lunedì 10 agosto 2020
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NEWS 21 aprile 2016    
Torna l’anniversario del genocidio dei cristiani armeni. A che punto siamo con la Turchia?

di Marco Tosatti

 

Fra quattro giorni gli Armeni in tutto il mondo commemorano l’inizio del Genocidio degli Armeni a Costantinopoli, un massacro organizzato dall’allora governo turco (il Trumvirato) e che ancora oggi il governo di Ankara si ostina a negare con un’attiva propaganda negazionista. Il risultato fu la morte programmata ed eseguita scientificamente di un intero popolo: un milione e mezzo di uomini, donne e bambini furono cancellati in mezzo a sofferenze inaudite nei campi di raccolta e nei deserti siriani. Esiste un legame stretto fra quel genocidio, il primo del secolo dei genocidi, e quello che avrebbe colpito qualche decennio più tardi il popolo ebraico. La Fondazione Raoul Wallemberg ricorda oggi la rivolta del ghetto di Varsavia, che ebbe inizio il 19 aprile del 1943, e durò fino al 16 amggio dello stesso anno, quando le ultime sacche di resistenza furono schiacciate dai nazisti. E afferma che “La rivolta…fu ampiamente ispirata dall’esempio dato dagli armeni nel 1915.” 

Dieci anni prima uno scrittore austriaco di origine ebraica, aveva scritto “I quaranta giorni del Mussa Dagh”, un romanzo basato su fatti storici reali. Raccontava di come sette villaggi, situati sulla costa siriana, ora Turchia, su un’altura chiamata Mussa Dagh, il “monte di Mosè” aveva resistito con le armi per oltre 45 giorni all’esercito turco che voleva deportarli, fino a che non furono salvati da un intervento della flotta francese.  

“Secondo testimonianze e racconti storici – scrive la Raoul Wallemberg Foundation – il libro di Werfel era molto popolare fra la gente del ghetto di Varsvia, servendo come ispirazione alla loro rivolta imminente”. Non è questo il solo legame fra ebrei e armeni. La Fondazione offre la storia di Harutyun Khachatryan che trovate a questo LINK (in inglese). La Fondazione ha deciso di rendere omaggio a Franz Werfel, con un francobollo postale emesso da Israele.   

Il presidente della Fondazione, Eduardo Eurnekian, afferma che “E’ nostro dovere mantenere viva la coraggiosa eredità mostrata da quanti hanno salvato (ebrei) e di tutti gli eroici combattenti che hanno partecipato alla Rivolta del Ghetto di Varsavia, molto ispirata dai coraggiosi Armeni che erano stati perseguitati tre decadi prima. E’ nostro dovere istillare le loro azioni nei cuori e nelle menti delle giovani generazioni”. Il legame fra i due genocidi ha anche altre radici, e collegamenti diretti e profondi, che potete trovare QUI (in italiano) .

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