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NEWS 22 maggio 2014    
Sabato due nuovi beati: padre Mario Vergara e Isidoro, il primo birmano. Da conoscere e da amare

Sabato 24 maggio, nella cattedrale di Aversa, verranno proclamati beati il missionario del PIME padre Mario Vergare e il catechista laico Isidoro Ngei Ko Lat, uccisi in odium fidei in Birmania nel 1950. Annunciando l’evento, Papa Francesco ha detto: «La loro eroica fedeltà a Cristo possa essere d'incoraggiamento e di esempio ai missionari e specialmente ai catechisti che nelle terre di missione svolgono una preziosa e insostituibile opera apostolica, per la quale tutta la Chiesa è loro grata».

Appartenevano alla parrocchia di Shadaw, allora nella diocesi di Tounggo e oggi nella diocesi di Loikaw, ubicata nello Stato Kaya che, vicino al confine con la Tailandia, si trova nella regione centro-orientale di quello che, secondo il nuovo nome “indigeno” assai gradito al regime militar-comunista che da decenni governa il Paese con la repressione e il terrore, si chiama Myanmar. Si tratta di una regione ancora oggi  assai turbolenta, che fino a poco tempo fa restava ancora chiusa agli stranieri a causa della guerra, durata mezzo secolo, fra l’esercito birmano e le tribù Karen, una minoranza perseguitata del Myanmar (presente in parte anche in Tailandia e in India) peraltro animata da una forte componente in genere cristiana e in specie cattolica, quest’ultima frutto appunto dei gloriosi sforzi profusi dai missionari. Oggi, del resto, i cattolici di Loikaw sono ben il 25% della popolazione, laddove la percentuale totale dei cattolici in tutto il Myanmar non arriva nemmeno all'1%

Quando padre Vergara giunse nel Paese, la Birmania era un protettorato britannico. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale, il missionario, italiano, quindi nemico, fu internato nei campi di concentramento britannici in India. Liberato alla fine del conflitto, fu per breve tempo cappellano dei soldati italiani a Bombay. Nel 1946 fu a Calcutta nella speranza di poter rientrate in Birmania per proseguire la missione, si ammalò gravemente, venne operato e in questa “quiete” forzata trovò il tempo di lavorare al suo Catechismo Birmano. Nel 1947 coronò infine il proprio desiderio. Rientrato in Birmania in autunno, in dicembre il suo vescovo lo inviò in missione sui monti della Cariania, a est di Loikaw, territorio appunto dei Karen, istruendo i nativi nella fede cattolica, costruendo dispensari per assistere anche materialmente la popolazione creando luoghi di assistenza.
Al suo fianco operarono alacremente alcuni catechisti birmani, specialmente il giovane maestro Isidoro Ngei Ko Lat, seminarista (nato nel 1918, fu battezzato il 7 settembre 1819 dal padre Domenico Pedrotti del PIME), e, dal settembre del 1948, il giovane missionario padre Pietro Galastri.

In quello stesso 1948, però, la Birmania ottenne l’indipendenza dalla Gran Bretagna e la regione in cui padre Vergara operava si fece terreno dello scontro armato tra le diverse popolazioni locali divise per usi, costumi e credenze religiose, nella completa impotenza dell’esercito nazionale birmano. In questo quadro d’instabilità generale e di efferatezze non mancò nemmeno l’aperta lotta di alcune tribù al cattolicesimo e dunque la persecuzione aperta di missionari, catechisti e fedeli.
Fu così che poco a Shadaw, sulla riva del fiume Salween, padre Mario Vergara e il seminarista Isidoro Ngei Ko Lat vennero trucidati nella notte tra il 24 e il 25 maggio 1950 per la sola colpa di annunciare Cristo salvatore con coraggio e senza posa. Il corpo del sacerdote fu poi abbandonato, chiuso in un sacco, alla corrente del fiume Salwen. Poco tempo dopo sorte identica anche a padre Pietro Galastri. Da sabato Isidoro sarà il primo beato birmano.

Strumenti ottimi di approfondimento di questa storia mirabile e affascinante, tutta condotta e tutta spesa nel nome di Gesù, sono gli articoli che al "beato Myanmar" ha dedicato il fascicolo di aprile della rivista del PIME Mondo e Missione, integralmente disponibili online; lo sguardo d’insieme sulla Birmania cristiana che nel 2011 ha offerto da quel vero fuoriclasse dello spirito missionario che è padre Piero Gheddo; e questo altro bel fimato con immagini d'epoca.

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