TRIDUO PASQUALE
TRIDUO PASQUALE
Sino alla fine: l’amore che si inginocchia
La lavanda dei piedi svela il cuore dell’Eucarestia: un gesto che anticipa la croce e ne rivela il senso. Non simbolo, ma compimento: una logica che arriva fino in fondo.
02 Aprile 2026 - 00:05
La descrizione della lavanda dei piedi fatta dall’evangelista Giovanni ci permette di cogliere il senso profondo di quello che Gesù decide di fare della propria vita. Il mistero dell’Eucarestia è svelato da questo gesto che la Liturgia ci chiede di usare come una lente di ingrandimento, come una prospettiva per comprendere meglio ciò che celebriamo. Il gesto di Gesù colpisce chi lo vede, come continua a colpire chi ne scorge ancora oggi i riverberi, le ripetizioni, gli accenni. In questo orizzonte ci poniamo anche noi: mentre il Signore anticipa il dono della vita - che farà sulla croce - con le mani che sfregano i piedi dei discepoli, noi meditiamo su che cosa genera in noi la grazia che sgorga ininterrotta dal cuore eucaristico di Cristo.
Sino alla fine. Il gesto della lavanda dei piedi mostra come l’amore abbia una logica di pienezza che sfugge al mondo. Sarebbe inutile cercare di ridurlo a solidarietà, a giustizia e a generosità. Ciò che si mostra nel gesto della lavanda dei piedi è un amore estremo, pieno, al limite. Non si tratta di trovare gusto nell’eroismo di gesti insoliti, originali o inaspettati. Non si tratta di chiedere a noi stessi di recitare un copione scritto da altri. Non si tratta di attrarre lo sguardo del mondo con gesti teatrali e solenni. Si tratta di spingere l’amore alla sua pienezza, senza abbandonarlo nella superficie dei sentimenti, dei desideri e dei propositi.
L’Eucarestia è il culmine dell’amore: lo è perché lì si riversa la forza che rende possibile il sacrificio della croce; lo è perché lì si riversa la potenza della misericordia che trasfigura ciò che tocca; lo è perché lì si riversa la passione che non si placa, neanche nel logoramento del tempo.
Qual è la pienezza che riempie la nostra vita, se non questa? Quale sostanza di amore può rendere possibile un gesto così umile e così travolgente come quello dello schiavo che lava i piedi a chi lo possiede? Questa sera, mentre scrutiamo il gesto solenne di Gesù che si fa servo, pensiamo a come quella stessa forza può raggiungere la nostra vita, senza svilirsi. L’Eucarestia che Gesù ha istituito durante l’Ultima Cena è il modo con cui la nostra vita affronta il mondo, senza restarne schiacciata, senza subirne il potere. Siamo fatti per arrivare alla pienezza e solo l’amore che viene riversato nel Pane Eucaristico ci consente di raggiungere questa meta. I cristiani sanno che chinarsi ai piedi dell’uomo per lavarne i piedi non è altro che lasciare che la grazia del sacramento porti frutto, senza condizioni e senza ostacoli.
In questo nuovo cenacolo, mentre i nostri occhi ancora vedono l’intensità mistica del gesto, arda in noi quell’amore che il Pane della Vita ha seminato nelle nostre coscienze.
(Fonte foto: Wikipedia - public domain)









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