mercoledì 25 novembre 2020
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NEWS 2 febbraio 2015    
Il gesuita Joseph Fessio difende i vescovi filippini attaccati da un altro gesuita… perchè ortodossi

Un autorevole firma gesuita, padre Pierre de Charentenay, dell'altrettanto autorevole periodico gesuita La Civiltà Cattolica ha appena scritto un libro in cui critica con grande severità i vescovi cattolici delle Filippine. Perché? Perché i vescovi cattolici delle Filippine si oppongono con grande severità alla legge sulla cosiddetta “salute riproduttiva” voluta e fatta approvare nelle Filippine dal presidente Benigno “Noynoy” Aquino, che è cattolico e che ha studiato dai gesuiti. Guerre gesuitiche. Solo? Ora scende in campo nuovo contendente, ovviamente gesuita. Si tratta di padre Joseph Fessio, formatosi alla scuola teologica di Joseph Ratzinger nonché fondatore e direttore, negli Stati Uniti, della pregevolissima e specchiatamente ortodossa casa editrice Ignatius Press, vero fiore all’occhiello del mondo cattolico (e non solo). Padre Fessio è inorridito da ciò che scrive de Charentenay e, avendone avuto contezza grazie all’allarme lanciato dal giornalista Sandro Magister, al giornalista Sandro Magister padre Joseph Fessio così scrive affinché tutti leggano. Guerre gesuitiche, e non solo.

 

Gentile Sandro Magister,

Sono profondamente addolorato e afflitto per ciò che ha scritto padre Pierre de Charentenay. È tanto più dannoso perché il libro, come lei l'ha descritto, per il resto è un lavoro serio e informato.

I seguenti sono due passaggi che trovo particolarmente nocivi, anche se – o forse perché – danno espressione ad opinioni che sono largamente diffuse, ma false.

1. Padre de Charentenay scrive: "Nella discussione, la Chiesa cattolica non menziona mai la moltiplicazione degli aborti, realtà decisamente più grave della contraccezione che essa combatte. Le due cose sono legate, poiché l'aborto è il mezzo per evitare le nascite, quando la contraccezione non è utilizzata. Il male peggiore segue il male minore".

Chiedo: è vero che l'aborto è un male peggiore della contraccezione, e anche "decisamente più grave”? Non necessariamente. Prendiamo il caso di coppie sposate che senza grave necessità utilizzano la contraccezione per rinviare la nascita di figli per anni, dopo che si sono sposati. Certamente in alcuni casi la volontà di Dio per loro è che siano aperti a una nuova vita. Qual è allora il male più grave? Prevenire il concepimento – e l’esistenza – di un essere umano con un'anima immortale, voluto da Dio e destinato alla felicità eterna? O abortire un bambino nel grembo materno? Quest'ultimo è certamente un male grave, "Gaudium et spes" lo definisce un "crimine abominevole". Ma comunque esiste un bambino che vivrà eternamente. Mentre nella prima circostanza non esisterà mai un figlio che Dio intendeva venisse al mondo.

La contraccezione è certamente diffusa, anche tra i cattolici sposati. Ma proprio come per i milioni e milioni di aborti procurati che hanno avuto luogo negli ultimi anni sorge questa profonda questione: come può Dio permettere che un tale male si propaghi? Non ci sono risposte facili a questo "mysterium iniquitatis". E ciò significa che la facile risposta secondo cui un male come la contraccezione non è realmente grave è inaccettabile per un cristiano. Le vie di Dio non sono le nostre vie. Ma ciò non cancella dei principi fondamentali e conoscibili, uno dei quali è il seguente: è un male maggiore privare qualcuno dell’esistenza rispetto a privare qualcuno della vita temporale.

Oltre a questo errore fondamentale a livello di ragione, padre de Charentenay è in errore anche riguardo ai fatti. Egli giustamente afferma che l'aborto e la contraccezione "sono legati”; ma non sono legati nel modo che lui intende, cioè che il maggior accesso alla contraccezione ridurrà il numero degli aborti. I fatti sostengono la conclusione opposta. Le statistiche in tutto il mondo mostrano che il maggior accesso alla contraccezione ha un'elevata correlazione con un aumento degli aborti. E i dati sono anche intuitivi: una volta che la mentalità contraccettiva è diffusa, l’aborto è considerato semplicemente una misura di sicurezza quando la contraccezione fallisce, come molto spesso accade.

2. Padre de Charentenay scrive: "Il progetto RH Bill è stato concepito per aiutare le popolazioni povere e permettere loro di aver accesso alla contraccezione che le classi medie e i ricchi utilizzano già. I gruppi sociali non hanno le stesse possibilità su questo punto. Il progetto RH Bill risponde dunque a una questione di giustizia che muove il governo a favore di queste popolazioni povere".

L’errore pernicioso qui è ovvio e basta un breve commento: poiché i ricchi sono in grado di aggirare una legge che proibisce un grave male, allora la legge dovrebbe essere abolita così che i poveri non siano privati della stessa possibilità.

Non sto dicendo che non possono esserci in alcune circostanze motivi solidi perché la Chiesa tolleri delle leggi che permettono un male morale. Tuttavia l'affermazione che qui si tratta di "una questione di giustizia" non è uno di questi motivi.

Cordialmente,
P. Joseph Fessio S.J.

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