sabato 2 marzo 2024
  • 0
   
il Timone N. 115 di Luglio 2012

Il gregoriano

Hermann Broch, scrivendo della sua Austria ai primi del Novecento, diceva: «Assolvendo i suoi doveri nei confronti della tradizione, Vienna scambiò per cultura la passione per i musei e divenne essa stessa […] un museo. […] La musealità era dunque riservata solo a Vienna; come segno di declino, come segno del declino dell’Austria».
Affermazione che fa riflettere: quanti musei diocesani sono stati aperti negli ultimi decenni, trasferendovi la suppellettile liturgica? Quanta musica polifonica e quanto canto gregoriano sono passati in sede concertistica? Quanti organi storici restaurati, dopo il concerto di...

Per leggere l’articolo integrale, acquista il Timone di Luglio.
Acquista una copia de il Timone in formato cartaceo.
CARTACEO
Acquista una copia de il Timone in formato digitale.