Cristiani nel mirino
Cristiani nel mirino
Il Canada vuole mettere in galera chi cita la Bibbia
Con 186 voti a favore e 137 contrari, i parlamentari hanno approvato un disegno di legge ultraradicale. E liberticida
28 Marzo 2026 - 00:05
(Imagoeconomica)
I cristiani canadesi sono avvisati: d’ora in poi dovranno maneggiare la Bibbia con estrema cura e, soprattutto, dovranno guardarsi bene dalla tentazione di citarla in pubblico. Altrimenti il rischio sarà la galera. Esagerazioni? Purtroppo no. Mercoledì con 186 voti a favore e 137 contrari, in terza lettura, i parlamentari hanno infatti approvato il Bill C-9 – un disegno di legge che prevede anche la pena della detenzione e noto come Combatting Hate Act – che, con il pretesto di combattere l’odio, di fatto rappresenterà una seria minaccia per la libertà religiosa, in particolare di quanti citeranno i passi biblici riguardanti l’omosessualità e il genere.
Considerando che in Finlandia, come abbiamo raccontato ieri, l’ex ministro e parlamentare Päivi Räsänen è stata sotto processo sette anni per aver citato proprio un passo biblico su Twitter, beh, meglio pensarci bene prima di liquidare come fantasie i rischi che ora possano materializzarsi anche in Canada. Scriviamo «rischiano» perché fortunatamente non è ancora detta l’ultima parola, nel senso che il Combatting Hate Act, per diventare legge a tutti gli effetti, dovrà ora passare l’esame del Senato. Quindi qualche margine di speranza ancora c’è. Però si tratta di una speranza purtroppo esile.
Viceversa, che l’intento del legislatore canadese sia di perseguire i cristiani non è una possibilità, ma una certezza. Basti vedere che cosa aveva dichiarato, parlando proprio della Bibbia, il deputato liberale Marc Miller, l’allora presidente della Commissione permanente per la giustizia e i diritti umani della Camera dei Comuni, nel corso della seduta della stessa del 30 ottobre 2025: «Nel Levitico, nel Deuteronomio, nella Lettera ai Romani – e in altri passi – c'è un chiaro odio verso, ad esempio, gli omosessuali… Voglio dire, è evidente che in questi testi ci sono situazioni in cui queste affermazioni sono cariche di odio. Non dovrebbero essere usate come giustificazione o difesa».
Considerando che queste esternazioni il buon Miller – che il 1° dicembre scorso è stato peraltro promosso ministro - le aveva fatte proprio mentre la sua Commissione stava esaminando il Bill C-9, beh, probabilmente non serve l’acume di Sherlock Holmes per capire dove si voglia andare a parare con questo provvedimento. Non è un caso che la Conferenza episcopale canadese (CCCB) e il cardinale di Toronto, mons. Frank Leo, abbiano già pubblicato lettere in cui esprimono preoccupazione per le ricadute liberticide del disegno di legge in questione.
Anche la Ccrl – acronimo di Catholic Civil Rights League – è recentemente intervenuta nel dibattito facendo presente che, se da un lato «deplora le espressioni di odio o antisemitismo», dall’altro non può nascondere le proprie «preoccupazioni» per una legge che andrà a perseguire le manifestazioni «religiose che possono essere osteggiate pur essendo basate sugli insegnamenti della Chiesa in materia di morale sessuale». Insomma, il rischio liberticida c’è eccome. Per placare gli animi il ministro della Giustizia Sean Fraser, che ha promosso il disegno di legge, va ora in giro dicendo che la nuova legge «non criminalizzerà la fede». Ma sono rassicurazioni che non convincono nessuno.










Facebook
Twitter
Instagram
Youtube
Telegram