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L’industria dell’utero in affitto prospera in Ucraina, nonostante la guerra
NEWS 16 Agosto 2023    di Federica Di Vito

L’industria dell’utero in affitto prospera in Ucraina, nonostante la guerra

Nonostante la guerra in Ucraina non accenni a terminare, il mercato dell’utero in affitto continua a prosperare. Il Guardian ha riferito che gli stranieri continuano a recarsi in Ucraina in cerca di madri surrogate, per lo più da Italia, Romania, Germania e Gran Bretagna. Neanche la guerra sembra scoraggiarli: «Abbiamo cercato di realizzare il sogno di avere nostro figlio per dieci anni», ha detto un uomo di 55 anni, «non saranno le bombe o la guerra a fermarci».

Secondo i dati delle cliniche di maternità surrogata in Ucraina, dall’inizio della guerra sono nati più di 1.000 bambini, 600 dei quali sono nati presso la clinica BiotexCom di Kiev, una delle più grandi di tutta l’Europa. «Anche nei primi mesi della guerra, le coppie straniere sarebbero ancora venute qui da tutto il mondo per andare a prendere i loro figli», ha detto Ihor Pechenoha, direttore medico di BiotexCom, al Guardian, «il numero di richieste oggi è tornato al livello pre-bellico e riceviamo più richieste di quante ne possiamo prendere in carico». All’inizio di febbraio dello scorso anno, Pechenoha aveva già preparato la sua clinica in caso di guerra: «Abbiamo allestito un rifugio antiaereo con tutte le forniture necessarie per i bambini e gli embrioni».

L’anno scorso, BiotexCom aveva 50 donne incinte nei territori ucraini occupati dalle forze russe. «C’è stato un caso di una donna di Nova Kakhovka», ricorda Pechenoha, «sono riuscito a metterla su un autobus di evacuazione, ma alla fine i russi hanno sparato al veicolo. In qualche modo è riuscita a scappare. Era alla sua 33a settimana di gravidanza». I mariti e i partner di molte delle madri surrogate ucraine stanno combattendo in prima linea e in molti casi i loro villaggi e le loro case sono state distrutti dai russi. È per questo che durante la guerra, sono state ospitate in appartamenti di proprietà della clinica per tutta la gravidanza. «Mi sono appena sposato con un soldato con cui ho una relazione da nove anni», dice Tamila, 36 anni, che aspetta di partorire a metà luglio per una coppia rumena, «è stato ferito vicino a Kurakhove (Donbas) ed è stato sottoposto a un intervento chirurgico». «L’unico motivo per cui ho accettato di farlo è solo per i benefici finanziari», ha detto un’altra madre surrogata di 36 anni, Dana, «inoltre, da quando mio marito è partito per la prima linea, ho bisogno di un modo per sostenere i miei altri quattro figli». Un altro fattore di popolarità dell’industria dell’utero in affitto in Ucraina è che rimane uno dei pochi Paesi al mondo dove «la legislazione riconosce intrinsecamente la coppia che ha commissionato il processo di maternità surrogata come genitori legali del bambino».

La maternità surrogata commerciale è legale in Ucraina, ma negli anni ha affrontato aspre critiche sia dall’interno che dall’esterno del Paese, le cliniche sono state descritte come “fabbriche per bambini”. Diverse indagini giornalistiche hanno rilevato trattamenti inumani e abusivi sulle madri surrogate. È durante la guerra che l’opposizione si è inasprita e lo scorso marzo i parlamentari ucraini hanno proposto di vietare agli stranieri i servizi delle madri surrogate ucraine durante il periodo della legge marziale e per i tre anni successivi. Secondo Viktoriia Vahnier, membro del partito Servant of the People del presidente Volodymyr Zelenskiy, la popolazione dell’Ucraina sta diminuendo a causa della guerra ed entro il 2030 si potrebbe parlare di una diminuzione da 10 milioni di persone. Anche su questo fanno leva gli oppositori della maternità surrogata aperta agli stranieri, in quanto affermano che i bambini nati da madri surrogate ucraine dovrebbero rimanere in Ucraina.

«Questo campo è completamente non regolamentato», dice Viktoriia Vahnier al British Times, «gli stranieri vengono qui e usano le donne ucraine per portare via i bambini, e chissà poi che cosa succede loro». Vahnier inoltre ritiene che la legislazione sia necessaria per stabilire regole chiare sulla maternità surrogata e altri processi riproduttivi – come la fecondazione in vitro -, potendo assegnare la responsabilità penale quando viene infranta la legge. Il progetto di legge poi vorrebbe allo stesso tempo allargare la maternità surrogata alle coppie Lgbt sposate, facendo riferimento alla legge ucraina che riconosce tutte le forme straniere di matrimonio. Il parlamento ucraino dovrà ora votare sulla proposta di legge nei prossimi mesi. «L’Ucraina è diventata una “mecca turistica” per la maternità surrogata», dice ancora Vahnier, «non è dignitoso».

Di dignitoso, in realtà, non c’è proprio nulla, a partire dal pensiero che si possa stipulare un contratto per comprare un bambino, poco importa che questo sia regolamentato con leggi restrittive o meno. Che ci si accorga degli scheletri di un sistema malato di per sé potrebbe essere un passo in avanti. Tuttavia, il giorno in cui tra i diritti dei presunti genitori e la tutela delle madri surrogate si farà spazio la voce innocente del bambino sembra essere ancora lontano.


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