lunedì 19 agosto 2019
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NEWS 15 luglio 2016    
A Lahore (Pakistan) fanno la nuova linea arancione del metrà. Passando perà sulle chiese

di Shafique Khokhar

 

Una fondazione cristiana sta sfidando il progetto della linea Arancione della metropolitana di Lahore, in Punjab, che danneggerebbe siti storici e chiese patrimonio di tutto il Paese. Secondo il progetto della linea di trasporto pubblico, le 27 fermate della metro dovrebbero essere costruite nelle vicinanze di altrettanti siti di interesse culturale, protetti tra l’altro da varie norme statali. Michelle Chaudhry, presidente della Cecil & Iris Chaudhry Foundation (Cicf), dice ad AsiaNews: “Non siamo contro il progresso e lo sviluppo della città, ma di certo condanniamo il modo in cui è stato redatto il progetto. Noi difendiamo la cultura millenaria di Lahore, siamo dalla parte delle persone, dei luoghi di culto e delle tradizioni”.

La fondazione cristiana ha presentato numerose petizioni scritte all’Alta corte di Lahore, lamentando la cattiva gestione della materia. La linea Arancione dovrebbe migliorare i collegamenti pubblici, ma il suo percorso è stato delineato in zone sensibili dal punto di vista culturale e storico.

Tra i luoghi a rischio vi sono gli Shalimar Gardens, patrimonio dell’umanità, 11 siti protetti dall’Antiquities Act del 1975 e altri sei luoghi tutelati dalla Punjab Special Premises Preservation Ordinance del 1985.

Secondo la fondazione, l’unica tra le varie organizzazioni cristiane del luogo che in questi mesi si è sollevata contro il progetto, le conseguenze della costruzione sono rilevanti. Migliaia di persone rischiano di perdere le proprie case, molti negozianti sarebbero costretti a traslocare.

Per questo i manifestanti hanno invitato i giudici della Corte ad esprimersi contro una palese violazione delle leggi dello Stato in materia di tutela di beni culturali, ambiente, e sull’acquisizione indebita di terreni.

Nonostante le rassicurazioni dei giudici, che hanno più volte garantito che la metro non avrebbe intaccato le terre delle chiese, ad oggi il progetto rimane ancora poco chiaro. Le chiese interessate sono quattro: la cattedrale della Resurrezione, la St. Andrew’s Church, la Naulakha Church (vicino alla stazione ferroviaria) e la chiesa presbiteriana.

Alcune di queste chiese risalgono alla metà del 1800 e rappresentano importanti luoghi di preghiera per la popolazione. La loro distruzione o danneggiamento va contro l’articolo 20 della Costituzione del Pakistan, che sancisce il fondamentale diritto a professare in libertà la propria religione e la proprietà dei luoghi di culto.

A tal proposito, da mesi si discute sull’uso delle terre della Naulakha Church. Al pastore spetta l’ultima decisone, ma il governo locale ha affermato che nessuna delle proprietà delle chiese verrà acquisita. Queste dichiarazioni hanno sollevato aspre polemiche, per il chiaro intento dell’amministrazione di intervenire nella materia.

Michelle Chaudhry ribadisce: “Siamo l’unica organizzazione che ha levato la voce sulla vulnerabilità delle nostre chiese. Non permetteremo che questo progetto danneggi i nostri luoghi sacri”.

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