venerdì 30 ottobre 2020
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di George Pell
il Timone N. 199 di Ottobre 2020
ESCLUSIVO – Cardinale Pell: le mie prigioni

Per gentile concessione della casa editrice statunitense Ignatius Press pubblichiamo alcuni estratti dal diario che il cardinale George Pell, già capo della segreteria per l’economica del Vaticano, ha tenuto durante il suo periodo di prigione. Gli estratti sono stati scritti durante le prime otto settimane di reclusione (traduzione, ordine e titoletti sono della redazione del Timone).

di George Pell*

«Qualche parola sulla mia sistemazione nella cella 11, unità 8 della Melbourne Assessment Prison, dove sono stato rinchiuso assieme a un terrorista musulmano (penso sia quello che ha cantato le sue preghiere stasera [giovedì 14 marzo 2019, ndR], ma potrei sbagliarmi) e Gargasaulas, l’assassino di Bourke Street 1. Fondamentalmente, non so chi siano. Almeno un paio di prigionieri nelle circa dodici celle spesso urlano disperatamente di notte, ma di solito non per molto. È interessante come ci si abitui a questo rumore, come diventi parte del contesto.

Mi trovo in una cella d’isolamento, con il permesso di uscire per un po’ di movimento per il massimo di un’ora e per le visite dei legali, degli agenti, degli amici, dei medici, etc. Le guardie sono differenti nella loro capacità di comprensione, ma sono tutte corrette, molte di loro cordiali, alcune amichevoli e disponibili. Posso ricevere lettere e telefonate nel tempo della ginnastica.

La mia cella è lunga sette-otto metri, larga più di due sul lato della finestra opaca, dove si trova il mio letto; un buon letto, con una solida base, un materasso non troppo sottile, lenzuola, etc., e due coperte. Siccome la finestra non può essere aperta, abbiamo l’aria condizionata […]. Appena si entra, ci sono delle mensole sulla sinistra e un tavolo per la mia teiera e la televisione, e uno spazio per mangiare. Lungo la stretta corsia, sulla destra, c’è un lavandino con acqua calda e fredda, un water con una seduta alta e dei braccioli (viste le mie ginocchia), e un robusto vano doccia con una bell’acqua calda. […] Ho richiesto un po’ più di spazio e più congeniale (rispetto al cortile che utilizzo attualmente) per camminare, un rientro più tardivo in isolamento e un po’ di compagnia. Dato il mio status le ultime due richieste non sono possibili e una cella con la propria piccola area per fare movimento sembra essere l’unica opzione…(giovedì 14 marzo 2019)…

*Cardinale, prefetto emerito della Segreteria per l’economia

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