martedì 19 novembre 2019
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NEWS 14 aprile 2016    
Il Patriarcato di  Mosca ricostruirà  assieme ai cattolici le chiese distrutte dall’islamismo in Siria

di Nina Achmatova

Dopo lo storico incontro a L’Avana tra il Papa e il Patriarca di Mosca, la condizione dei cristiani perseguitati in Medio Oriente diventa il campo per una prima concreta cooperazione tra le due Chiese sorelle. Il Dipartimento per le relazioni esterne della Chiesa ortodossa russa ha comunicato che il Patriarcato di Mosca e il Vaticano uniranno gli sforzi per aiutare a restaurare le chiese cristiane in Siria.

“La necessità di redigere un elenco dettagliato dei luoghi cristiani distrutti e danneggiati durante la guerra in Siria e il rafforzamento della comune testimonianza cristiana della tragedia siriana sono stati riconosciuti come una delle priorità breve termine”, si legge nella nota del Dipartimento sinodale.

Questa riferisce i risultati della visita (6 e 7 aprile) di una delegazione congiunta delle due Chiese in Siria e in Libano con cui si è voluto una serie di iniziative e coordinare gli aiuti umanitari. Della delegazione hanno fatto parte lo ieromonaco Stefan (Igumnov), segretario del Dipartimento per le Relazioni esterne del Patriarcato, l’arcivescovo della Madre di Dio a Mosca, mons. Paolo Pezzi e rappresentanti dell’organizzazione cattolica Aiuto alla Chiesa che soffre.

La delegazione mista ha fatto visita ad alcuni campi profughi e avuto incontro con i leader religiosi locali, tra cui da Mar Ignatius Aphrem II, Patriarca della Chiesa ortodossa siriaca, a Damasco.

“È noto a tutti che la tragedia in Medio Oriente, che ha causato sofferenza ai meni di diverse denominazioni cristiane e di altri gruppi, e la necessità di prende misure urgenti per migliorare la situazione lì sono stati a centro dell’incontro a L’Avana del 12 febbraio 2016”, continua la nota della Chiesa ortodossa russa, collocando così la nuova iniziativa ecumenica nel solco tracciato dall’abbraccio tra Kirill e Francesco.

In un’intervista a Interfax, lo ieromonaco Stefan ha definito “senza precedenti” il fatto che le due Chiese “abbiano avviato insieme un progetto, che consolida i cristiani del Medio Oriente per portate a termine compiti pratici di carattere umanitario”. “Questo è senza dubbio conseguenza degli accordi raggiunti a L’Avana”, ha aggiunto il monaco ortodosso.

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