martedì 26 maggio 2020
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NEWS 4 aprile 2016    
Ultima ora. Gli Elfi della Terra di mezzo tolkieniana sono decisamente contro l’aborto

Il testo I diritti e costumi tra gli Eldar, nella History of Middle-earth, vol. X, di J.R.R. Tolkien mostra un mondo in cui la vita è considerata un dono irrinunciabile. Nella Terra di Mezzo, il mondo in cui Tolkien ambienta il proprio legendarium, la trasmissione della vita è una benedizione. Peculiare è il rispetto incondizionato tributato alla vita di ogni essere ragionevole, dal concepimento fino alla morte naturale. Nel mondo degli Eldar, ovvero il “Popolo delle stelle”, la stirpe più nobile egli Elfi, non si dice; «Ho un figlio», ma: «il bambino mi è stato dato». E gli Elfi, per i quali passa un anno solare esatto dal momento del concepimento a quello della nascita, celebrano i compleanni non nell’anniversario della nascita ma in quello del concepimento.

L’importanza della nascita è fondamentale anche per le altre creature tolkieniane. Presso gli Hobbit, per esempio, il compleanno è una solennità fondamentale e l’occasione per celebrazioni sontuose che coinvolgono di tutto il clan.

Il tempo della fertilità sessuale è, presso gli Elfi, detta «giorni dei bambini»-L’atto sessuale è un anno normale e sobrio, legato inscindibilmente alla genitorialità. E nell’Occidente, cioè le regioni della Terra di Mezzo non sottoposte al potere dell’Oscuro Signore Sauron, che pure Sauron peraltro minaccia, è diffusa solamente la monogamia, eterosessuale, laddove tutti gli altri tipi di relazione sono considerati ripugnanti e compiuti solo «sotto il dominio dell’Ombra». Se nella Terra di Mezzo esiste una Sodoma, essa sta insomma nel regno di Sauron e del suo satanico maestro, Morgoth.

Nelle Terra di Mezzo il sesso è riservato ai coniugi, giacché è l’atto sessuale è costituivo del matrimonio: nel mondo di Tolkien, infatti, il matrimonio ha inizio non con la celebrazione, ma addirittura la prima notte di nozze. La libertà dei costumi della “VII Era" della Terra di Mezzo, cioè la nostra, con la separazione della sessualità dalla procreazione, con il numero enorme degli aborti, con la contraccezione e con persino l’eutanasia è certamente la realtà più lontana dalla cultura descritta nelle opere di Tolkien.

E noi che facciamo, si domanda Ryszard Derdziński, della Società Tolkieniana Polacca? «Scegliamo una cultura della vita e la cultura della morte? Vale la pena di porsi questa domanda quando si sogna una bella Terra di Mezzo sotto la stella Elbereth immacolata...» (nel legendarium di Tolkien, Elbereth è “Colei che accese le stelle”; la prima a intuire la vera natura ribelle dell’angelo più splendente, Morgoth; vive sul Taniquetil, il monte più altro, un “santuario naturale” elevato dalla realtà stessa al Creatore Ilúvatar, il “Padre di tutti”).

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