giovedì 22 febbraio 2024
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NEWS 29 Dicembre 2023    di Manuela Antonacci

Germania, oltre 130 chiese in meno negli ultimi 5 anni

Costi elevati, entrate inferiori: negli ultimi anni decine di chiese cattoliche sono state chiuse, in Germania, in parte a causa della situazione finanziaria, ma non solo.. Attualmente è colpita anche l’arcidiocesi di Monaco e Frisinga: il 30 dicembre verrà chiusa la chiesa di San Benedetto di Ebenhausen a Schäftlarn. Il motivo sarebbe il costo alto delle riparazioni che richiederebbe il tetto mal messo. Si tratta in realtà di una decisione e di una motivazione insolita, considerato che l’arcidiocesi di Monaco è ancora abbastanza ricca.

Secondo un sondaggio condotto dalla The German Press Agency tra le diocesi cattoliche della Baviera, quest’anno sono state chiuse anche alcune chiese nella diocesi di Würzburg: si trattava di due luoghi di culto più piccoli a Rüdenhausen e Sommerhausen. Nella diocesi di Eichstätt la chiesa di Santa Monica a Ingolstadt doveva essere profanata. Complessivamente, a livello nazionale, negli ultimi cinque anni sono state chiuse 131 chiese cattoliche, 126 delle quali sono state sconsacrate. Prevedibilmente, si cerca di minimizzare. Secondo un portavoce dell’arcidiocesi di Bamberga, «nemmeno una dozzina di chiese sono state vendute o regalate negli ultimi 10-15 anni. Si tratta di un numero estremamente basso e dimostra che le chiese consacrate sono state dismesse solo in casi assolutamente eccezionali».

Tuttavia qui la crisi non riguarda soltanto la “chiesa di mattoni” perché un tale sfacelo va di pari passo anche con il calo pauroso del numero dei fedeli: si sono persi 1,3 milioni di cattolici praticanti (pur senza contare il calo di battesimi e i defunti) in appena quattro anni, dal 2019 al 2022. Oltre mezzo milione di fedeli si sono persi solo nel 2022, come il Timone ha già raccontato lo scorso giugno. Un dato strano per una chiesa come quella tedesca che, come noto, è tutto fuorché una chiesa molto conservatrice, essendo disponibile a benedizione di coppie gay, donne prete, ecc.

Eppure dopo la recente svolta “aperturista” della chiesa cattolica si sarebbe dovuto assistere ad un ritorno dei fedeli, magari entusiasti di una chiesa almeno apparentemente ricettiva di queste nuove istanze. E invece l’emorragia non solo non si arresta, ma pare anzi inesorabile. Non sarà forse che il rischio di adeguare il messaggio evangelico ai nuovi parametri dell’attuale società finisca per condannare la Chiesa all’irrilevanza, non venendosi a creare una sostanziale differenza col messaggio del “mondo”? Sarebbe forse il momento di farsi qualche domanda sul nuovo modello ecclesiale? (Fonte foto: Il Timone)

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