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Con il decreto «Buona Scuola» il governo Renzi potrebbe decidere un vero gesto di civiltà
NEWS 3 Marzo 2015    

Con il decreto «Buona Scuola» il governo Renzi potrebbe decidere un vero gesto di civiltà

Il Consiglio dei ministri deve decidere sul cosiddetto “Buona Scuola”, che in gran parte cercherà di risolvere il nodo dei precari ma che negli ultimi giorni, per iniziativa del ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, si è arricchito di un nuovo, importantissimo capitolo: le detrazioni per le famiglie che iscrivono i propri figli alle scuole pubbliche non statali fino a un massimo di 4mila euro.

Nei giorni scorsi, 44 parlamentari della maggioranza di governo hanno, a questo proposito, inviato al premier Matteo Renzi una significativa lettera aperta, pubblicata dal quotidiano Avvenire.

Ora, la ridda delle opinioni su quel che dice l’articolo 33 della Costituzione (quello che regola la libertà scolastica in Italia) è già iniziato. Noi, mentre lasciamo che l’opinionismo si sfoghi, notiamo:

  • che e lo sgravio fiscale fosse davvero cosa vera, sarebbe certamente cosa buona, ancorché piccola, per cominciare a garantire un poco di più a tutte le famiglie italiane (e non solo ad alcune) quella sacrosanta libertà di educazione che è un diritto non negoziabile, riconosciuto a modo suo, ma comunque oggettivamente riconosciuto) anche dalla Costituzione italiana.

  • che appunto la Costituzione italiana in materia è chiarissima, come bene illustra un dossier speciale dedicato da Il Timone al tema.

  • che a ogni buon conto il 14 marzo, a Milano, si svolge la tradizionale e quest’anno 33a edizione della marcia Andemm al Domm per la libertà di educazione.