera per il piacere, si è esposti ad amarlo con eccesso, perchè non si è più guidati dal fine che impone dei limiti a questa smodata sete del piacere che tutti ci punge...

Ecco perchè nel libro della Genesi il diavolo, padre della menzogna, è associato al serpente

09-05-2016

L'animale rappresenta invidia, cupidigia, avidità, e si insinua abilmente, in modo viscido, tra Dio e gli uomini

Preghiera, rosario con la bandiera e la protezione di Maria. E’ cosa che i cattolici ricostruiscono l’Indonesia

09-05-2016

L'arcidiocesi della capitale ha inaugurato un periodo di preghiera speciale per «gli eroi della nazione e per i politici». Distribuiti migliaia di rosari con i colori della bandiera nazionale: «Simboleggiano la ricerca della verità e la santità».

Don Oreste Benzi: «La difesa della vita contiene in sè la festa della vita». Tutti in marcia a Roma domenica

07-05-2016

Ben 114 diverse associazioni straniere, di 29 Paesi, hanno aderito alla Marcia per la Vita che si svolgerà a Roma l'8 maggio. Il corteo partirà alle ore 9 da piazza della Bocca della Verità, proseguendo lungo le vie della Capitale per giungere in piazza San Pietro, per la preghiera del Regina Coeli. Come diceva don Oreste Benzi: «La difesa della vita contiene in sè la festa della vita. La salvezza della vita nel seno materno diventerà sempre più possibile nella misura che tutti gli uomini avranno il canto della vita, l'entusiasmo della vita».

Il concerto nella Palmira liberata. Bellezza e pace, dove regnavano morte e distruzione

06-05-2016

L'orchestra del Teatro Mariinskij di San Pietroburgo, diretta dal suo direttore e direttore del teatro V. Gheorghiev, suona oggi nel teatro di Palmira.Il concerto è ripreso dalla TV e sarà trasmesso in tutta la Russia.Per festeggiare la liberazione della città romana dal'ISIS ed il ritorno alla civiltà.V. Gheorghiev è amico e sostenitore di Putin, oltre ad essere un gran musicista, gran conoscitore del'opera italiana e ha suonato in tutto il mondo. E anche lo scopritore del soprano Anna Netrebko, considerata da molti la migliore al mondo.Dove regnavano disperazione e morte, oggi bellezza e speranza di pace.

La lezione belga. «Hanno reso un deserto la loro Chiesa, ma pretendono di rappresentare il futuro»

06-05-2016

Danneels e l'episcopato belga sono i simboli di una Chiesa che ha inseguito il mondo, sia nella sua ideologia pansessualista sia nel fascino del laicismo; simbolo di una gerarchia ecclesiastica che anzichè confermare il popolo di Dio e preoccuparsi di comunicare Cristo ai lontani, si è più preoccupata di «riforme» interne alla Chiesa, di giochini di potere come lo stesso Danneels impudentemente ammette in una recente biografia, dove si confermano gli incontri tra cardinali europei per preparare la successione a Benedetto XVI

Oramai la televisione è solo un grande spot continuo per gay, lesbiche e trans, e ogni scusa è buona

06-05-2016

Il triste caso di Giulia Latorre, figlia di Massimiliano, il marò che l'India vuole condannare

Per la scienza l’embrione umano è vita. Ma per affermarlo distrugge embrioni umani

06-05-2016

L'embrione umano è in grado di auto-organizzarsi autonomamente secondo un piano di sviluppo ordinato anche in assenza di segnali esterni, insomma che si sono dietro persino un disegno intelligente e una regola cui l'embrione obbedisce onde fare una cosa tanto basica quanto essenziale: vivere

Ascensione: solo il cristianesimo ha osato collocare un corpo d’uomo nella profondità  di Dio

05-05-2016

«Non si tratta dunque soltanto della sopravvivenza gloriosa del suo io. Siamo in presenza di una realtà profonda e complessa, di una vita nuova, pienamente umana: «La penetrazione, la trasformazione di tutta la vita, compreso il corpo, per la presenza dello Spirito Santo […] Noi realizziamo questo cambiamento d'asse che si chiama fede e che, invece di pensare Cristo in funzione del mondo, fa sì che si pensi il mondo e tutte le cose in funzione di Cristo […] La Risurrezione sviluppa un germe da sempre presente in lui». Sì, diremo con Romano Guardini: «La Risurrezione e la trasfigurazione ci sono necessarie per comprendere veramente cos'è il corpo umano […] in realtà, soltanto il cristianesimo ha osato porre il corpo nelle profondità più recondite di Dio» (R. Guardini, Il Signore)».

