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NEWS 7 dicembre 2018    di Ermes Dovico
Miss Universo? Quest’anno potrebbe essere un uomo…

Ci sono siti di scommesse online che lo danno addirittura per favorito. Ma favorito per cosa? Per vincere Miss Universo, uno dei più famosi concorsi di bellezza al mondo. Destinato alle donne, si intende. O meglio, si intendeva. Eh, sì, perché bisogna stare al passo con i tempi… Il Timone ha già accennato al recente caso del ciclista (uomo) “Rachel” McKinnon che ha vinto una gara femminile, solo uno dei diversi paradossi prodotti dal dilagare dell’ideologia Lgbt. Ebbene, tra qualche giorno si potrebbe scrivere un’altra «pagina storica», come spesso i grandi media celebrano eventi del genere. Quest’anno, per la prima volta, un concorrente di sesso maschile avrà infatti la possibilità – ed evviva l’inclusione! – di vincere la corona di Miss Universo.

Lui si chiama «Angela» Ponce (ignoriamo il nome alla nascita), ha 27 anni ed è originario di Siviglia. A giugno di quest’anno, durante quello che le associazioni arcobaleno celebrano come mese dell’«orgoglio gay», è stato scelto come rappresentante della Spagna per il concorso di bellezza internazionale che si terrà la mattina del 17 dicembre a Bangkok (il 16, per i fusi orari più a occidente), in Thailandia. In un’intervista con il Time, Ponce ha detto che se dovesse vincere la corona di “più bella” dell’universo «sarebbe una vittoria per i diritti umani». Già, l’espressione «diritti umani» è ormai divenuta un calderone che può contenere tutto e il contrario di tutto. «Se mi danno la corona, mostrerebbero che le donne trans sono donne tanto quanto le donne cis». Per i lettori che non sono ancora avvezzi al dotto neo vocabolario transessualista: le donne «cis-gender» sono semplicemente le donne, mentre le “donne” «trans-gender» sono gli uomini che si sentono donne.

Scopriamo su Elle, rivista di moda che fa il tifo per l’«apertura completa senza pregiudizi» (altre paroline magiche del politicamente corretto), che Ponce si è sentito donna a partire dai 3 anni e verso gli 11 ha scoperto l’universo transgender. Cioè la sua devastante propaganda. Da lì ha iniziato la terapia ormonale per bloccare la pubertà e nel 2014 si è sottoposto a un’operazione chirurgica per il “cambiamento” di sesso, «dalla quale si è risvegliata felicemente donna», scrive ancora Elle, avvalorando una doppia menzogna. Basta il comune buonsenso per intuire che non può esserci felicità – se non del tutto illusoria e passeggera – quando si viola la propria natura. Basta il comune buonsenso per comprendere che nasciamo e siamo maschi o femmine. Ed esistono documenti seri, come quello dell’American College of Pediatricians, che ricordano che nella stragrande maggioranza dei casi la confusione sulla propria identità sessuale viene superata naturalmente dopo la pubertà.

Ovviamente tutto si complica se bambini e ragazzi vengono indotti, dall’ambiente in cui crescono e dal martellamento Lgbt a cui vengono sottoposti, a prendere ormoni per bloccare e contrastare il loro naturale percorso di crescita. Le conseguenze sono drammatiche, come ci ricordano gli elevatissimi tassi di suicidio, di disagio psicologico e diffusione dell’Aids tra la popolazione che si identifica come transessuale. Perciò il primo atto di carità verso le persone confuse sulla propria identità sessuale è aiutarle ad accettare la loro propria natura, non certo a ribellarvisi.


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