martedì 16 aprile 2024
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il Timone N. 96 di Settembre 2010

Le riforme della liturgia


Tanto nel contenuto del Motu Proprio Summorum Pontificum come nella Lettera di Benedetto XVI che lo accompagnava e indirizzata all’episcopato cattolico, è evidente che il S. Padre non ambiva solo a rispondere alla petizione di coloro che desiderano continuare a celebrare la fede nello stesso modo con cui l’intera Chiesa ha fatto sostanzialmente da quattro secoli (perché ciò che fino ad un certo punto è stato obbligatorio e considerato buono, non può essere proscritto il giorno dopo come proibito e dannoso: la Chiesa è Madre ed è assistita dallo Spirito Santo). Piuttosto, il Papa pensava anche, con il Motu Proprio, di aiut...
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