Giovedì 02 Aprile 2026

VERGINE DI GUADALUPE

5 cose da sapere sulla Madonna di Guadalupe

Il 12 dicembre è la festa delle apparizioni di Guadalupe, un giorno che ha cambiato la storia

5 cose da sapere sulla Madonna di Guadalupe

(Ansa)

1531, Messico. Prima dell'alba di un gelido 9 dicembre, Juan Diego, giovane contadino azteco, cammina avvolto nel tipico, ruvido mantello della popolazione indigena. E' diretto verso la città per partecipare alle catechesi; aveva ricevuto il Battesimo sette anni prima, dai francescani, primi missionari di quelle terre. Mentre sta passando vicino al colle Tepeyac, accade qualcosa che avrebbe cambiato la sua e milioni di altre vite: gli appare «una giovane Signora che lo chiamava con dolcezza», come riferisce un documento in lingua azteca, il Nican Mopohua, attribuito all’indigeno Antonio Valeriano, contemporaneo ai fatti. Si presenta come «la Perfetta Sempre Vergine Maria, la Madre del verissimo ed unico Dio» e gli affida il compito di portare la sua richiesta al vescovo: la Vergine desidera che venga costruita una cappella in quel luogo, «perché io sono la Madre misericordiosa tua e di tutti coloro che abitano questa terra. Qui ascolterò il vostro pianto e curerò le vostre numerose pene». Il giovane obbedisce, ma il vescovo, lo spagnolo Juan de Zumárraga, non gli crede. Al ritorno, abbattuto per come è andato l'incontro, chiederà alla Vergine che gli appare di nuovo, di affidare ad altri quel compito per cui lui, "povero indio", non si sente all'altezza; ma Lei lo rassicura e non retrocede, è proprio di lui che ha bisogno.

Il 12 dicembre sarà la giornata decisiva, quella in cui Juan Diego aprirà la sua tilma davanti al vescovo e questi, cadendo in ginocchio per lo stupore, crederà alla Vergine e darà seguito alle sue richieste. Da allora la devozione del popolo messicano e di tutte le Americhe per la Virgen Morenita è cresciuta a dismisura, sono circa venti milioni i pellegrini che visitano ogni anno il santuario di Nostra Signora di Guadalupe. La vicenda è ricca di segni che val la pena conoscere e meditare, noi ci limiteremo a segnalarne cinque tra i molti che la Madonna ha voluto donare al suo popolo e a tutti i credenti. Juan Diego, tornato sulla collina, trova un segno sorprendente, delle rose di Castiglia, allora non presenti nel continente americano e soprattutto in ogni caso sbocciate in un terreno freddo e arido; ma non sarà nemmeno quello il segno che conquisterà all'obbedienza il vescovo, i presenti e poi milioni di persone. Una volta arrivato davanti al vescovo Juan Diego aprirà il suo mantello e su di esso apparirà istantaneamente un'immagine della Vergine tuttora integra.

1 L'IMMAGINE "ACHEROTIPA"

Nessuno è mai riuscito a replicare, nemmeno su superfici più facili del ruvido mantello di San Juan Diego, immagini e colori della Vergine di Guadalupe. Altro motivo di stupore è che la raffigurazione dura intatta da quasi 500 anni: non si è scolorita né alterata pur trovandosi impressa su un tessuto di pessima qualità. La giovane donna che appare sul mantello porta i capelli sciolti, simbolo azteco di verginità; una mano è più scura dell'altra indicando l'unione tra i diversi popoli. I raggi del sole, si intensificano sul ventre della vergine, prossima al parto (in effetti il 25 dicembre è vicino alla data dell'apparizione)

2 GLI OCCHI DI MARIA

Ci sono altre immagini, non visibili a occhio nudo che continuano a sfuggire a spiegazioni scientifiche; come riportiamo in un'intervista a Caron Olivares, tra i messimi esperti della Virgen de Guadalupe, pubblicata sul Timone di marzo 2025 (qui per abbonarsi). «Uno degli occhi della Vergine misura otto millimetri di larghezza e l’altro sette, i personaggi di cui parliamo sono micrometrici. Chi sarebbe stato in grado di disegnarli, e con tale precisione, su un tessuto peraltro molto ruvido?». Si chiede Olivares. La scoperta di Tönsmann a cui fa riferimento Olivares riguarda proprio le pupille di Maria. L'ingegnere negli anni Settanta «(...) ingrandì all’estremo le immagini digitali degli occhi, con i primi mezzi informatici in grado di farlo, in un laboratorio dell’Ibm in Messico. Nelle cornee individuò 13 elementi che interpretò come figure umane, appartenenti a due scene distinte: da una parte le sei persone che sarebbero state presenti al miracolo, dall’altra sette membri di una famiglia indigena, simbolo del popolo messicano o della famiglia in sé, della sua importanza come istituzione agli occhi di Maria».

