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Nembrini racconta e commenta Pinocchio, ovvero «il dramma della libertà»
NEWS 9 Marzo 2024    di Fabio Piemonte

Nembrini racconta e commenta Pinocchio, ovvero «il dramma della libertà»

«Questa è la storia di un pezzo di legno che inizia l’avventura per diventare una persona. Forse ci troviamo anche noi ainiziare la quaresima poco sintonizzati sulla vita e dobbiamo fare un viaggio per riscoprirne la bellezza e la profondità». Don Fabio Rosini introduce così il primo di una serie di incontri promossi dalla Diocesi di Roma nella basilica di San Giovanni in Laterano che intendono accompagnare i fedeli nel cammino quaresimale attraverso le riflessioni acute di un ospite d’eccezione, il professor Franco Nembrini. Quest’anno al centro delle serate – trasmesse anche in diretta streaming ogni mercoledì di quaresima alle 19 e dunque reperibili su Youtube – c’è paradossalmente «la fiaba più atea che sia mai stata scritta», Le avventure di Pinocchio, pubblicate recentemente in un pregevole volume con il prezioso commento del celebre professore bergamasco e le illustrazioni di Gabriele Dell’Otto.

Il testo di Collodi è particolarmente caro a Nembrini, in quanto ne ha attinto a piene mani per le sue lezioni di religione agli inizi del suo insegnamento, dopo averne scoperto la profondità grazie soprattutto al commento teologico che gli aveva dedicato il compianto cardinale Giacomo Biffi nel saggio Contro Mastro Ciliegia. E in effetti tale fiaba lascia emergere i «problemi universali della condizione umana: l’origine dell’uomo, il suo destino, il dramma di una libertà sempre in lotta fra il desiderio di tornare fra le braccia di un padre e la tentazione di un’illusoria soddisfazione a buon mercato».

La fiaba per bambini pubblicata a puntate sul Giornale per Bambiniuna «bambinata» come la considera lo stesso Collodi – si era conclusa alla quindicesima puntata con la morte del protagonista. Ma i bambini di tutta Italia non accettano tale epilogo e scrivono all’editore che richiama subito l’autore affinché faccia “risorgere Pinocchio” e dia loro quel sequel lieto che attendevano.

Quella di Pinocchio è in effetti la storia di ciascuno: figli di un Padre che ci ha creati per amore, siamo fatti la felicità e il bene. «Pinocchio viene al mondo per l’idea di un Padre che già quando lo pensa ha in mente una cosa meravigliosa», rileva acutamente Nembrini. Tuttavia, desideroso di tagliare il legamecol padre, Pinocchio incontra tante «figure che vivono di menzogna; “figuri” che vivono della grande menzogna: “Tu puoi fare a meno di tuo Padre, di sentirti creatura, tu puoi essere Dio”». Di qui comincia la sua «inimicizia con la realtà, con gli altri e con se stesso». Eppure anche coi piedi bruciati Pinocchio non è lasciato in balia dei suoi errori: oltre al padre, sempre pronto a perdonarlo e a prendersi cura di lui, conosce il Grillo Parlante, figura di quella voce della coscienza che gli addita, in specie nella difficoltà, la strada del bene anche se gli costa maggiore sacrificio; «una voce in lui che gli parla infallibilmente della verità». Così, anche quando presume di essersi finalmente liberato di Geppetto, «la voce del Mistero che risuona in noi gli ricorda: “Tu sei di Qualcuno”, perché abbandonare capricciosamente la casa paterna significa non avere mai bene nella propria vita». In effetti, prosegue Nembrini, «la libertà non è possibilità di scelta tra opzioni differenti, ma l’energia di aderire al vero oppure, sentito l’eco di tale libertà possibile, di opporsi a esso. In quel “Birba d’un figliolo”, con cui Geppetto apostrofa la sua creatura non ancora ultimata, c’è tutto il dramma e la grandezza del dono della libertà donataci dal Creatore di scegliere tra bene e male. Dinanzi a tale libertà a Geppetto scappa una lacrima, segno che Dio piange dinanzi alla possibilità che i suoi figli possano scegliere altro rispetto alla Sua volontà», evidenzia ancora il docente bergamasco.

Insomma, nonostante la professione di ateismo del suo autore, la vicenda di Pinocchio è sorprendentemente «evocativa della vicenda di Cristo», basti pensare al racconto della morte di Pinocchio. C’è poi la fata turchina, figura della Madre e della Chiesa, che custodisce i passi dei suoi figli. Anche gli altri personaggi che popolano la fiaba di Collodi assumono significati profondi e sempre attuali che Nembrini avrà modo di esplorare nei prossimi incontri a beneficio della crescita umana e spirituale del suo uditorio.

(Fonte foto: Facebook)


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