La carità  non si vanta. Suor Marianne e suor Margaret: una vita fra i lebbrosi ‘senza fare rumore’

05-05-2016

Seoul (AsiaNews) - Non ho mai accettato di farmi intervistare «perchè non c'era nulla di speciale nella mia vita. Non ho fatto nulla di straordinario nei miei anni sull'isola di Sorok». Dopo 40 anni di missione e 6mila malati di lebbra curati e aiutati a tornare alla vita, suor Marianne Stoeger risponde così a chi le chiede come mai non abbia accettato di farsi conoscere prima dall'opinione pubblica e perchè abbia rifiutato onorificenze e sovvenzioni. Insieme alla consorella Margaret Pissar, essa ha dedicato una vita intera agli affetti dalla malattia di Hansen in Corea del Sud. E al compimento dei 70 anni se ne sono andate in silenzio, temendo di divenire un peso per l'ospedale che avevano contribuito a costruire.Suor Marianne ha oggi 82 anni, mentre suor Margaret è di un anno più giovane. La prima è tornata lo scorso 13 aprile sull'isola, lasciata nel 2005, per i 100 anni dell'ospedale Sorokdo - in cui hanno passato la vita - e per dare un ultimo saluto alla loro terra di adozione. Suor Margaret ha invece dovuto rinunciare al viaggio per rimanere in una casa di cura: affetta da alcuni malanni legati all'età, ha mandato il suo saluto tramite la consorella. In effetti, racconta ad AsiaNews un sacerdote locale, «anche suor Marianne voleva tornare a casa in Austria senza incontrare i media o le autorità. E stata convinta a restare dai figli e dai nipoti dei lebbrosi cui ha dato nuova vita».Il primo impatto con la Corea del Sud è datato 1962, quando suor Marianne arriva nel Paese. La consorella la raggiungerà nel 1966. Le due religiose - appena diplomate in una scuola austriaca per infermiere - vengono inviate nell'isoletta divenuta una sorta di lager per i lebbrosi. Mentre medici e infermieri locali usano mascherine, guanti e tute protettive, le due donne - che non hanno ancora compiuto 30 anni - lavorano senza protezione. Persino quando sangue e pus dalle ferite infette le colpiscono in faccia.La più grande gioia, racconta suor Marianne, «era per me vedere i pazienti che venivano dimessi. Potevano lasciare l'isola e tornare a casa con le ferite curate. E stato il potere del Vangelo e di Gesù Cristo che mi ha resa in grado di servire queste persone». La religiosa ricorda il clima terribile trovato nei primi mesi di missione: creato nel 1916 dai dominatori giapponesi, il sanatorio di Sorokdo era di fatto una sorta di campo di reclusione per i lebbrosi, temuti ed emarginati.Nonostante la liberazione dal Giappone con la fine della II Guerra mondiale, il nuovo regime nazionale di fatto mantiene la situazione di emarginazione: «I malati dovevano chiamarci 'signore' ed essere umili e deferenti. Le botte erano la regola, così come gli aborti forzati e le sterilizzazioni. Ci sono voluti decenni per cambiare le cose».In quei decenni, la missione principale delle due suore è stata rendere la dignità ai pazienti: «Cercavamo di visitarli al mattino presto, quando non c'era nessuno, e parlavamo con loro. Molto spesso cenavamo insieme la sera tardi, sempre per evitare i controlli. E facevamo il possibile». Nonostante la riservatezza, il «possibile» era moltissimo: attraverso una campagna lanciata in Austria, le due raccolgono medicinali e contributi economici per costruire una casa per i figli non malati dei pazienti, un'ala per i tubercolotici e un'altra per i malati mentali. Non è un caso che i ricoverati di Sorokdo le chiamassero «le nostre due nonne».La loro vita straordinaria, conclude suor Marianne, «non sarebbe stata nulla senza Dio. Lui ci è sempre vicino, e lo ha dimostrato con il dolore di Cristo sulla croce. Lui è morto nel dolore, e grazie a questo noi possiamo vivere con gioia la nostra vita e la nostra fede. Se capisci che Gesù vive in ognuno di noi puoi amare ogni essere umano, non importa quanto non ti piaccia».La Chiesa cattolica di Sorokdo, guidata da p. Kim Yeon-jun, sta preparando un documentario sulle due «suore dei lebbrosi». E la contea dove sorge l'ospedale sta cercando di candidarle per il premio Nobel per la Pace.