3 IL TESSUTO DEL MANTELLO

La tilma su cui è rimasta impressa l'immagine oggetto di enorme devozione è di un tessuto umilissimo, destinato a durare al massimo vent'anni. Come fa ad essere ancora integro? Non ci sono spiegazioni umanamente convincenti, soprattutto considerando le "aggravanti" dell'ambiente in cui è rimasto e del continuo contatto con i fedeli:

«La tilma è l’indumento che gli indigeni usavano per coprirsi dal freddo in inverno. (...) Veniva tessuto con una fibra di origine vegetale, di agave o potulé, un cactus. Nel 1946 il biologo e botanico Isaac Ochoturena dimostrò che tale fibra non dura più di vent’anni. Il Tepeyac, la collina dove apparve la Vergine e dove poi fu collocata la tilma, si trovava sulle rive dei laghi della Valle del Messico, di cui tre erano di acqua salata, per cui l’atmosfera era salmastra, corrosiva. Il primo vetro per proteggere la tilma fu messo solo nel 1647. Quindi per più di un secolo la tilma fu toccata dai pellegrini, fu esposta ai raggi del sole, agli ultravioletti delle candele che bruciavano accanto a essa, all’aria salmastra del luogo. Non abbiamo una spiegazione scientifica del perché il tessuto e i colori non si siano deteriorati. Non solo, nel 1785 un addetto che voleva pulire la cornice d’argento dentro cui era conservata la tilma, tolse il vetro protettivo e usò una miscela fatta al 50% di acido nitrico, ottimo per pulire appunto l’argento. Per errore il liquidò finì sulla tilma, sul lato destro. Lasciò un segno che è visibile ancora oggi ma non distrusse il tessuto, cosa che sarebbe dovuta accadere, come hanno provato i test in laboratorio».

4 Le stelle

Sul mantello compaiono 46 stelle, che si è scoperto corrispondere alle reali costellazioni visibili nella notte del 12 dicembre del 1531. Ciò che sorprende ulteriormente è il punto di osservazione: non è il cielo visto dalla terra, ma la notte stellata vista dal Cielo:  «I primi che ebbero l’intuizione di studiare le stelle del manto furono negli anni Ottanta del secolo scorso un astronomo messicano, Juan Homero Hernández Illescas, e un sacerdote sempre messicano, Mario Rojas Sánchez. Si chiedevano se le stelle fossero disposte a caso oppure no. Capirono che per risolvere la questione bisognava posizionare l’immagine della Vergine su un planisfero con la testa posta sull’Est, le mappe usate dagli aztechi ponevano infatti l’Est in alto. E allora si accorsero che un disegno c’era, le stelle corrispondevano a quelle delle costellazioni visibili dalla Valle del Messico il 12 dicembre 1531. Solo che il disegno era rovesciato, non erano le stelle come potevano vederle gli uomini dalla terra, ma come se fossero viste dall’altra parte del cielo, come se a vederle fosse Dio ».

5 LA BOMBA

Un altro segno della potenza umile di Maria e dell'amore al suo popolo, è stato involontariamente ottenuto da un atto di odio nei suoi confronti: nel 1921 un anticlericale piuttosto convinto posizionò davanti all'immagine un vaso di rose, simulando quindi un atto di devozione, ma al suo interno erano nascoste 29 cariche di dinamite. L'esplosione si udì fino a un chilometro di distanza, fece accartocciare un crocifisso in bronzo e i candelabri a lato dell'immagine: ma questa e il vetro posto a sua protezione, pur non essendo antiproiettile, rimasero perfettamente integri.

La vera deflagrazione, inarrestabile, continua a propagarsi dall'immagine della Vergine, riconosciuta dal popolo messicano e da molti altri devoti come segno inequivocabile dell'amore di Dio: «Nell’immagine vediamo una fanciulla con le mani in posizione di preghiera, la testa china, il ginocchio leggermente flesso, circondata dalle nuvole. È vestita con un mantello turchese, che solo le principesse potevano indossare. Ha i capelli lisci, senza trecce, vuol dire che è vergine. Una fanciulla, vergine, principessa, che viene dal cielo. (...) Per gli aztechi rappresentava l’unico Dio. Gli aztechi quindi hanno visto l’immagine di una principessa che veniva dal cielo, vergine e allo stesso tempo incinta del vero e unico Dio. E hanno capito che si trattava di un Dio d’amore, misericordioso (...)». Solo nei primi otto anni ci sono stati 9 milioni di conversioni. 

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