giovedì 13 giugno 2024
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Europee, il crepuscolo del macronismo
NEWS 10 Giugno 2024    di Lorenzo Bertocchi

Europee, il crepuscolo del macronismo

In mezzo ai numeri di questa tornata elettorale europea c’è un dato inequivocabile. E non è l’avanzata delle “destre nere”, come titolano oggi con riflesso pavloviano i nostri giornali più liberal e progressisti. Nemmeno la questione di una possibile e rinnovata maggioranza Ursula serve a rincuorare fino in fondo le vedove delle future sorti e progressive di un certo progetto dell’Unione. Queste elezioni europee mandano a casa qualcosa di più grosso.

È il colpo di teatro di Emmanuel Macron il primo vero dato di queste elezioni europee. Dopo le urne infatti monsieur le president è comparso alla Tv francese e ha sciolto l’assemblea nazionale rimandando subito al voto i francesi, il primo turno il prossimo 30 giugno e il secondo turno al 7 luglio. Il partito di Macron è stato doppiato da quello di Marine Le Pen e il presidente tenta ora di fare subito la battaglia (a Macron gli argomenti bellici non mancano mai…).

Ma è ciò che rappresenta Macron che è il dato su cui riflettere. Se dopo la caduta del muro qualcuno aveva teorizzato la fine della Storia, intesa come trionfo assoluto del liberalismo democratico, con il macronismo qualcuno aveva persino parlato di fine della politica, una specie di crepuscolo dei vecchi partiti per una generazione elitaria di cooptati per il “bene” del popolo. Il tutto dentro l’ineluttabile trionfo del globalismo, vera e irrinunciabile ideologia.

La vittoria della Le Pen in Francia, di Afd in Germania e la conferma di Giorgia Meloni in Italia, al di là dei calcoli e della probabile riconferma della “maggioranza marmellata Ursula”, sanciscono ancora una volta che il castello dell’ideologia globalista è (de)cadente. Proveranno a puntellarlo i vari deep state. Ci proverà il belligerante Macron nel doppio turno a ribaltare un verdetto pesantissimo. Poco potranno i vari socialisti europei, Pd compreso, che pure non ottiene un brutto risultato. Il voto europeo, peraltro largamente atteso, manda un segnale forte e chiaro.

La Storia non è finita e nemmeno la politica. I popoli non sono masse ignoranti da teleguidare e quando si governa pensando di fare a meno della gente il risultato è questo. (Foto Imagoeconomica)

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