Libertà  religiosa, rapporto USA. Il quadro mondiale della cristianofobia e i pericoli per l’Occidente

05-05-2016

Cina, Pakistan e Corea del Nord guidano la lista. Ma ci sono rischi anche in Occidente, per le leggi sull'hate speech' in tema di omosessualità, aborto e le opinioni sulle religioni diverse.

Assieme, maschio e femmina, diversi e complementari, «vedono» meglio. La conferma del CNR

05-05-2016

«Se è vero che un figlio nasce dalla relazione tra due persone con differente identità sessuale, un maschio e una femmina, è altrettanto vero che costoro non si completano soltanto perchè uno mette lo spermatozoo e l'altra l'ovulo, ma anche perchè persino i loro cervelli sono strutturalmente e funzionalmente differenti, complementari».

«Questi non sai che casino ci combinano». Il retroscena di Forte sui lavori sinodali

04-05-2016

«Non giudicare, ma raggiungere tutti con lo sguardo della misericordia, ma senza rinunciare alla Verità di Dio. E facile dire «quella famiglia è fallita», più difficile aiutarla a non fallire. Nessuno deve sentirsi escluso dalla Chiesa». Questo il senso dell'esortazione Amoris laetitia secondo Mons. Bruno Forte, vescovo di Chieti-Vasto e segretario speciale del Sinodo.Ne ha parlato in un recente incontro pubblico presso il Testro Rossetti di Vasto, dove ha sottolineato che Amoris laetitia «non è una nuova dottrina, ma l'applicazione misericordiosa di quel «vino vecchio» che, come si sa, è sempre il più buono».Insomma, secondo mons. Forte, l'esortazione apostolica tiene insieme tutto, misericordia e verità, pastorale e dottrina, anche se lo sguardo di fondo è quello per cui «nessuno deve sentirsi escluso».Però Mons. Forte ha svelato anche un retroscena dei lavori sinodali che, forse, aiuta a superare un linguaggio politicamente correttissimo per arrivare a comprendere meglio il documento. Almeno per quanto riguarda il tema mediaticamente più rilevante, ovvero la disciplina dei sacramenti per le coppie di divorziati risposati.«Se parliamo esplicitamente di comunione ai divorziati risposati - ha riportato Mons. Forte riferendo una battuta di Papa Francesco - questi non sai che casino che ci combinano. Allora non ne parliamo in modo diretto, fa in modo che ci siano le premesse, poi le conclusioni le trarrò io».Dopo aver riportato questa battuta lo stesso Forte ha scherzato dicendo: «Tipico di un gesuita».

Costanza Miriano, le mie ragioni per convincere una donna a non abortire. Poche, ovvie, vere

04-05-2016

«C'è un'infinità di argomenti contro l'aborto, ma io, visto che mi piace perdere facile, scelgo il più opinabile, il più attaccabile, il meno spendibile in un dibattito pubblico: l'aborto rende le donne infelici»

Cina, il partito comunista vuole «una seconda Rivoluzione culturale per decimare le religioni»

04-05-2016

All'incontro sulle religioni più importante degli ultimi 15 anni, i leader hanno dettato la linea: le fedi siano cinesi, al servizio del regime «ateo marxista»

