sabato 31 ottobre 2020
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NEWS 7 luglio 2014    
«La Chiesa è in profonda crisi non per il Concilio, ma per la mancanza di madri educatrici»

dal libro «Il Mirabile Periodo» di Carlo Santanché (edizioni Fede & Cultura)

La religione e la fede non sono chiacchiere, sono vita, e tutti noi abbiamo avuto e avremo in futuro un solo Mirabile Periodo (dal periodo pre-natale fino ai quattro anni di età) nel quale sinteticamente, imitando la vita materna, abbiamo potuto apprendere come si vive di fede e per la fede, percependola per sintesi vitale da chi ci ha dato la vita. Vita fisica in piccola percentuale, ma soprattutto vita psichica e umana, fatta da tutto il nostro essere compresa la nostra anima. Tutto questo è avvenuto in un periodo breve, ma pervaso di fede assoluta, limpida come una sorgente di acqua pura, reso molto fertile e fruttuoso in pochissimo tempo. La Chiesa è in forte crisi, non per il Concilio male interpretato, per qualche contestazione fra i vescovi o per mancanza di sacerdoti, ma è in crisi profonda soprattutto per mancanza di madri educatrici. Se una delle due basi della fede, la tradizione, che si perpetua mediante il fenomeno della transgenerazionalità, non viene più trasmessa o si trasmette solo a sprazzi, rari e superficiali, privi di esempi veri concreti e vitali, fatti di preghiera e sacramenti si essiccano le basi naturali, popolari e culturali della fede. I bambini saranno paragonabili ad "aborti psichici" incapaci di intendere il soprannaturale, non avranno quel terreno fertile che prepara ad accettare i concetti spirituali che rendono possibile la santità o, ancora di più, la figura della Madonna madre di Dio. Non perché i bambini non vogliono applicarsi allo studio della dottrina cristiana, ma perché non riescono a capirla veramente in quanto ogni concetto religioso si sviluppa a un livello a loro ignoto e inconcepibile. Essi non sono preparati ad accettare i dogmi di fede e il concetto dell’infinito, vissuti come sono vedendo onorare l’assurdo dogma della laicità, che si ciba di materialismo, di consumismo e di stupidità radicale.

Analizzando i modi e i tempi in cui avviare l’educazione prerazionale, il riferimento a Dio dovrà penetrare ed evidenziarsi in tutte le azioni materne che serviranno a sviluppare una sensibilità più elevata, capace di percepire meglio le originali esigenze spirituali del figlio che cresce dentro di lei. Il suo intuito naturale sarà così fortificato e indirizzato da Dio creatore che è il fine ultimo di tutte le cose. Il bambino è costruito per percepire e per assorbire tutto ciò, manda continui segnali alla madre perché non perda la concentrazione per dedicarsi a lui, egli vuole imparare e sperimentare l’importanza di un’aderenza al disegno di Dio. Sentirà le preghiere e le richieste di aiuto della madre allo Spirito Santo, alla Vergine Maria, ai Santi. La accompagnerà per assistere alle funzioni religiose e ai Sacramenti e ogni volta che si recherà in chiesa per pregare, tutto servirà per formare una base su cui costruire la vita religiosa del figlio.

Il figlio ha una fede innata per sua madre, non potrà certo percepire le verità di fede nella loro essenza, ma sentirà durante tutta la giornata che la madre è una persona di fede che intrattiene rapporti continui con Dio, base della sua vita. Questo resterà incancellabile nell’anima del bambino. Poi ambedue nel tempo non avranno più coscienza di questo rapporto istintivo, ma esso riaffiorerà nei vari momenti della vita quando ogni cosa verrà riscoperta nuovamente con meraviglia.

Come si può constatare, la fede si acquista con la fede e i valori religiosi si rafforzano nel cuore di ognuno se si incarnano nella vita di ogni giorno, vissuta con una coerenza capace di guidarci nella vita. Ogni manifestazione di fede crea nuova fede in chi ci osserva e ha fiducia in noi. Il figlio in seno a sua madre non può e non vuole mettere in dubbio tutto ciò che la madre filtra per lui, se questo periodo così vivo e fruttifero viene utilizzato male o con disattenzione, viene perso tutto: i valori, la civiltà, i principi, le religioni. Al contrario, se ben utilizzato, tutto sarà ravvivato facendo rifiorire e migliorare ogni uomo, sia esso religioso o ateo. Se Dio e la religione saranno alla base di questo rapporto mirabile si otterrà un laboratorio perfetto capace di fornire ottima stoffa da utilizzare per cucire cose meravigliose da presentare a Dio. Se questa impostazione non farà parte sostanziale del programma materno, il bambino non avrà la stoffa necessaria per essere modellato come un forte e santo figlio della Chiesa o dello Stato, adatto a far parte, a pieno titolo, del corpo mistico di Cristo e della società civile.

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