mercoledì 20 febbraio 2019
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NEWS 28 gennaio 2015    
La fine del College di Durham e le parole del Signore alla Chiesa di Efeso nell’Apocalisse

da «Messa in latino»

Da New Liturgical Movement un interessante e commovente video  della Messa solenne di Mezzanotte del 1962  celebrata nella chiesa, stracolma di sacerdoti e di seminaristi, dell’Ushaw College di Dhuram, in Inghilterra.

Il College fu fondato nel 1808 dagli studenti del Collegio inglese di Douai, in Francia, fuggiti a seguito della persecuzione anti-cattolica. Nel 1968 fu affiliato alla Università di Durham.

Fino al 2011 l'Ushaw College è stato il principale Seminario cattolico nel nord dell'Inghilterra. Fra i suoi allievi spiccano sei cardinali, fra cui Merry del Val y Zulueta, Segretario di Stato sotto San Pio X, e sette fra arcivescovi e vescovi. Fra i tantissimi sacerdoti, padre John Furniss, che dedicò la vita ai bambini di strada, per i quali aveva istituito una speciale “missione”, con la celebrazione della Messa, la recita del Rosario intercalato da bei canti spirituali e l'insegnamento delle preghiere.

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Come si può vedere nel video, la Messa solenne di mezzanotte di Natale “Dominus Dixit” (inizia al minuto 8) si avvale di tanti cantori che eseguono le parti del Proprium in canto gregoriano e dell’Ordinarium: la Missa Pontificalis prima di Lorenzo Perosi (Credo escluso, perché viene eseguito in gregoriano).

Se raffrontiamo queste immagini - una grande chiesa  strapiena di chierici, di seminaristi e di studenti - con la notizia che nel 2011 quel venerabile Collegio è stato chiuso a causa della scarsità di vocazioni, viene da commuoversi. 

Vengono in mente le parole che Dante Alighieri nella Divina Commedia (Paradiso, canto XVI, vv. 73-79) ha riservato alle realtà che un tempo erano floride: «come sono ite, e come se ne vanno»; ma soprattutto  quanto Benedetto XVI volle dolorosamente e paternamente ricordare nell'omelia della Messa per l'apertura della XI Assemblea Generale ordinaria del Sinodo dei Vescovi:

«Il giudizio annunciato dal Signore Gesù si riferisce soprattutto alla distruzione di Gerusalemme nell’anno 70. Ma la minaccia di giudizio riguarda anche noi, la Chiesa in Europa, l’Europa e l’Occidente in generale. Con questo Vangelo il Signore grida anche nelle nostre orecchie le parole che nell’Apocalisse rivolse alla Chiesa di Efeso: "Se non ti ravvederai, verrò da te e rimuoverò il tuo candelabro dal suo posto" (2,5). Anche a noi può essere tolta la luce, e facciamo bene se lasciamo risuonare questo monito in tutta la sua serietà nella nostra anima, gridando allo stesso tempo al Signore: "Aiutaci a convertirci! Dona a tutti noi la grazia di un vero rinnovamento! Non permettere che la tua luce in mezzo a noi si spenga! Rafforza tu la nostra fede, la nostra speranza e il nostro amore, perché possiamo portare frutti buoni!"».

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