Vogliamo rendere l’Eucaristia qualcosa di «utile». Ma la via verso Dio è l’oblazione di noi stessi

03-05-2016

[...] cari fratelli, allora cerchiamo di pensare le cose di Dio non già alla luce umana, alla luce della nostra profana meschinità. Cerchiamo, cari fratelli, di pensare alle cose di Dio così come Iddio vuole che la nostra mente pensi a Lui e cioè alla luce di Dio stesso, illumina nos, Domine, et videbimus lumem, alla tua luce, o Signore, vedremo la luce. Cari fratelli, vedete, senza polemica, questo pericolo non è così lontano da noi come potrebbe sembrare. Pensate, proprio quando volevo preparare questa omelia, nella presentazione della festa di oggi, (?...) si dice: «la festa odierna deve indurci a riflettere soprattutto sul significato dell'Eucaristia per la nostra vita di impegno verso gli altri». E qui mi cascano le braccia, carifratelli. Oh, non che ci sia qualcosa di sbagliato, no. Certo, l'Eucaristia ci sprona anche, anche, non c'è dubbio, a pensare agli altri. L'Eucaristia è sacramento per eccellenza della carità, della condivisione di tutti i beni, dell'attenzione nell'amore, perchè l'amore è sempre attento, quell'attenzione e quella necessità per tutti. L'Eucaristia è la capacità di avere certo il Cristo tra noi. Ma, cari fratelli, non capovolgiamo l'ordine dei valori, non diventiamo soggettivisti, non diventiamo (?...) luterani, capite miei cari, vedete, perchè l'eresia è sempre in agguato. Scusatemi, sono figlio di San Domenico, un sospetto di eresia mi è venuto, ma penso non senza ragione. Vedete, alle cose di Dio non bisogna pensare con la mentalità triste del mondo moderno che pensa solo alle cose utili, quindi, quando pensa all'Eucaristia, non pensa a quello che è, quel grande augusto sacramento, la presenza del Dio vivente, la sua dimora, la sua tenda in mezzo a noi. Ma si chiede: che cosa è l'Eucaristia per me? Per me! Oh no, cari fratelli! Proprio qui noi ci sbarriamo la strada per la vera comprensione dei misteri divini! Dinanzi a Dio la via buona è proprio quella, proprio quella che non si chiede che cosa significa «per me», ma la via buona è quella che si chiede che cosa è in se stessa. Ma pensate un po', cari fratelli, i Santi in cielo, che vedono il Corpo del Signore, ma pensate che cosa si chiedono. Che cosa significa per me? No. Loro si inabissano nella visione del Dio Onnipotente, del Dio Eterno, del Dio vivente. E così dobbiamofare anche noi. Vedete, la via verso Iddio conduce tranquillamente attraverso l'oblazione, la dimenticanza, persino all'annientamento di noi stessi. Non c'è altra via. Vedete cari, allora che cosa possiamo fare? Chiediamoci, veramente, non che cosa significa l'Eucaristia per noi o per gli altri: questo è da protestante. Il Signore, con la sua sovrana e divina generosità, ci dice: cercate prima il regno dei cieli e la sua giustizia e tutto il resto, tutto il resto, anche la giustizia sociale vi sarà data in sovrappiù, ma prima di tutto cercate il regno dei Cieli. Vedete, miei cari, allora bisogna veramente pensare anzitutto alle cose divine. (?...). Allora dimentichiamo noi stessi, pensiamo a quel grande sacramento, all'Eucaristia. [...]

nonostante il virus Zika e le pressioni internazionali, il Brasile resiste alla cultura della morte

03-05-2016

Bloccato il tentativo di creare una Commissione parlamentare delle Donne con cui la galassia femminista mirava a introdurre la teoria del gender e i 'diritti sessuali e riproduttivi'

Dall’aborto alla vita: la storia di Abby Johnson e non solo. Ce n’è un libro intero

03-05-2016

Rimase impressionata dopo aver assistito a un aborto. Da quel momento è diventata una paladina dei diritti del nascituro, cercando di dissuadere i lavoratori delle cliniche abortiste

