lunedì 26 febbraio 2024
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«Daniel», il trans (da donna a uomo) che sulla RAI fa audience. E  «servizio pubblico» a spese nostre
NEWS 5 Marzo 2015    

«Daniel», il trans (da donna a uomo) che sulla RAI fa audience. E «servizio pubblico» a spese nostre

The Voice of Italy, il popolare concorso canoro giunto quest’anno alla terza edizione, si è messo a piena disposizione della galassia GLBT. L’anno scorso consegnò la palma della vittoria a una suora siciliana armata di mille buone intenzioni ma pure testimonianza vivente che da sole le buone intenzione davvero non servono, e che anzi conducono sovente a gaffe clamorose se non persino a errori e pericoli.

Quest’anno invece, alla sola seconda puntata (trasmessa dalla RAI 2 mercoledì 4 marzo), il programma ha sdoganata Daniela, una pugliese omosessuale che ha pensato bene di cambiare sesso e di passare da femmina a maschio. Il cambiamento definitivo giungerà presto in porto, come ha fatto capire lei stessa in trasmissione; per il momento si è esibita spavaldamente in abiti maschili, decurtando il nome della vocale finale (in arte è infatti “Daniel”) e con tanto di barba ben curata… Ma la cosa più amara è stato il tripudio di applausi e di pacche sulle spalle che le hanno tributato sia i giudici in gara (i cantanti J-Ax, Piero Pelù, Noemi, Robi Facchinetti e suo figlio Francesco), radiosi per tanto “coraggio” ed entusiasti per così profonda “testimonianza”…

In sé c’è poco da scandalizzarsi. Il mondo gira oggi così e limitarsi a stracciarsi le vesti non serve a fermarne la deriva. Si resta ancora e sempre però di stucco, questo sì, davanti alla protervia con cui il disordine viene proposto anche attraverso i mezzi più “innocenti” (un concorso canoro) o al limite neutri. Si resta attoniti per come la sregolatezza viene ammannita a grandi e piccini con surrettizia furbizia e maliziosa perfidia. Si rimane sconcertati per come l’anormalità conclamata (dai protagonisti stessi) viene contrabbandata per “diversa normalità”, mentre è tutta solo una colossale bugia. Se “Daniel” non fosse stato trans non ci sarebbe infatti stata alcuna la notizia; si sarebbe trattato di un concorrente come un altro, bravo o no relativamente alle sue doti artistiche. Proprio invece la sua smaccata e “aggressiva” diversità lo hanno trasformato in “fenomeni”. E in una clown da palcoscenico

Per la cronaca, il concorrente successivo, Alex, si è presentato ai giudici e al pubblico con cresta simil-punk e “fidanzatino” dietro le quinte…