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NEWS 30 Settembre 2014    

Pregare per i «lefebvriani» che tornino a Roma è un dovere di tutti i cattolici. Anche di chi storce il naso

Per la prima volta nel corso del pontificato di Papa Francesco Mons. Bernard Fellay [nella foto], superiore della Fraternità Sacerdotale San Pio X (FSSPX), ha incontrato il card. Gerhard Ludwig Müller, prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede nonché presidente della Commissione Ecclesia Dei, a suo tempo appositamente istituita dalla Santa Sede per accogliere i fedeli di sensibilità “tradizionalista” decisi a non seguire nello scisma e quindi nella scomunica (poi tolta) i cosiddetti “lefebvriani”.

Un incontro importante, come lo sono tutti gli incontri di questa natura. La stampa italiana ne ha dunque giustamente parlato. Ma solamente il settimanale cattolico inglese, Catholic Herald, un periodico mainstream fedele al Magistero della Chiesa (lo diciamo perché vogliamo sottolinearne la non particolare sensibilità per le posizioni dei “lefebvriani”) si è fatto latore di una proposta tanto semplice quanto basilare, tanto cristallina quanto per i cattolici doverosa. «Se parteggiate per le posizioni del cardinal Müller», cosa che ogni cattolico deve fare (altrimenti ci sarebbe da chiedersi cosa significhi essere cattolici), «potreste pregare per il vescovo Fellay? Ancora più esplicitamente, potreste pregare per i fedeli che aderiscono alla FSSPX?». Si sbaglia, infatti – afferma intelligentemente il settimanale cattolico inglese –, se si pensa che la questione della piena riconciliazione tra le due parti sia cosa specifica solo dell’una o dell’altra, peggio ancora esclusiva responsabilità – colpa? merito? – dell’una o dell’altra. Essa è invece responsabilità di tutti i cattolici.

Così, «se parteggiate per le posizioni del vescovo Fellay, siete disposti a pregare per il cardinal Müller? Oppure, se siete tra quanti frequentano solo la FSSPX, potreste pregare per i cattolici che vanno solamente alla Messa secondo il nuovo rito?».

Ma il Catholic Herald non è mica ingenuo: sa bene che sia dall’una sia dall’altra parte ci sono personaggi che prima di fare una cosa così, prima di pregare per gli “avversari”…
Ecco perché l’invito del settimanale inglese è di quelli seri, importanti. La si smetta, insomma dice, anzi giustamente intima Catholic Herald di fare come i bambini, “ha cominciato lui…”, “è colpa sua…”.

«Il processo di riconciliazione tra la FSSPX e Roma non avverrà in qualche stanza privata del Vaticano, ma dentro il cuore dei cattolici di entrambi gli schieramenti». Non dimentichiamolo mai.