Il consiglio di san Benedetto contro i cattivi pensieri: spezzarli in Cristo, sulla sua Croce

02-05-2016

Un po' di tempo fa, per qualche motivo, stavo combattendo silenziosamente con quel problema diabolico che è l'accidia.«Combattendo» suona romantico e proattivo, e quindi sarebbe più giusto dire che mi lamentavo senza altra cosa se non un profondo vuoto nel cuore, nella mente e nell'anima.E terribile capire che ci si sta addentrando in un vuoto che fa male. L'accidia è come una camera di riverberazione del «me» che rimbalza contro i muri e risuona fin quando nulla può attraversare lo spessore dell'essere.E terribile gridare «Aiuto!» e sentirsi non ascoltati, non visti e così persi nei confronti di tutto se non quel vuoto tremendo e poroso da non poter percepire le risposte, quando queste sono tutte intorno a noi - nei salmi, nei suggerimenti preoccupati di familiari e amici che sanno che dire «Riprenditi» non aiuta davvero ma non riescono a pensare ad altro. Il mio caro marito prendeva i lillà ancora bagnati di rugiada dal giardino e li metteva sulla mia scrivania, ed è una cosa splendida, ma la sua gentilezza non faceva che farmi sentire peggio. Perchè quando si è così vuoti è difficile dare qualsiasi cosa in cambio.Alla fine ho iniziato a chiedere preghiere. «Accidia!», gridavo. «Aiuto! Pregate per me!»E chiunque diceva: «Ci sono passato! Pregherò per te!» Che Dio li benedica.Quella notte sono andata a dormire pensando: «Beh, se sono qui, ci starò quanto Dio vuole. L'accidia passerà».Non mi era di grande conforto, ma meglio di niente.Il giorno dopo ho avuto l'occasione di trascorrere una decina di minuti a chiacchierare con Brian Patrick al Son Rise Morning Show su San Benedetto da Norcia e la sua Regola. Ho menzionato il consiglio di Benedetto di affrontare i «cattivi pensieri» - siano essi peccaminosi o di disperazione o idolatria. Benedetto sapeva che tutto ciò inizia nella mente, e quindi ha prescritto un esercizio mentale molto utile: quando arrivano i «cattivi pensieri», diceva, bisogna «spezzarli» in Cristo, sulla sua croce.Ho ripreso questo suggerimento nel mio libro:Nella sua Regola, San Benedetto da Norcia dice ai suoi monaci che quando sorgono cattivi pensieri devono essere spezzati in Cristo, immediatamente. Sembra un'immagine giusta e di aiuto, e l'ho usata con grande efficacia. Immagino il crocifisso dopo la morte di Cristo, quando tutto è stato vinto, e vedo la mia mano che spezza il pensiero negativo contro il legno della croce. Il pensiero scompare, e io sono liberata dalla sua morsa. La mia rabbia o il mio pensiero iroso o egoista o irrazionale, avendo incontrato in quel momento la realtà costante di Cristo, se ne va immediatamente.Tutto questo ha luogo nella mente, è vero, ma anche il mio peccato si stava formando nella mente, per cui la cosa è stata distrutta all'origine. E una salvezza in tempo reale all'interno del dialogo eterno.Discutendo il brillante consiglio di Benedetto, ho capito che non avevo portato la mia accidia - radicata nell'idolatria del sè - alla croce e non le avevo assestato un bel colpo.E allora l'ho fatto. Ho cercato la croce e ho immaginato di inchiodarci la mia tristezza e i miei fardelli, e alla fine ho scagliato tutto contro il legno della redenzione. E sono riuscita a respirare di nuovo.Non dovrebbe essere curioso - so che funziona -, ma ogni volta che accolgo il consiglio del mio Santo Padre mi stupisco di quanto sia efficace.Non posso dire che abbia eliminato al 100% la mia accidia, ma l'ha fortemente ridimensionata. Ed essendo stata liberata dal peso più grande, ho ricordato subito il consiglio di Santa Teresa d'Avila, che aveva un'unica parola contro l'accidia: «Salmodia! Salmodia, salmodia, salmodia!»L'accidia aveva fatto presa su di me perchè avevo fallito nei miei compiti, perdendomi l'applicazione simile a quella di un balsamo dei salmi alla mia vita quotidiana; sono tanto importanti perchè in loro troviamo ogni giorno noi stessi e il mondo e capiamo che la nostra condizione è la condizione umana in tutta la sua debolezza. Il nostro mondo è quello di cui cantava Davide 5.000 anni fa. Non è cambiato niente, se non in superficie.Schiacciarsi contro la croce e poi applicare i salmi, è questa la ricetta, la chimica, la prescrizione santa. Lo sapevo, lo so da anni, e tuttavia tutto quello che «sapevo» si è rivelato inutile fino a quando non sono riuscita ad aprire cuore, mente e spirito.In uno dei salmi della preghiera mattutina ho trovato un'eccellente riflessione sulla mia ostinata opposizione, derivante dall'idolatria del mio servizio alle mie sventure e ai miei sentimenti, alla costante disponibilità di Dio nei miei confronti:Un linguaggio mai inteso io sento:«Ho liberato dal peso la sua spalla,le sue mani hanno deposto la cesta.Hai gridato a me nell'angosciae io ti ho liberato,avvolto nella nube ti ho dato risposta,ti ho messo alla prova alle acque di Meriba.Ascolta, popolo mio, ti voglio ammonire;Israele, se tu mi ascoltassi!Non ci sia in mezzo a te un altro dioe non prostrarti a un dio straniero.Sono io il Signore tuo Dio,che ti ho fatto uscire dal paese d'Egitto;apri la tua bocca, la voglio riempire.(dal Salmo 81)La croce. La salmodia. E il buon consiglio di due grandi cristiani, Benedetto e Teresa, che dalla Comunione dei Santi mi distolgono da me stessa, dalla fossa pericolosa dell'ossessione di sè, verso la Luce di Cristo. Grazie a Dio per i nostri amici santi, e per i loro consigli per farci «riprendere».Deo gratias, e Amen.[Traduzione dall'inglese a cura di Roberta Sciamplicotti]

