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Forse che Scalfari voglia imbucarsi al Sinodo? Con la sua teologia da biscottino della fortuna?…
NEWS 24 Settembre 2014    

Forse che Scalfari voglia imbucarsi al Sinodo? Con la sua teologia da biscottino della fortuna?…

Il «papa laico» Eugenio Scalfari ha deciso lui che cosa il cardinale Walter Kasper ha detto su matrimonio, famiglia, Comunione e divorzio. Ha deciso lui che quel che lui ha deciso essere stato detto dal card. Kasper coincide con il pensiero del Papa vero, Francesco. Ha già infatti più volte deciso lui quello che il Papa vero, Francesco, deve dire, manomettendo dolosamente le interviste rilasciategli dal Vicario di Cristo. Ha stabilito lui cosa dicono il Concilio Ecumenico Vaticano II, la Tradizione e il Magistero. Ha deciso lui che tutto è cambiato, che «non c'è un inferno e neppure un purgatorio», e che questo lo pensa Papa Francesco, un Papa che nei suoi discorsi ha statisticamente messo più in guardia lui dal diavolo (che chiama esattamente così) di qualunque altro pontefice recente. Ha deciso lui cos'è la Chiesa Cattolica. Ha deciso lui che sono i cardinali che ribadiscono l'inammissibilità dei divorziati all'Eucarestia a essere i dissidenti e non (com'è ovvio) il contrario. Ha deciso lui, insomma, cos'è il cattolicesimo…

Eppure solo di recente, dice Scalfari, «ho appreso una circostanza che ignoravo e che penso sia ignorata da gran parte delle persone: l'apostolo Pietro aveva moglie. In uno dei Vangeli sinottici si racconta che tra i vari miracoli fatti da Gesù ci fu anche la guarigione della suocera di Pietro che lui stesso aveva implorato al Maestro affinché si interessasse in favore di quella sua parente ammalata». Si vede che il «papa laico» manca un po' dalla Messa domenicale, e pure che il giorno in cui a Catechismo insegnavano quelle cose lì lui era fuori a giocare alla lippa.

«Pietro, che fu il primo vescovo di Roma su designazione di Gesù a quanto raccontano i Vangeli», prosegue Scalfari ‒ «a quanto raccontano i Vangeli», pensate un po’, e sennò chi?, il correttore di bozze de la Repubblica?.. ‒ «era dunque ammogliato e molti dei dodici apostoli lo erano»…. Caspita, che scoperta enorme di storia & Vangelo… «Gesù infatti, come recitano gli evangelisti, dice a chi vuole seguirlo e agli apostoli in particolare che lo seguiranno sempre e dovunque dal momento in cui lo incontrano: "Chi vuol seguire me deve abbandonare per sempre la sua casa, il padre, la madre, la moglie, i figli, i fratelli". E lui è il primo ad averlo fatto dal momento stesso in cui ha inizio la sua predicazione dopo il battesimo nelle acque del Giordano».

Menomale che c’è la raffinata prosa di Scalfari, altrimenti tutte queste nozioni si sarebbero perse per sempre nel vento… Ma tutto serve evidentemente solo per ripetere una volta in più che «il clero dei primi secoli non prevedeva il celibato dei presbiteri, la Chiesa cattolica d'Oriente lo pratica tuttora e il problema si ripresenterà di nuovo, anzi si è già presentato perché i pastori anglicani, ortodossi, o delle varie Chiese protestanti, che sono sposati, se decidono di passare al cattolicesimo sono accolti dalla Chiesa con le loro famiglie».

Ebbene, su questi argomenti Il Timone invita «monsignor» Scalfari a leggere quel che il cardinale Walter Brandemüller ha pubblicato su Il Foglio a erudizioni degli assenti quel giorno famoso là al Catechismo.

Sugli altri, quelli relativi alla canonicità dei quattro Vangeli e alle loro datazioni, rimandiamo il «papa laico» agli esami di riparazione, assegnandogli lo studio attento della messe orami enorme di opere (anche di taglio divulgativo) che confutano le sue poche massime da biscottini della fortuna (ma anche alle quattro righe d’introduzione che accompagnano i libri del Nuovo Testamento delle edizioni CEI).

Solo che di fronte a tanto eloquio ci viene il tremendo dubbio che Scalfari abbia una voglia matta di farsi invitare al Sinodo a predicare…