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NEWS 26 maggio 2018    di Giulia Tanel
La discussione sull’intercomunione in Germania è “sconcertante”

Dalla fine di febbraio la Germania, e con lei l’intera Chiesa, è scossa dal dibattito sul tema dell’intercomunione: la quasi totalità dei vescovi tedeschi sarebbero infatti favorevole a concedere, in certi casi, al coniuge protestante di accostarsi alla Santa Comunione.

La delicata questione è anche stata al centro di un incontro avvenuto in Vaticano il 3 maggio scorso tra Papa Francesco, il cardinale Reinhard Marx, presidente della conferenza episcopale tedesca, il cardinale Rainer Maria Woelki e il vescovo Rudolf Voderholzer. A conclusione del colloquio il Pontefice non ha preso posizione, bensì ha rivolto ai prelati tedeschi l’invito a «trovare, in spirito di comunione ecclesiale, un risultato unanime, se possibile».

La questione rimane dunque ancora totalmente aperta, ma le voci contrarie – tra le quali ci sarebbe anche quella del Papa emerito Benedetto XVI – non smettono di farsi sentire. Il 5 maggio il cardinale olandese Willem Eijk aveva reso pubblica una lettera aperta con la quale esortava Papa Francesco a fare chiarezza, spiegando come l’intercomunione con i protestanti sia contraria sia al Catechismo della Chiesa Cattolica, sia al Diritto Canonico. Affermazione, questa, sottoscritta e riaffermata dal cardinale canadese Terrence Prendergast che, in un’intervista rilasciata al Catholic Register, ha affermato: «Il cardinale Eijk ha ragione quando dice che la questione dell’intercomunione è una questione dottrinale che non può essere risolta con una decisione isolata di una conferenza nazionale dei vescovi». E questo anche alla luce del fatto che «molti vescovi e cattolici nel mondo considerano sconsiderato e dottrinalmente impossibile quanto un certo numero di vescovi in ​​Germania ha proposto».

«Ricevere l’Eucaristia», ha quindi proseguito con chiarezza Prendergast, «è intrinsecamente legato alla fede, alla mia fede personale e alla fede della comunità cui appartengo. Ciò che la maggioranza dei vescovi in ​​Germania propone significa che una persona che non appartiene regolarmente alla Chiesa cattolica, forse ogni domenica, riceve l’Eucaristia nella Chiesa cattolica. Questo tipo di comunione aperta è contro l’insegnamento cattolico e, da ciò che vedo nelle congregazioni non cattoliche che seguono una disciplina di “comunione aperta”, è anche spiritualmente e pastoralmente infruttuosa”».

Nessuna concessione o apertura, dunque, anche oltreoceano la posizione è chiara e fedele alla dottrina. E questo anche nel popolo, come rileva il cardinale: «I cattolici in Canada generalmente sanno che ricevere la comunione richiede l’appartenenza alla Chiesa, tra le altre cose. Questa disciplina è ben nota e ampiamente apprezzata nelle nostre parrocchie».

Guardando il lato positivo, il tema dell’intercomunione sta dando l’opportunità alle persone di interrogarsi sull’importanza di ricevere la Santa Comunione e sull’incidenza che questo ha nella vita di ogni giorno e, come ha sottolineato ancora Prendergast, «sento che dobbiamo investire di più nel ricevere i sacramenti degnamente e fruttuosamente. Questo è vero per l’Eucaristia, ma anche per il Battesimo e la Cresima».


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