Manzoni: quando Calvino accusà la Chiesa di torturare le coscienze in confessionale

02-05-2016

Quelli tra i novatori del secolo XVI, ch'ebbero più seguito, combatterono appunto, quasi dal principio, la dottrina cattolica della penitenza, e soprattutto la parte che la contrizione deva avere in questa. E con quali argomenti? Forse come una dottrina che lusingasse le passioni, che offrisse al vizioso un mezzo tanto illusorio in effetto, quanto facile in apparenza, di cancellare una lunga lista di delitti? Tutt'altro, anzi l'opposto. La combatterono come dura, come tirannica, come tale che imponesse arbitrariamente alle coscienze una legge impossibile a adempirsi. E un'ingiuria al Sacramento e un istrumento di disperazione, il non credere efficace l'assoluzione, se non è certa la contrizione, disse Lutero nelle sue tesi Per la ricerca della verità e per consolare le coscienze aggravate. Calvino accusò ugualmente la dottrina cattolica che richiede la contrizione per la remissione de peccati, di tormentare e d'agitare stranamente le coscienze, di ridurle a dibattersi con sè stesse, e ad affannarsi in lunghi contrasti, senza trovar mai un porto, dove finalmente posarsi.E quale dottrina vollero poi sostituire alla cattolica, così riprovata da loro? Quella appunto che abbiam visto essere, così a torto, attribuita ai cattolici, e che i cattolici non conoscono, se non per la condanna della Chiesa, cioè che il peccatore sia giustificato per la sola fede.

Maggio, il mese dedicato a Maria Santissima, madre della Chiesa. Ecco spiegato come e perchè

02-05-2016

Ha a che vedere con i fiori e la primavera, ma non solo

Padre Samir Khalil Samir: «Accoglienza vigile. L’integrazione richiede regole di ferro»

02-05-2016

Per l'islamologo di Beirut le nostre regole sono «un modo per aiutare l'immigrato, non per andare contro di lui. Un musulmano deve sapere che in Italia non può trattare sua moglie come farebbe in Arabia Saudita».

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